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Les Crêtes, Aymavilles (Ao) - © 2006 Massimo Martini
In Franco-Provenzale: |
Le S-Amaveulle |
Nome Abitanti: |
Aymavillois - Amaveullen, Amaveullentse |
Santo patrono: |
La Royauté du Christ (20 novembre) |
Gemellato con: |
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Villaggi e frazioni: |
Bettex, Caouz, Cerignan, Chabloz, Champessolin, Champlan, Champleval-Dessous, Château, Chef-Lieu, Cheriettes, Chevril, Clos Savin, Crétaz Saint Martin, Croux, Dialley, Ferrière, Folliex, Fournier, Glassier, La Camagne, La Cleyvaz, La Poyaz, La Roche, Micheley, Montbel, Moulins, Ozein (Belley, Chantel, Dailley, La Charrère, Murasses, Vers Les Prés, Ville), Pesse, Pompiod, Pont d'Ael, Saint Léger, Saint Maurice, Seissogne, Sylvenoire, Turlin (Chanaberta, Turlin Dessous, Turlin Dessus), Urbains, Venoir, Vercellod, Vieyes, Villetos |
Altitudine: |
640 m |
Maggiore elevazione: |
3969 Grivola |
Abitanti: |
1962 |
Superficie comunale: |
53.41 kmq |
Web Comune: |
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Comunità Montana: |
Comune di fondovalle posto a pochi chilometri ad ovest di Aosta. Il toponimo,
secondo una prima ipotesi sarebbe composto da due parti: la prima "Ayma",
deriverebbe dal nome del cittadino romano, Caio Avilio Aimo, che fece costruire
lo spettacolare ponte-acquedotto
in località Pondel nell'anno 3 a.C., come ricorda un'iscrizione murata nella
parete. La seconda parte del toponimo, "villes", sembrerebbe risalire
alla presenza sul territorio di due diverse comunità, almeno fin dal medioevo.
In effetti, seguendo i conflitti e le rappacificazioni intervenute tra le
due parrocchie di Saint-Léger e Saint-Martin si può scrivere buona parte della
storia del paese. Altre ipotesi si sono succedute, fino alla più recente che
prevede l'esistenza intorno al VI secolo di un/una Amatus o Amata, cui fare
seguire il suffisso villa inteso nel senso attribuitogli dai popoli germanici
(franchi), cioè di villaggio rurale. (J.-C. Perrin, Aymavilles, t.
I, Aosta 1997, p. 48-53).
Ma le vestigia più importanti del passato, oltre al già citato acquedotto
romano, sono quelle rappresentate dal castello. L'edificio è di forma singolare,
composto da quattro torri merlate aggiunte nel XIV secolo ad un edificio preesistente.
Ad occuparsi di questo primo importante restauro fu Aimone di Challant, che
aveva appena ricevuto dai Savoia la signoria di Aymavilles e che avrebbe così
dato origine ad un importante ramo collaterale della principale famiglia nobile
valdostana.
Un secondo restauro del castello, in funzione più residenziale che militare,
è da attribuire al barone Joseph-Félix de Challant, che verso il 1730 gli
diede quell'aria barocca che ancora oggi possiamo ammirare. Attualmente l'edificio
è di proprietà della Regione Autonoma Valle d'Aosta.
L'economia del paese fu in passato prevalentemente agricola, come testimoniano
ancora alcuni villaggi di media montagna di suggestiva ed antica bellezza
(Ozein, Vieyes e Sylvenoire), ma una certa importanza la ebbe anche l'industria
metallurgica tra il XVII ed il XIX secolo. Attualmente la porzione di popolazione
dedita all'agricoltura è, come prevedibile, largamente minoritaria, ma la
produzione di mele ed il settore vitivinicolo hanno ugualmente conseguito
risultati di prestigio.
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