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Saint-Christophe |
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La chiesa parrocchiale
Altitudine: | 544 m |
Abitanti: | 2596 |
Superficie comunale: | 14.71 kmq |
Comunità Montana: | Monte Emilius |
Grosso comune di fondovalle, posto al confine orientale del capoluogo regionale,
con il quale ormai ha sviluppato una continuità di cui è difficile individuare
la soluzione. Data la sua favorevole esposizione al sole, che ne mitiga assai
il clima, è diventato un centro residenziale molto ambito, idea che sembra
essere stata condivisa anche nel passato: numerosi sono stati i ritrovamenti
romani, mentre il castello di Sorreley, fornito di torre che si vuole far
risalire al XIII secolo, è uno splendido esempio di residenza nobiliare, ora
di proprietà della famiglia dei Passerin d'Entrèves. Un'altra residenza privata,
la Villa della Frissonnière, ebbe un illustre proprietario: Jean-Baptiste
De Tillier, segretario del Conseil des Commis per più di quarant'anni
e fondatore della moderna storiografia valdostana, deceduto nel 1745.
Una importante istituzione sorgeva nel medioevo nel territorio di Saint-Christophe:
il cosiddetto ospedale della maladière. Era una sorta di ente caritativo,
incaricato di ricoverare e curare i lebbrosi, ma già nel XIV secolo iniziò
la sua decadenza, fino a farne scomparire le strutture, che resistono solo
nei documenti d'archivio. La sola testimonianza "solida" che ci è giunta è
la lastra tombale del vescovo Grato (San Grato, protettore della diocesi di
Aosta), che risale al V secolo. Originariamente posta nella chiesa paleocristiana
di San Lorenzo (quella ora sconsacrata di fronte alla chiesa di S. Orso in
Aosta) la lapide fu trasportata all'interno della maladière quando le reliquie
del santo vennero traslate e raccolte in un'apposita urna. Oggigiorno la pietra
sepolcrale di San Grato è visibile nella chiesa parrocchiale di Saint-Christophe.
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