mercoledì, 19 giugno 2013
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Villaggi

Monte San Genesio

1
-1
Autore
Autore: 
Marco Bonati
Scheda
Segnavia: 

rosso/bianco/rosso, giallo

Data del rilievo: 
01/05/2013
Foto: 
Ingresso dell'ex-Eremo di San Genesio
Tipologia Percorso: 
Parzialmente Circolare
Difficoltà: 
T2
Periodo Consigliato: 
Tutto l'anno
Tempo Complessivo: 
6h00'
Dislivello: 
750 m
Distanza percorsa: 
25,00 km

INTRODUZIONE
Gita circolare attorno al cosiddetto Monte di Brianza, assieme di alture boscose allineate lungo un cordone morenico dell'antico ghiacciaio dell'Adda. Tutto il territorio è disseminato di isolati agglomerati di cascine (ormai perlopiù abbandonate) e qualche piccola frazione cresciuta attorno ad una cappella (spesso si tratta di tutto ciò che rimane di antichi monasteri cluniacensi risalenti al medioevo). Più moderna e notevole è la vicenda del borgo di Consonno: attualmente rimangono la chiesa di S.Maurizio e la relativa canonica; il resto è un ammasso di macerie e di scenografici relitti. All'inizio degli anni 1960 il villaggio originario venne acquistato da un imprenditore edile e raso al suolo, con l'intento di costruire al suo posto una sorta di piccola Las Vegas lombarda: sono tuttora riconoscibili un minareto, una cupola di moschea, un ponticello giapponese e alcuni monumenti astratti. L'iniziativa rapidamente abortì e cominciò la decadenza; un edificio destinato a diventare albergo ospitò per alcuni anni una casa di riposo per anziani, ma ora anche questa è vuota e pesantemente vandalizzata.
L'escursione, vista la modestissima quota, è praticabile tutto l'anno, ma la gran quantità di fango e argilla del terreno consigliano una frequentazione lontana dai periodo piovosi.

DESCRIZIONE
Dal parcheggio della frazione Cogoredo 355m, seguendo la via acciottolata che
si trasforma in ripida gradinata, si sale alla chiesetta di S.Alessandro (XII secolo, ma praticamente ricostruita col materiale dei ruderi); proprio dietro l'abside si nota il segnale del sentiero che prosegue erboso. A lato delle case di Cavonio 395m il sentiero si porta comodamente fra boschi e prati a guadare il torrente Gandaloglio (attraversamento difficile in caso di piena) e prosegue fino a confluire su di una strada asfaltata presso una fontana a Fura 379m. Si segue la strada in salita fino alla frazione Marconaga 420m: a fianco della chiesa di S.Bernardo (XVII secolo) si segue una traccia nei boschi che conduce fino a Ravellino 599m (tratto di difficile orientamento). Dalla piazzetta, seguendo le indicazioni, si va ad attraversare una strada asfaltata e quindi a proseguire su di un sentiero nei boschi: talora incrociando confuse carrarecce provvisorie per attività boschive, si arriva alla conca di prati (detta "Badia") di Figina 632m; si tratta di una vasta cascina con artistica casa padronale e chiesa dei Ss.Nicolao e Sigismondo. Proseguendo attraverso un vivaio di piante ornamentali, si rientra nel bosco e un sentiero a saliscendi conduce ad una strada asfaltata molto sconnessa che, contornando le pendici del Monte Regina, verso destra, ci accompagna fino ai ruderi di Consonno 627m. A lato di quanto resta della casa di riposo, le indicazioni ci guidano verso una carrareccia che si addentra nel bosco; trasformatasi in largo sentiero, procede a saliscendi fino ad oltrepassare in quota la località Dozio 584m, per poi scendere a Biglio Inferiore 498m. Da qui riprende una ripida salita su acciottolato che risale a tornanti i prati fino a Biglio Superiore, con vari edifici ormai diroccati; al bivio si prende a sinistra e si procede nel bosco: evitando a sinistra la direzione per Campsirago (ex-monastero, ex-comunità hippie, attualmente residenza di pregio) si inizia la salita per la linea di massima pendenza al Monte San Genesio 846m. [In questo tratto ogni bivio o cambiamento di direzione sono precisamente segnalati]. Ci troviamo su di un'altura boscosa in gran parte occupata da un recinto in muratura: nel punto culminante sorge una chiesa originariamente risalente al X secolo, sede fino al 1947 di una comunità di monaci polacchi; attualmente è proprietà privata. Dal piazzaletto antistante S.Genesio si entra in piano nel fitto bosco di conifere e si imbocca un sentiero sconnesso che scende lungamente le pendici del monte fino alle case di Fumagallo 768m; si prosegue nei boschi, si attraversa una strada asfaltata dismessa e si continua su comoda cementata scendendo gradualmente di quota. Tralasciate le deviazioni per la chiesa di S.Nicola e per la baita Alpe, si raggiungono le case di Scerizza 680m: attraversandole, in poche curve si passa anche la più piccola Scerizzetta. Dove la strada asfaltata compie un tornante verso sinistra, ci si distacca nei pressi di un cascinale sulla destra e si scende un sentierino erboso ripidissimo che, poi più comodamente, raggiunge una strada provinciale non lontano da una cappelleta votiva. Attraversata la strada e il contiguo parcheggio si entra fra le case di Ravellino: nella piazzetta si incontrano le segnalazioni che riconducono sulla via di andata.

Ligàri

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Autore
Autore: 
Marco Bonati
Scheda
Segnavia: 

rosso/bianco/rosso

Data del rilievo: 
07/04/2013
Foto: 
L'oratorio del 1731 a Ligàri
Tipologia Percorso: 
Circolare
Difficoltà: 
T2
Periodo Consigliato: 
autunno, inverno, primavera
Tempo Complessivo: 
4h30'
Dislivello: 
785 m

INTRODUZIONE
Itinerario poco conosciuto che conduce attraverso spettacolari vigneti (è recente la richiesta per entrare a far parte del patrimonio dell'UNESCO) verso antiche contrade sorte a servizio delle attività contadine: agglomerati di modeste abitazioni rurali, ma con inaspettate tracce artistiche di pittori e architetti locali. La meta è Ligàri (peraltro raggiungibile in auto), in invidiabile posizione panoramica, con il suo oratorio ottagonale edificato nel 1731. La discesa, ben segnalata come quasi tutta la gita, è più breve e ripida, con un ultimo tratto fra i vigneti di Triasso piuttosto esposto ed attrezzato di cavi corrimano: molto suggestivo.

DESCRIZIONE
Dalla Piazza Garibaldi in centro a Sondrio 307m si sale al Lungo Mallero Cadorna e lo si segue fino alla Piazza Cavour (più nota come Piazza Vecchia); si attraversa il fiume tramite la moderna passerella coperta (costruita dopo l'alluvione del 1987 e rialzabile per il caso di piene). Sull'altra riva - Lungo Mallero Diaz - si imbocca subito l'antica Via Romegialli, tenendosi a sinistra al primo bivio (bell'affresco del 1750); proseguendo fra antichi palazzi e cortili nascosti, si esce in Piazzetta Carbonera (Palazzo Carbonera del 1533). Per breve tratto si segue la Via De Simoni fino a svoltare a destra in Via Bassi ( Cappella dell'Annunziata, 1733, prima costruzione di una sorta di Viacrucis che avrebbe dovuto prolungarsi fino alla chiesa della Madonna della Sassella: 14 edicole progettate, 5 costruite). Si cammina lungo questa via fino ad oltrepassare una chiesa moderna e proseguendo poi per Via Quadrio; attraversata la provinciale per la Valmalenco ci si trova in uno slargo quadrangolare con giardino: tenendosi completamente a destra - indicazioni - si nota l'inizio del sentiero. E' il primo tratto di lunghi percorsi di servizio fra gli spettacolari vigneti costruiti ad irregolari terrazzi sorretti da muri a secco sfruttando ogni minima possibilità nell'orografia del versante. I cambi di livello avvengono mediante scalette di pietre o anche con gradini intagliati nella roccia; si incontrano piste cementate carrozzabili che attraversano da una contrada all'altra. L'itinerario raggiunge dapprima le Case Gualzi 538m e, senza raggiungere S.Anna, si porta a Pradella di Sotto 671m, separata da una breve mulattiera da Pradella di Sopra 722m. Qui la segnalazione si fa oscura e carente: si attraversa in salita verso destra fra tutte le case fino ad una pista erbosa che entra nei prati; ad un incrocio a "T" si svolta asinistra e si prosegue lungo una mulattiera nel bosco (trascurare il più evidente prosieguo della pista verso destra). La salita è a tratti ripida in un ambiente isolato e piuttosto selvaggio: ad una sorta di trivio proseguire diritto per la massima pendenza (assenza di segnali); quando la pendenza diminuisce si raggiunge la radura erbosa dei Prati Vesolo 1025m. Seguendo verso monte la pista lastricata che scende alla baita più bassa si arriva - in corrispondenza di un largo tornante - sulla strada asfaltata Triangia-Ligari-Forcola; seguendola in blanda salita verso destra per poche centinaia di metri si raggiunge la contrada Ligàri 1092m. Fra le poche case è ubicato anche un piccolo ristoro. Per il ritorno, proprio accanto all'oratorio, inizia una mulattiera che, oltrepassato un piccolo ripetitore, scende ad attraversare un tratto più basso dell'asfaltata; da qui, a precipizio lungo un sentiero a pietre gradinate e sconnesse, fino al Lago di Triangia 898m, un piccolo bacino gradevolmente adattato ad area di sosta. Un ulteriore tratto, decisamente più agevole, porta al piccolo paese di Triangia 785m; attraversate le abitazioni e la strada provinciale, si accede ad un panoramico terrazzo morenico a prato, mantenendosi a destra di alcune vistose antenne a traliccio. Oltre un avvallamento paludoso si incontrano le segnalazioni per Triasso: la discesa è definita "per EE" e, in effetti, presenta alcuni tratti piuttosto esposti. Si scende ripidamente percorrendo le sommità di muri a secco, gradinate molto verticali, piccole cenge scavate nel pendio e terrazzamenti ormai abbandonati: dove necessario, non mancano cavi corrimano a monte e a valle della traccia. Attraverso un varco in una rete paramassi si entra fra le case di Triasso 432m; quindi nuovi passaggi fra le vigne conducono più comodamente all'agglomerato di case che circonda la chiesa della Madonna della Sassella (anno 1521) 299m [nei pressi notevole palestra di roccia]; volgendo verso Sondrio si segue l'erbosa Via Valeriana (in una valletta l'edicola degli Apostoli) che in ultimo entra fra le ville in località Castellina, nei pressi dei tre campi dello stadio.

Costiera dei Cech

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Autore
Autore: 
Marco Bonati
Scheda
Segnavia: 

nessuno

Data del rilievo: 
31/03/2013
Foto: 
Panorama verso Morbegno e la Valgerola
Tipologia Percorso: 
Circolare
Difficoltà: 
T1
Periodo Consigliato: 
autunno, inverno, primavera
Tempo Complessivo: 
4h00'
Dislivello: 
500 m

INTRODUZIONE
La Costiera dei Cech è quel tratto di versante retico valtellinese esteso fra l'imbocco della Valchiavenna ed il solco della Valmasino, che comprende i comuni di Dubino, Cino, Cercino, Traona, Mello, Civo e Dazio. La caratteristica principale di quest'area, che la rende particolarmente popolosa e coltivata, è il clima mite tutto l'anno alle basse quote: paesi, frazioni e contrade sono sparsi fra i castagneti e le terrazzature a vigneti. Questo itinerario, consigliabile nelle stagioni meno calde, percorre la zona più significativa della costiera, permettendo di visitare edifici civili e religiosi di qualche rilevanza artistica e le opere - non meno ingegnose - legate all'attività contadina quotidiana.

DESCRIZIONE
Dalla Chiesa Parrocchiale di San Provino (anno 1690) di Dazio 568m si segue la Via Vittorio Veneto fino ad imboccare in salita la Via alla Pergola e quindi la Via Castello che, oltrepassando il "Castello" stesso, entra in comune di Civo e si trasforma in mulattiera; lasciate sulla destra le baite restaurate di Ca' Donai, si raggiunge un incrocio di sentieri: si prosegue dritto in salita, trascurando a sinistra le altre tracce (via di ritorno). Ci troviamo ora sulla vecchia strada comunale Dazio-Vallate, che risale la valletta del Rio Rigorsa attraversando fitti castagneti; nei pressi di una cappelletta si sbuca sulla provinciale 10 all'uscita dalle poche case di Vallate 697m. Si prosegue verso sinistra sulla via asfaltata e in poche centinaia di metri si raggiunge la frazione Serone 719m (oratorio di San Rocco del 1589); al lato esterno del largo tornante che forma la piazza del paese si prosegue in direzione "Civo": la carrozzabile, in vista della salita per Civo, presenta una interruzione delle protezioni a valle, in corrispondenza dell'antica mulattiera: si scende su bell'acciottolato a tornanti fra castagneti e piccoli nuclei di baite (localtà Prà de Güda) con qualche vigneto; intersecando l'asfaltata più volte, si raggiunge il poggio con la chiesa di San Biagio alle Vigne (secolo XVII) 550m che domina l'abitato di Santa Croce preceduto da ampi terrazzamenti a vigneto. La mulattiera scende ad Acquamarcia (nei pressi di Marsellenico) incontrando la carrozzabile Selvapiana-S.Croce: proseguendo verso destra in breve si raggiunge Santa Croce 447m; all'altezza della Chiesa Parrocchiale (secolo XVII) la mulattiera si fa cementata e - con brevi tornanti fra le strette abitazioni - scende a raggiungere la Provinciale 10 Morbegno-Dazio. Senza alternative, la si segue a destra fino al primo largo tornante, dove un sentierino va a percorrere i terrazzamenti più bassi e vicini all'Adda. Qualche breve saliscendi e un'ultima rampa conducono alla Chiesa di Santa Apollonia 346m, circondata da baite fatiscenti; dal sentiero si passa a percorrere un acciottolato che, fattosi rettilineo, si muta in carrareccia cementata in discesa verso Valletta 206m. Attraversato il ponte su di un torrente (il "Fiöm") si sale a destra alla contrada Ca' di Mazulin: si procede in mezzo a vecchie costruzioni rurali fino a deviare di nuovo a destra in Via della Volta; la strada carrozzabile termina alle poche case della contrada Brusido, nei pressi di un B&B. In questo punto inizia un ripido acciottolato a scalini (la "scalota") che, a fianco del palazzetto della Manescia, va a raggiungere la strada Traona-S.Croce. Continuiamo verso destra oltrepassando le Case della Magra 370m (baite di servizio alle vigne, inglobanti - quali pareti - voluminosi massi erratici), un ponte sul Fiöm (qui incassato in una ripida forra) e le abitazioni di Valle preannunciate da un'edicola votiva; poco oltre si affianca la chiesa di Santa Caterina (secolo XII. Notare il bellissimo affresco lato strada) e si raggiunge la contrada Corlazzo (su appuntamento al comune di Traona, è visitabile un torchio da vino del secolo XVI). Si prosegue verso monte e, dopo due vicinissimi tornanti, si imbocca a sinistra una pista cementata che sale alle case di Fiascò 520m, immerse nel castagneto fra erratici enormi, che nascondono cantine sotterranee (sei addirittura sotto il masso prospicente la strada) per la vinificazione. Pochi passi sopra le ultime case si incontra la antica mulattiera Mello-S.Croce: seguendola verso destra si torna rapidamente nei pressi della Parrocchiale di Santa Croce. Si ricalcano le tracce di andata fino ad Acquamarcia (Marsellenico) e si prosegue fino alle prime case di Selvapiana, raggiungendo poi - presso una curva in ripida discesa a destra (baita con affresco rovinato) - un sentiero che si stacca a sinistra; passando a monte delle baite di un agriturismo, si arriva alle case di Cerido 508m: seguendo la via principale (a sinistra indicazioni per la visita ad un torchio da vino del secolo XVII) ci si porta oltre le ultime abitazioni dove si prosegue lungo la mulattiera per Vallate in ripida salita a tornanti nel bosco. In corrispondenza di una cappelletta votiva, si imbocca un sentiero a destra che, dopo un lungo traverso, scende a guadare il Rio Rigorsa in una zona scoscesa ed ombrosa. Ancora pochi passi e ci si ritrova all'incrocio di sentieri nei pressi di Ca' Donai; da qui al parcheggio lungo la via di andata.

Sentiero Walser

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Autore
Autore: 
Marisa Venturini
Scheda
Segnavia: 

(W)

Data del rilievo: 
04/09/2012
Tipologia Percorso: 
Traversata
Difficoltà: 
E

Introduzione

Sentiero Walser: da Gressoney Saint-Jean (località Cialvrina superiore) a Gressoney La Trinité ad una quota media di circa 1700/1800 metri (segnalato con una "W" oppure "1W")
Si tratta di un'escursione molto spettacolare perché percorre un vecchio sentiero che univa alpeggi e villaggi walser, un tempo abitati tutto l'anno e che, sviluppandosi ad una quota media di poco inferiore ai duemila metri, è come un immenso balcone sul fianco destro orografico della Valle di Gressoney. Si percorrono il vallone Ranzola, quello di Staller, quello di Valnera attraversando boschi, pietraie e pittoreschi paesini nei quali ancora si "respira" l'atmosfera di un tempo e dove è possibile vedere da vicino gli "stadel" le tipiche costruzioni "walser" in pietra e legno.
Durante il percorso si incrociano alcuni sentieri che salgono dal fondo valle; poiché si tratta di un'escursione non molto impegnativa ma piuttosto lunga, questi sentieri potrebbero servire ad accorciare il percorso permettendo di scendere a valle, prima della fine del percorso descritto.

Fop

1
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Autore
Autore: 
Franco Franzini
Scheda gita
Data della gita: 
15/04/2012
Difficoltà: 
E

Bodengo

2
-1
Autore
Autore: 
Marco Bonati
Scheda
Segnavia: 

rosso/bianco

Data del rilievo: 
25/03/2012
Tipologia Percorso: 
Parzialmente Circolare
Difficoltà: 
EE
Periodo Consigliato: 
in assenza di neve
Tempo Complessivo: 
6h45'
Dislivello: 
1250 m

INTRODUZIONE
Ormai dal 1987 il villaggio di Bodengo può essere raggiunto comodamente in auto (strada a pedaggio): questa gita, invece, ripercorre le vecchie vie di accesso pedonali dal fondovalle di un versante e dell'altro del torrente Boggia. Si attraversano alpeggi abbandonati e contrade ormai trasformate in agglomerati di case di vacanza, ma l'ambiente naturale - appena dietro l'angolo - prevale intensamente. Nella bella stagione la valle è molto frequentata dagli appassionati di canyoning per la presenza di percorsi anche molto impegnativi; sono inoltre numerose le strutture rocciose esplorate negli anni '90 come palestra d'arrampicata, ben attrezzate ma ora un po' fuori moda.

DESCRIZIONE
Da Gordona 283m si segue il percorso della carrozzabile per la val Bodengo (un paio di scalinate sono usabili come scorciatoie) fino al piazzale di parcheggio dei mezzi non autorizzati alla salita. Dopo poche decine di metri - sulla destra - si stacca, dominata da una cappelletta, la mulattiera della Val Bodengo: un capolavoro di scalinata acciottolata, perfettamente mantenuta e molto panoramica sul fondovalle. Si risale il versante con lunghi traversi a tornanti, finchè un tratto di cengia artificiale sostenuta da muri a secco attraverso una "pioda" (parete monolitica liscia) introduce al terrazzo di Donadivo ("Dunadìif")737m: punto di sosta con cappella degli alpini e incomparabile veduta sulla vallata. In pochi passi si raggiunge nuovamente la carrozzabile, che si percorre oltrepassando una terza cappella e - a sbalzo sul precipizio - gli ancoraggi di calata per la sottostante struttura d'arrampicata "Paradisdican" (difficoltà massima 6b+) fino ad uno slargo dove si riprende verso sinistra la mulattiera (palina con indicazioni). Inizia subito una discesa ripida, talora protetta a valle da corrimano, fino a varcare il torrente Boggia sul "Punt de la Val" 770m circa: sull'altro versante si nota il bivio con la via di ritorno. Si volge a destra e una serrata serie di tornantini conduce ai prati maggenghi di Bedolina 946m, dove le numerose baite sono quasi tutte restaurate a case di vacanza; si prosegue affiancando una chiesetta e raggiungendo la pista di accesso veicolare: arrivati all'altezza del torrente, non se ne attraversa il ponte carrabile e si imbocca a destra il proseguimento della mulattiera, trascurando anche il tratto di pista verso sinistra diretto al soprastante Monte Garzelli. Si segue brevemente la traccia parallela alle acque, fino ad attraversare il Boggia all'altezza di Prà Pincèe 947m tramite una passerella pedonale. Si torna a percorrere per breve tratto la strada asfaltata, fino a notare a sinistra una seconda passerella: il nuovo attraversamento conduce ad uno stretto sentiero che, a destra, risale il torrente in ambiente umido e ombroso (qualche piccola frana e alcuni passaggi provvisori su tronchi affiancati) fino ad una zona di crotti, proprio di fronte al villaggio di Bodengo 1030m. Per il ritorno si percorre la via di andata fino al "Punt de la Val" e, senza attraversarlo, si prosegue su di una passerella di cemento lungo una liscia parete di roccia. Si prosegue risalendo una valletta umida tramite una lunga e delicata scalinata a tornanti (sempre assistita da un cavo di sicurezza): si sbuca sul meraviglioso terrazzo di Sorboggia 884m. Si continua sull'unico altro sentiero di accesso all'alpe, quello proveniente da San Pietro di Samolaco. Si tratta di una buona traccia in ripida discesa (con una sola lunga risalita su scalinata) attraverso un folto castagneto: lentamente ci si sposta verso sud finchè il sentiero viene interrotto da una recentissima pista forestale (non ancora cartografata). La si segue in discesa fino ad incontrare un sentiero segnalato a sinistra: è un punto di difficile individuazione, posto poco a valle di due tornanti della pista molto ravvicinati, e circa un centinaio di metri prima di una bacheca di legno. Seguendo in ripida discesa il sentiero, ci si trova prsto fra i ruderi di alcune baite dove si nota un quadrivio con palina indicatrice: si prosegue in direzione "Cà Pipeta". Un lungo traverso a saliscendi tra boschi, vallette e qualche rudere conduce appunto alla Cà Pipeta, straordinario esempio di abitazione a due piani costruita sotto un masso ciclopico. Nella stessa direzione, ci si porta sul fondo di una valletta scura, che si percorre in salita, tralasciando a destra i sentieri per Ronscione e per la Torre del Signame. Al termine della valletta si attraversano le baite dell'Avert Signame 543m (Avert = Alpe) e si prosegue lungamente su di un costone radamente alberato, percorso da un sentiero ripido e ghiaioso che scende al ponte sul torrente Boggia. Lo spettacolo è impressionante: le acque, dopo una serie di salti consecutivi nella gola rocciosa, precipitano per una cinquantina di metri in una enorme marmitta dei giganti, ormai in vista dello sbocco finale del fiume Mera. Attraversato il ponte, si segue un viottolo ombroso che conduce, passando a monte di impianti idroelettrici, alle prime case di Gordona: la zona della chiesa - parcheggio iniziale - si raggiunge facilmente seguendo i segnali gialli (paline e tratti di vernice sui muri delle case) della "Via Francisca", percorso di fondovalle fra Chiavenna e il lago di Como.

Chamois

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Autore
Autore: 
Ivo Giansetto
Scheda gita
Data della gita: 
04/02/2012
Via: 
da La Magdeleine
Foto: 
Chamois
Difficoltà: 
WT1
Tempo Complessivo: 
2h30'
Avvistamenti
Affollamento: 
Poca gente

Sempre bella la passeggiata da La Magdeleine a Chamois. Porre attenzione al pagamento del parcheggio a La Magdeleine (5 euro al giorno tariffa fissa!!!!!!).

Redazione
Data Escursione: 
04/02/2012
Autore: 
Ivo Giansetto

Moulaz

1
-1
Autore
Autore: 
Massimo Martini
Scheda gita
Data della gita: 
27/11/2011
Foto: 
Silvia e Massimo a Moulaz ©2011 Maurizio Lavit
Difficoltà: 
EE
Avvistamenti
Affollamento: 
Nessuno
Condizioni
Condizioni meteo: 

sereno

Centovalli: la via dei Mercati, parte 1, da Locarno a Camedo

2
-1
Autore
Autore: 
Nino Dal Borgo
Scheda
Via: 
Locarno, Golino, Intragna, Calezzo, Slögna, Verdasio, Lionza, Borgnone, Camedo
Data del rilievo: 
30/10/2011
Foto: 
Il lago artificiale di Palagnedra
Tipologia Percorso: 
Traversata
Difficoltà: 
E
Periodo Consigliato: 
aprile, maggio, giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre
Tempo Complessivo: 
7h15'
Dislivello: 
1200 m
Distanza percorsa: 
22,00 km

Escursione in solitaria, e con i sintomi imminenti di un mega-raffreddore che mi ha tagliato le gambe...

La "Via dei Mercati" era una mulattiera che univa Domodossola con Intragna, passando i vari paesini della valle Vigezzo e delle Centovalli. Percorsa dai mercanti, che portavano granaglie, metalli e sale provenienti dalla Pianura Padana, e tornavano con lana, formaggi e salumi. Esistono ancora alcuni tratti originari, ma la maggior parte del percorso del Medioevo è stato mangiato dal tempo.

Partenza dal tennis di Locarno alle 7:15, scavalco la Maggia sulla nuova passerella (accanto alla "direttissima" Locarno - Ascona), e subito dopo scendo per infilarmi sulla Astrovia, il percorso creato sulla diga insommergibile che propone il sole ed i pianeti messi a distanza proporzionata, con cartello didascalico. I primi (mercurio, venere, terra) distano tra di loro poche centinaia di metri, gli ultimi più di 1 Km.

La gamba non va, non riesco a tenere il mio passo normale, non riesco a scaldarmi. Percorro tutto l'argine fino alla confluenza della Melezza con la Maggia, poi svolto a sinistra per portarvi verso Golino prima, e Intragna poi, dove arrivo alle 9:10, e mi faccio la sosta di un quarto d'ora.

Da Intragna, passato il grotto "Du Rii" si trova la scalinata che porta a Calezzo, ultimo tratto della via dei Mercati. Salita fino a Calezzo, giornata splendida e mite per essere la fine di ottobre. Da Calezzo si continua su forestale per un bel pezzo di direzione di Slögna, poi finalmente si entra nel bosco, splendido in questo periodo, e appare la mulattiera. Inizia un bel sali-scendi continuo, per seguire la miriade di vallette laterali, ogni tanto la mulattiera scompare, per lasciare posto a semplice sentiero, e riapparire più avanti. A Slögna prendo a sinistra (a destra si sale ai Monti di Comino), e tra alti e bassi, splendido bosco autunnale di castagno, faggio e betulla, arrivo alle 12:00 a Verdasio.

Sosta pranzo al ristorante "Il Pentolino" sulla bella terrazza baciata dal sole, e alle 12:45 mi rimetto in marcia. Il sentiero scende subito in modo marcato, per risalire nuovamente, e questo due volte. Poco prima di Lionza ritrovo finalmente la mulattiera, passo la zona del maglio e del lavatoio, poi via quasi in piano fino a Borgnone, e discesa su Camedo stazione, dove arrivo alle 14:35.

Rientro a Locarno con la Centovallina, diventata un trenino comodissimo (io avevo ricordo di panche di legno).

Escursione splendida, che dà la vista sulla parte più bella delle Centovalli, quella in alto, che si apre come i petali di una genziana: stretta e incassata in basso, ampia e dolce in alto. Da Intragna niente rumori di traffico (al massimo lo sferragliare delle ruote della Centovallina sui binari), e quasi tutto bosco.

A dicembre probabilmente la seconda parte, da Camedo a Domodossola.

Descrizione completa dell'escursione con foto e testo.

Camoghè dall'alpe di Serdena

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Autore
Autore: 
Nino Dal Borgo
Scheda
Via: 
Alpe di Serdena, Corte Lagoni, Bocchetta di Revolte, Camoghè
Data del rilievo: 
16/10/2011
Foto: 
La cima del Camoghè
Tipologia Percorso: 
A/R
Difficoltà: 
E
Periodo Consigliato: 
Maggio, giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre
Tempo Complessivo: 
5h30'
Dislivello: 
800 m
Distanza percorsa: 
10,00 km

Escursione piacevole per una giornata con altri impegni...

Partiamo alle 9:40 dall'alpe di Serdena, iniziamo la salita tranquilli. Dopo una mezz'oretta ci troviamo davanti a dei ruderi, segni di sentiero non ce ne sono. Seguiamo una vaga traccia sul pendio, che dopo poche centinaia di metri scompare. Decidiamo di continuare su dritti, fuori pista, tanto si vede la cresta tra la bocchetta di Revolte e il Camoghè. Salita difficile per i continui buchi, scaloni, e pietre.

Recuperata la cresta, il resto è facile. Il sentiero sale zig-zaggando verso la cima, conducendo alla zona dove si trova l'oratorio e l'ex-baracca militare in pietra, ormai distrutta. Da qui un breve passaggio porta alla cima vera e propria.

Vista spettacolare per decine di Km tutt'attorno, grazie all'aria tersa, almeno fino al Mendrisiotto, dove la cappa fumogena inquinante regna sovrana. Verso Nord, invece, vista fino al massiccio del San Gottardo, alpi vallesane, e oltre.

Discesa senza patemi, questa volta non sbagliamo strada, e arriviamo all'alpe di Serdena passando dalla bocchetta di Revolte e da corte Lagoni.

Descrizione completa dell'escursione con foto e testo.