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| Valle d'Aosta / Valtournenche |
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Autore: Gian Mario Navillod
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La ferrata del Gorbeillon
| Tempo di salita: | 1h00' |
| Tempo di discesa: | 0h30' |
| Sequenza segnavia: | |
| Caratteristiche: | naturalistico, paesaggistico |
| Bibliografia: | |
| Cartografia: | |
| Difficoltà: | salita D - rientro F |
| Periodo consigliato: | da giugno alle prime nevi |
| Quota del punto di partenza: | 1650 m circa |
| Dislivello: | |
| Quota del punto di arrivo: | 1850 m circa |
| Accesso al punto di partenza: | |
Ferrata molto tecnica con tratti esposti e alcuni brevi strapiombi. Al termine della salita vi aspetta la scarica di adrenalina provocata dal passaggio sul ponte tibetano.
Dall’uscita del casello autostradale di Châtillon si seguono le indicazioni per Valtournenche fino ad arrivare dopo poco più di mezz’ora al capoluogo. Si percorre la strada regionale che attraversa il centro del borgo con uno stretto tornante, si passa a monte del campanile della chiesa parrocchiale e al primo bivio sulla sinistra si imbocca la strada comunale per Crépin. Appena passato il ponte sul torrente si parcheggia l’auto nella piazzola vicino alla palina della sentieristica regionale in località Crêt du Pont.
Si imbocca il sentiero numero
per la diga di Cignana che con alcuni tornanti prende rapidamente quota in
mezzo al bosco, poi la pendenza diminuisce e con alcuni saliscendi si arriva
di fronte all’abitato di Valtournenche. Seguendo il sentiero ampio si
attraversa un ponticello
in legno e poco dopo si arriva nei pressi della palestra di roccia. Prima
di raggiungerla si gira a destra subito dopo un masso dove sono dipinti i
numeri 14-15, si sale lungo il sentierino
ripido che attraversa la pietraia, si entra nell’ombra dei larici
e si arriva all’attacco della ferrata.
Poiché questa ferrata non è alla portata di tutti i principianti è possibile testare le capacità tecniche dei debuttanti lungo il percorso di prova che in circa 10 minuti offre un assaggio delle difficoltà che si incontreranno lungo il percorso.
Dalla partenza della ferrata proseguire lungo il sentiero che sale sulla destra e continua quasi in piano tra gli alberi. Arrivati al bivio tralasciate il cavo metallico che sale sulla sinistra (rientro della ferrata) e continuate dritti tra l’erba fino ad arrivare allo strapiombo. Dopo aver superato questo passaggio delicato non resta che risalire il pendio fino ad arrivare alla biforcazione della ferrata all’ombra dei larici. Qui si segue il cavo che scende dolcemente sulla sinistra tralasciando quello che sale (rientro della ferrata) e in pochi minuti si arriva nuovamente al sentierino di accesso.
La ferrata inizia con un traverso verso sud, scende tre gradini poi continua verso sinistra fino all’altezza della palestra di roccia dove comincia a salire. Si supera un tratto delicato sotto il tetto cui segue un traverso aereo attrezzato con delle minuscole placche metalliche. Al termine del traverso si esce su una bella placca dalla quale si comincia a vedere il lago di Maen, la si supera arrivando al belvedere e si prosegue per pochi metri su delle rocce rotte fino ad arrivare ad una placca molto coricata punteggiata da ciuffi d’erba. Si prosegue lungo un traverso che porta ad un terrazzino panoramico, si supera un breve strapiombo per poi salire in mezzo ai ciuffi d’erba sulla destra fino ad arrivare alla base delle rocce lisciate dai ghiacciai. Si sale dolcemente sulla sinistra tra le tracce lasciata dai camosci fino ad uscire su un ampio terrazzo erboso dal quale si vede il pianoro di Maen e sulla destra, in alto, i fabbricati della stazione di pompaggio di Promoron che portano l’acqua della centrale di Perrères alla diga di Cignana. Ci si dirige poi verso nord fino ad arrivare ad un gruppo di piante che crescono a monte di un dosso roccioso oltre il quale appare il capoluogo di Valtournenche. Si scende dall’altra parte ai piedi del ponte tibetano e dopo uno strapiombo piuttosto delicato lungo un paio di metri si attraversa il vallone sui tre cavi d’acciaio. Si supera una bellissima placca al termine della quale da un praticello verde si vede la sagoma inconfondibile del Cervino ed inizia la discesa.
Per il rientro si segue la traccia che si dirige in piano verso Nord, tralasciando
quello che sale e porta sul sentiero che collega Perrères a Promoron.
Si ritrova quasi subito il cavo d’acciaio della ferrata e si inizia
la discesa tra l’erba punteggiata da rari tratti di roccia un poco più
impegnativi. Dopo un breve tratto di sentiero la ferrata riprende con un traverso
quasi orizzontale che porta ad un gruppo di larici, qui l’itinerario
si divide e occorre proseguire sulla destra, verso sud in leggera pendenza,
tralasciando il tratto che scende più ripido verso il fondovalle. Dopo
un salto di roccia di un paio di metri si arriva al sentiero che in pochi
minuti riporta alla partenza.
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| Pannello alla partenza | Ponticello in legno | Un ripido sentierino | Un tratto delicato |
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| Un traverso aereo | Una bella placca | Lago di Maen | Un breve strapiombo |
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| Rocce lisciate dai ghiacciai | Vallone da attraversare | Ponte tibetano (1) | Ponte tibetano (2) |
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