![]() |
![]() |
![]() |
|
Sarre |
0 |

| In Franco-Provenzale: | Sarro |
| Nome Abitanti: | Sarrois - Sarrolen, Sarrolentse |
| Santo patrono: | Saint-Maurice (22 settembre) |
| Gemellato con: | La Turbie (France) |
| Villaggi e frazioni: | Sarre:
Arensod, Bellair, Bellun, Blassinod, Clut, Crou Pernet, Fachet, Fochat, Grand-Cré, Janin, La Gorettaz, Lalex, Maillod, Moulin, Pertusat, Petit-Cré, Rovine, Sainte-Hélène, Saint-Maurice, Thouraz, Tissoret, Vareille, Vert |
| Altitudine: | 591 m |
| Maggiore elevazione: | 3061 m Mont Fallère |
| Abitanti: | 4494 |
| Superficie comunale: | 28,14 kmq |
| Web Comune: | www.comune.sarre.ao.it |
| Comunità Montana: | Grand Paradis |
| Aree attrezzate: | Sources du Ruet |
Posto a pochi chilometri ad ovest di Aosta, il comune di Sarre costituisce
ormai quasi un unico agglomerato con il capoluogo regionale, soprattutto lungo
il principale asse viario rappresentato dalla strada statale per Courmayeur.
Il suo territorio vanta invece insediamenti antichissimi, ben anteriori alla
romana Aosta: sono state riportate alla luce le tracce di un villaggio risalente
all'Età del Bronzo nei pressi della frazione di Ville-sur-Sarre, mentre altre
costruzioni di epoche protostoriche sono riemerse nel corso dei lavori di
ampliamento del cimitero.
Ma la maggior parte delle memorie del passato sono come sempre legate al medioevo,
quando cioè Sarre era parte integrante della signoria di Bard. Fu infatti
questa famiglia ad iniziare i lavori di costruzione del castello
sul perimetro di quello attuale, ma con diversa struttura. Sembra che la castellania
di Sarre non portasse molta fortuna ai suoi titolari: infatti cominciando
con la famiglia di Bard, anche tutte le subentranti si estinsero rapidamente,
devolvendo così i loro titoli ai conti di Savoia. Vittorio Emanuele II, nel
1869, inserì il castello di Sarre tra i possedimenti del suo casato e lo adibì
a residenza di caccia. Se l'aspetto esterno risale alla ristrutturazione del
XVIII secolo, il re d'Italia ne curò gli interni, decorandoli (con dubbio
gusto) con i suoi macabri trofei di caccia. Attualmente il castello è di proprietà
dell'Amministrazione Regionale, che ne ha recentemente completato il restauro
e riaperto le porte ai visitatori.
Il tessuto economico comunale è ovviamente pesantemente condizionato dalla
vicinanza della città di Aosta, con il conseguente allargamento del settore
terziario ed un forte pendolarismo dei residenti. Non mancano però qualificate
presenze anche nel tradizionale settore agricolo, rappresentato per lo più
da viticoltura, frutticoltura ed aziende vivaistiche. Nella parte alta del
territorio è ancora presente l'allevamento dei bovini, che sfrutta i bellissimi
pascoli che si estendono fino ai piedi del Mont
Fallère.
"È vietata la distribuzione di versioni contenenti modifiche sostanziali di questo documento senza l'autorizzazione esplicita del titolare del copyright".
© 2000-2008 Martini Multimedia