Val Fabiolo: giro occidentale

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Quota di partenza: 
265 m
Quota di arrivo: 
1 301 m
Dislivello: 
1 036 m
Tempo di salita o complessivo*: 
2h30'
Tempo di discesa: 
2h00'

Introduzione

Si tratta di una escursione abbastanza conosciuta, di interesse ambientale ed etnografico, che si svolge su una mulattiera secolare, a suo tempo di grande comunicazione fra il fondovalle e la Val Tartano e quindi con la Val Brembana e la pianura padana. Si visita un villaggio isolato nei boschi, abbandonato dagli abitanti permanenti solo da pochi decenni, e ora candidato a diventare sede di un museo etnografico. La parte più alta del giro si affaccia sulla Bassa Valtellina, con panorami che nelle giornate limpide arrivano fino al Lago di Como. L'immagine della cartina che si allega è tratta da una pubblicazione escursionistico-toponomastica del CAI di Morbegno: i termini strettamente dialettali risultano comunque identificabili nella traduzione corrente.

Descrizione

Sul lato orientale della chiesa si incontra una palina indicatrice "Sostìla" e "Culmine di Tàrtano" con i relativi tempi di percorrenza: da qui i segnali in vernice sono sempre ben visibili, ma ai bivi mancano precisazioni di direzione. La mulattiera, ben acciottolata, risale il fianco della montagna allontanandosi momentaneamente dal torrente, poi, dopo una cappella (cincet) ed un tornante, si riavvia verso il solco della stretta valle con un tratto spettacolare: alternando lastricato a gradini intagliati nella roccia percorre una cengia artificiale protetta a valle da un muro a secco ed esposta sulla verticale di Sirta. Si ha modo di osservare dall'alto la particolarità della chiesa: la cupola, apparentemente sproporzionata all'intero paese. Sull'altro lato del corso d'acqua le pareti della Caùrga (cava/miniera) sono attrezzate da numerose vie di roccia piuttosto popolari nella zona (ottimo serpentino con difficoltà medio-alta). La mulattiera prosegue lungo il torrente, fra vegetazione da umido e faggi misti a castagno. - "Fabiòlo" significherebbe "piccolo faggio" -. Il tracciato varca il corso d'acqua e prosegue fra le felci fino al ponte successivo: lo si attraversa in località Bures 650 m e si inizia a salire nel bosco fitto in direzione del non visibile abitato di Sostìla 845 m; dopo un recente lavatoio, ad una curva appaiono le prime case del villaggio: le abitazioni sulla strada principale sono quelle saltuariamente abitate e meno interessanti; ma allontanandosi verso monte si possono osservare strutture tipiche molto antiche. Tornati sul percorso nei pressi della chiesa, si prosegue fra i ripidi prati verso una contrada distaccata, dopo aver affiancato il cimitero abbandonato. Il sentiero sale ripidissimo verso il crinale, e, dopo aver lasciato a sinistra delle cascine isolate, si affaccia sulla Valtellina: nelle giornate terse il panorama della valle affiancata dalle Alpi Orobie e dalle Retiche si spinge fino al Lago di Como nei pressi di Còlico, con lo sfondo dei Monti della Mesolcina. Il sentiero, recentemente sistemato dopo la posa di un acquedotto, risale l'ampio crinale in mezzo ad una vegetazione unica: milioni di mughetti, con - a seconda della quota - graminacee, felci, brugo, mirtillo nero e rosso. La salita è intensa ed in breve ci si trova al bivio che conduce ai 1301 m del Culmine di Tàrtano, punto più elevato della gita e luogo panoramico anche verso i Monti del Màsino. Tornati al bivio, si prosegue a mezzacosta nel bosco di abeti e larici, con tratti un poco esposti e disagevoli, fino ad intravvedere il campanile della chiesa di Campo (frazione del comune di Tàrtano) 1050 m. La discesa si accentua e, fra i prati, si arriva al centro abitato; poco dopo il cimitero si volta a sinistra e, in mezzo fra le contrade Cà e Somvalle, si torna a scendere in Val Fabiolo. La mulattiera sassosa, a tratti rovinata dal passaggio del bestiame, passa fra le stalle di Sponda 909 m - bella cappella affrescata - e si immerge nel bosco umido lungo il torrente; si trascura il bivio a destra (altra escursione!) e, dopo aver attraversato due ponti, ci si ricollega al percorso di andata presso la deviazione per Sostìla.

Autore

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