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| Valle d'Aosta / Gressoney-La-Trinité |
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Autore:
Ultima modifica: 05.08.06

Via Ferrata: Guide di Gressoney - © 2003 Gian Mario Navillod
| Tipo itinerario: | a/r |
| Difficoltà: | Escursionisti Esperti Attrezzati (EEA) - D+ |
| Sforzo Fisico: | Medio - Alto |
| Pericolo oggettivo: | Medio (attenzione alla caduta di sassi) |
| Segnavia: | assente |
| Tempo complessivo: | 2h30' |
| Tempo di salita: | 2h00' |
| Tempo di discesa: | 0h30' |
| Quota alla partenza: | 1637 m |
| Quota all'arrivo: | 1637 m |
| Dislivello: | |
| Max quota raggiunta: | 1845 m |
| Esposizione: | Est |
| Periodo consigliato: | giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre |
| Bibliografia: |
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| Cartografia: |
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La Società delle Guide Alpine di Gressoney ha creato nel 2001 questa via ferrata a cui è stato aggiunto nell’estate del 2003 un nuovo tratto, breve ma impegnativo, che comprende il più bel ponte tibetano realizzato in Valle d'Aosta e una parete strapiombante particolarmente impegnativa.
La difficoltà complessiva è classificabile come D+ (difficile +) corrispondente ad un 6° grado in arrampicata libera. Il tempo complessivo impiegabile per la salita è di circa 2 ore. Il rientro a piedi lungo il sentiero segnalato è possibile sia dall'antenna che precede il ponte tibetano che dall'alpeggio all'uscita dello strapiombo.
Dall’uscita autostradale
di Pont-Saint-Martin, si seguono le indicazioni per la valle di Gressoney. Si risale tutta la valle fino ad arrivare in vista di Gressoney-La-Trinité dove prima del ponte occorre lasciare la regionale, che prosegue sulla destra per Staffal, e continuare dritti lungo la strada che si dirige verso l'abitato. Dopo 300 m si arriva all'ampio parcheggio a fianco del camposanto dove si lascia l'auto.
La via è veramente ben tracciata e permette una salita varia e divertente: fin sotto la scala verticale si alternano brevissimi strapiombi da passare in maniera atletica a tratti più coricati dove si possono agevolmente recuperare le energie. Si parte con strapiombo di 4 m cui segue un breve tratto coricato e dopo un altro piccolo strapiombo, che si supera con passaggio atletico, la ferrata piega sulla destra. A quota 1680 m inizia una piacevole scaletta poco tecnica e dopo una ventina di metri di dislivello si raggiunge la fine del primo tratto dove inizia il breve sentiero che attraversa verso sud un terrazzino erboso. La ferrata riprende con un primo strapiombo lungo alcuni metri, si sale poi su roccette rotte e dopo aver superato alcuni piccoli strapiombi alternati a tratti di parete appoggiata si raggiunge una cengia che si percorre verso sud (passaggio aereo). Dopo essere passati sotto un piccolo tetto si risale un canalino fino ad arrivare alla base di un camino alto circa 4 m, leggermente strapiombante (tratto molto divertente) che si sale in spaccata. Dopo 10 m di sentiero inizia la scaletta verticale di 5 m che con gradini da 40 cm permette di superare uno strapiombo altrimenti impercorribile. Dopo un ultimo strapiombo si arriva alla base del ripetitore dal quale parte il bellissimo ponte tibetano lungo una trentina di metri che porta alla base della parete leggermente strapiombante con la quale termina la ferrata.
Se si preferisce evitare il tratto più impegnativo della ferrata, arrivati ai piedi del ripetitore, occorre seguire la traccia che sale tra la boscaglia e arrivati al sentiero che porta all'alpeggio Bodma prendere a destra e iniziare la discesa.
Se si percorre l'intero tracciato, dopo la parete strapiombante, si raggiunge l'alpeggio Bodma e si percorre il sentiero che scende alla sua destra, verso nord, seguendo il segnavia
. Al primo bivio, dove arriva al sentiero che parte dal ripetitore, seguire a sinistra la traccia meno evidente fino ad arrivare dopo pochi minuti all'incrocio dal quale si stacca, sulla sinistra, il sentiero
b per Alpenzu Piccolo. Proseguire la discesa e al bivio successivo prendere a destra sempre in discesa fino a raggiungere un tratto molto ripido dopo il quale si raggiunge in breve la partenza della ferrata.
Le difficoltà del percorso (corrispondenti ad un 6° grado superiore in libera) consigliano l'accompagnamento di una Guida Alpina. Per chi comunque è esperto di montagna si consigliano le seguenti norme di comportamento:
La parete è esposta ad est, sul fondo di una valle abbastanza stretta, se volete percorrerla al sole, scelta più che opportuna soprattutto a fine stagione, è consigliabile partire in tarda mattinata, tenendo presente che già nel primo pomeriggio il sole è nascosto dalla parete rocciosa.
I cavi di sicurezza sul ponte tibetano sono stati posati più in alto del consueto, se non siete di statura superiore alla media portate con voi un pezzo di fettuccia per allungare la distanza tra dissipatore e imbrago, altrimenti vi toccherà percorre il ponte in punta di piedi, semi appesi ai cavi di sicurezza.
Attenzione alla parete finale, richiede una buona resistenza nelle braccia, e un poco di destrezza nel moschettonare il cavo di sicurezza, nel dubbio, per evitare di rimanere appesi a metà strada ripercorrete il ponte e seguite il sentiero di rientro che parte dall'antenna.
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| Ampio parcheggio alla partenza | Accesso alla ferrata | Partenza della ferrata | Camino |
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| Scaletta verticale | Vista sul Massiccio del Rosa | Ponte tibetano visto da nord | Ponte tibetano visto da sud | Alpe Bodma |
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