Contrade di Berbenno

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Cai56
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Quota di partenza: 
370 m
Quota di arrivo: 
536 m
Dislivello: 
166 m

Introduzione

Ampio giro che conduce a visitare il versante retico a nord di Berbenno, zone attualmente disabitate , ma recanti il segno di passate attività legate alla coltivazione delle quote intermedie della montagna. Non mancano naturalmente i segni della radicata devozione cattolica, anche in antitesi al lungo periodo storico di assoggettamento ai protestanti grigioni.

Descrizione

Dall'arcipretale si sale in breve alla piazza del visibile municipio e si svolta a destra in Via Roma, che si percorre fino a passare in Via Vanoni; la si lascia per dirigersi alla chiesa di S.Abbondio a Polaggia lungo un piano inclinato acciottolato: due strette curve a "S" conducono sul sagrato. Ce ne allontaniamo sottopassando antiche case tramite una galleria dalla volta a botte: in poche decine di metri si giunge alla Contrada Dusone, della quale percorriamo la Via Fontana fino al bivio terminale. Si sceglie la direzione a monte, su strada inizialmente cementata poi sterrata, fino a un trivio: seguendo la traccia centrale si giunge in breve ad un mulino - l'ultimo rimasto di una serie lungo il torrente Finale - restaurato nel 1998 e didatticamente funzionante. Dal mulino si procede su sentiero che, con una larga curva a tornante, si porta sulla piazzola terminale di una soprastante pista sterrata. Sul rudere di una baita notiamo la scritta "cascata": ma prima di procedere è conveniente fare una digressione verso la chiesa di S.Gregorio; salendo lungo un bell'acciottolato fiancheggiato da muretti a secco ("risc") si arriva su di una pista carrozzabile semiabbandonata, che in poche decine di metri di blanda salita conduce al prato-sagrato della chiesetta. Si tratta del solito edificio religioso-fortificazione a guardia del fondovalle. Tornati alla baita della "cascata", si prosegue in direzione del greto del torrente Finale che, seguito al meglio, in circa 15 minuti, porta al salto d'acqua di circa 20 metri (il "sultun"), in ambiente umido suggestivo. Terminata questa seconda digressione, si torna al punto dove si è scesi nell'alveo del torrente e, sul lato opposto, si cerca un sentiero poco visibile. Usciti dalla fascia di vegetazione fluviale, la traccia si rende nettamente più visibile e prosegue lungamente in un disordinato bosco misto di castagni e altre latifoglie. Si passano un paio di valloni poco marcati e improvvisamente il sentiero spiana in un castagneto a ceppaia piuttosto rado: immediatamente si imbocca una traccia verso sinistra; il percorso, in ripida discesa su terreno eroso dal ruscellamento delle piogge, si porta in breve a fianco di due baite abbandonate, poste a monte di un vasto prato. Subito dopo si confluisce su una mulattiera a "risc" ben segnalata in vernice bianco/rossa: la si segue per la linea di massima pendenza fino ad un bivio; si abbandonano le segnalazioni per un sentiero secondario verso sinistra. All'altezza di un prato recintato si risale brevemente verso sinistra fino a una carrareccia abbandonata, a pochi metri dalla "Madonnina", vecchia (1938) cappella accostata ai ruderi di una colina estiva. Proseguendo sulla traccia erbosa ci si porta ad attraversare nuovamente il torrente Finale poche decine di metri a valle del mulino (trivio iniziale). Si torna a Dusone e, in corrispondenza del termine di Via Fontane, si volta a destra in Via Piana, una interpoderale fra i vigneti che scende ripidamente a Berbenno diventando sempre più stretta e con fondo a "risc" in Contrada Case Pernici. Da ultimo si sbuca in Via Roma, nei pressi del municipio.

Autore

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