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Vista panoramica
Altitudine: |
551 m |
Abitanti: |
1089 |
Superficie comunale: |
15.41 kmq |
Web Comune: |
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Comunità Montana: |
Comune posto alla periferia orientale di Aosta, che si estende quasi esclusivamente
sulla destra orografica della Dora Baltea. Sicuramente abitato fin dall'Età
del Ferro, il territorio di Pollein ha conosciuto anche la colonizzazione
romana, come testimoniano alcuni toponimi che presentano il suffisso -an.
Si tratta infatti di fondi agricoli che tramandano il nome del loro primo
proprietario, stabilito dopo la vittoria romana sui salassi. Uno di essi,
Tharençan, si suole far risalire alla famiglia di Aulo Terenzio Varrone, il
fondatore di Aosta.
La storia medievale del paese è analoga a quella di molti altri comuni valdostani,
divisi e riaccorpati a seconda delle fortune delle diverse famiglie nobili
che ne detenevano i diritti signorili. Originali sono invece le vicende relative
alla parrocchia di San Giorgio, i cui diritti appartenevano dapprima al priorato
di Saint-Jacquême e poi (dal 1549) ai prevosti del Gran San Bernardo. Dal
1752, anno in cui l'ordine dei monaci del colle principale della Valle d'Aosta
fu secolarizzato e privato dei beni, i diritti sulla parrocchia passarono
all'Ordine Mauriziano e di conseguenza al re, suo Gran Maestro. Solo con il
concordato del 1929 il diritto di nomina del parroco di Pollein fu attribuito
al vescovo di Aosta.
Come tutti i comuni di fondovalle che gravitano nell'orbita del capoluogo
regionale, anche Pollein ne risente notevolmente dal punto di vista demografico
ed economico: la popolazione è cresciuta considerevolmente negli ultimi decenni
essendo divenuto un ambito centro residenziale, mentre i terreni più facilmente
accessibili hanno visto crescere attività commerciali ed industriali al posto
delle tradizionali colture, le quali, tuttavia, resistono ancora, affiancando
il settore zootecnico.
Purtroppo nell'ottobre del 2000 una vasta parte del territorio è stata vittima
di una catastrofica alluvione provocata dal torrente Arpisson, solitamente
di dimensioni assai modeste. Un altro grosso movimento franoso, di recente
individuazione, posto su un versante della soprastante Becca di Nona condiziona
pesantemente il territorio e la vita degli abitanti.
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