Loditor

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Quota di partenza: 
1 001 m
Quota di arrivo: 
1 930 m
Dislivello: 
929 m
Tempo di salita o complessivo*: 
3h00'
Tempo di discesa: 
2h30'

Introduzione

Un itinerario inconsueto per raggiungere Loditor.

Descrizione

Lasciata l'auto nel piazzale davanti l'ufficio informazioni turistiche si attraversa la strada regionale e si imbocca la stradina asfaltata che sale. Giunti al bivio di fronte all'oratorio si prende a sinistra seguendo le indicazioni per il sentiero intervallivo 105, dopo una trentina di metri si sale sulla destra percorrendo il sentiero ripido che contorna il villaggio, lasciate le ultime case si continua in piano senza imboccare il sentiero a sinistra che porta alla frazione Navillod.
Dopo alcuni minuti si arriva al ponte metallico che attraversa il torrente di Torgnon, lo si supera poi si sale lungo la strada regionale fino ad attraversare nuovamente il torrente, superato il ponte subito sulla destra si stacca il sentiero che sale ripido lungo l'argine fino a raggiungere un ponticello il legno che scavalca l'acqua. La pendenza si riduce e il sentiero continua zigzagando prima tra i lastroni tagliati della vecchia cava di marmo poi tra i massi di una antica frana. Poco dopo la fine della frana si intravedono in alto tra glia alberi i pilastri del ru dou Pan Perdu.
Si costeggia un muro datato 1879 e si continua per una decina di minuti tra i pini radi con un bel colpo d'occhio sul borgo di Antey. Nei pressi di una curva del sentiero si intravede ad una decina di metri sulla destra un grosso masso, la barma dei partigiani, sotto il quale si appostavano i resistenti per controllare non visti la piana del Filey, se si desidera visitarlo occorre prestare la massima attenzione perché si trova sopra una parete di roccia a picco sulla vallata. Si prosegue ancora per una decina di minuti fino a raggiungere il belvedere sul comune di Antey, a nord si osserva incassata tra le rocce la frazione Buisson con la partenza della funivia che sale a Chamois, a sud immerso nei boschi il villaggio di Lies, ad est i villaggi di Chaillien e Noussan ad ovest il villaggio di Navillod e la sua cappella ritratta innumerevoli volte con il Cervino sullo sfondo.
Si supera un tratto di sentiero in cui affiora il caratteristico terriccio argilloso detto Biantzin, e poco dopo inizia un tratto prima in discesa poi pianeggiante che porta in breve al fontanile in legno costruito nel 2001 dall'amministrazione regionale. Si prosegue fino ad incontrare una scaletta che sale ai bordi di una pietraia tra i cespugli di rododendro, si attraversa una radura e ci si immerge nuovamente nell'ombra dei pini. Poco dopo si raggiungono le catene che proteggono un tratto del sentiero un poco esposto, si superano alcuni gradini scalpellati nella roccia e proseguendo si passa accanto ad un bel tiglio cresciuto su un tornante, dopo alcune curve tra i prati e le piante di noccioli si lascia sulla destra una pianta di ginepro slanciata di circa 3 metri d'altezza. Si prosegue all'ombra rada dei larici fino ad arrivare dopo cinque minuti ad una biforcazione dove si segue il ramo di destra che prima in piano poi in discesa porta nei pressi di un fontanile in pietra a secco, lo si supera e dopo un tratto in piano i mezzo ai prati inizia il tratto in salita che conduce al villaggio di Triatel.
Giunti alla strada asfaltata che attraversa il villaggio la si segue prima in salita poi passando sotto il rascard monumentale che sarà la prossima sede di un museo, in discesa. La strada supera un ruscello e dopo circa due minuti in corrispondenza di uno spiazzo sterrato si imbocca la pista che si stacca sulla sinistra. La si percorre per poche decine di metri e subito dopo la prima curva a destra si segue la traccia di sentiero che si stacca sulla destra. Attenzione perché il sentiero non è segnalato. Si supera il tronco di un larice caduto e si sale zigzagando, la traccia si fa più definita mentre diminuisce la pendenza. Dopo circa cinque minuti di cammino si scavalcano due larici abbattuti e subito dopo si incontra la passerella che supera il vecchio canale irriguo abbandonato, lo si segue per un breve tratto tra i larici fino intravedere in lontananza il villaggio di Etirol, si raggiunge una panchina dalla quale si vede in lontananza il lago di Lod e le strette curve della strada di accesso al villaggio di Herin. Poco oltre si transita su un ponte in larice che supera una cascatella, si procede lungo il sentiero pianeggiante fino a scavalcare un tronco abbattuto in corrispondenza di un ruscelletto e poco oltre prima si ode il fragore della cascata poi si vede lo spumeggiare delle acque del torrente che si raggiunge in breve. Si supera un piccolo smottamento e si procede tra i prati fioriti e le acque limpide fino ad incontrare il ponte parzialmente crollato a seguito dell'alluvione dell'autunno 2000, si attraversa il torrente fortunosamente saltando sui pietroni e si prosegue lungo il sentiero che sale da Etirol tra i massi di un'antica frana all'ombra dei larici. Dopo una decina di minuti si attraversa un ruscelletto e si scorge tra gli alberi uno dei salti più belli del torrente. Si prosegue fino a sbucare tra i pascoli, si passa al fianco di un vecchio alpeggio parzialmente crollato e girando a destra ci si dirige sul pendio ripido verso l'alpeggio di nuova costruzione. Si segue la pista pianeggiante di accesso alle stalle che risale la valle in mezzo ai prati e poco prima del ponte sul torrente si scorge sulla destra la vecchia mulattiera che si inerpica in direzione di Gilliarey. Si transita sul ponte e si risale sempre seguendo la pista sterrata il versante della valle. A circa cinquanta metri dall'alpeggio Bedsoloz, prima di attraversare un ruscelletto si sale lungo una traccia di sentiero a fianco di un larice. Superato il ripido pendio si arriva quasi subito ad un ampio sentiero pianeggiante si gira a destra e lo si segue, si attraversano alcune cascatelle su un tavolato di legno, e dopo un'area di sosta con le panchine da pic-nic il sentiero scende in direzione del torrente che viene attraversato da un ponte in legno al centro di un'incantevole vallata. Dopo il ponte il sentiero si allarga fino a diventare una pista che con una grande esse in mezzo ai prati riprende quota e si immerge nell'ombra dei radi larici. Ancora qualche minuto e si giunge al bellissimo anfiteatro di Loditor con il lago pescoso oramai quasi ricoperto dalle canne a cui fa da sfondo un'alta parete rocciosa.

Bibliografia

Cartografia