Mont Fourchon

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giancarloberetta
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Data rilievo: 
13/03/2011
Difficoltà: 
WT3
Quota di partenza: 
1 708 m
Quota di arrivo: 
2 913 m
Dislivello: 
1 205 m
Lunghezza*: 
14.20 km
Tempo di salita o complessivo*: 
3h45'
Tempo di discesa: 
2h15'

Il Mont Fourchon è un eccellente punto panoramico sulla cresta di confine italo - svizzera che separa l’alta valle del Gran San Bernardo italiana con l’alta Val Ferret svizzera e la sua lunga salita (oltre 14 km di sviluppo) si svolge nell’alta valle di St. Rhémy per poi insinuarsi in uno splendido vallone secondario. L’escursione è molto frequentata dagli scialpinisti, soprattutto quelli svizzeri che sono avvantaggiati dai vicini impianti di risalita, ma è adatta anche per le racchette da neve non presentando traversi molto esposti e pendii con pendenze eccessive; l’unico tratto un po’ delicato è quello che si trova negli ultimi metri di cresta dove, a seconda delle condizioni della neve, possono essere utili i ramponi per raggiungere la vetta che è veramente poco spaziosa. L’itinerario qui proposto è ad anello e prevede il rientro che da Baou scende, sulla traccia del sentiero estivo, a mezzacosta sulla panoramica fiancata della sinistra orografica che va percorso con la neve ben assestata sui pendii. Volendo accorciare notevolmente il dislivello si può, in anni di buon innevamento, attendere l’apertura della statale che di solito è tra la fine di maggio ed i primi di giugno lasciando l’auto a Baou ed iniziare da lì la salita.

Descrizione

Dal parcheggio si continua sulla strada innevata per un tratto in piano passando quasi subito alla sinistra di una palina segnaletica per poi attraversare un largo ponte da cui si ha una bella visuale della parte alta del vallone. Proseguendo oltre il ponte si abbandona la traccia della strada e, con percorso rettilineo in leggera salita nel rado bosco, si supera dapprima la baita di La Tuette (1785) ed in seguito si lascia alla sinistra la baita di Ru (1861) e si passa sotto il viadotto del Tunnel del Traforo del Gran San Bernardo oltre il quale si apre completamente il vallone con lo splendore della sua parte alta. Oltrepassata un’altra piccola baita si inizia la risalita dei larghi pendii in direzione di alcuni ben visibili terrapieni dei tornanti della strada che si alzano sulla destra e dove le pendenze iniziano ad essere significative; attraversata un prima volta la strada si prosegue verso il tornante superiore dopo il quale si sale per un pendio un po’ ripido che, contornando il versante della montagna, raggiunge di nuovo la strada poco sopra la casa cantoniera della località La Cantine. Da qui la pendenza diminuisce sensibilmente e si cammina, seguendo il percorso della strada, verso una grande roccia di forma triangolare a sinistra della quale si trova la baita di Baou (2381 m) che in breve si raggiunge; da questo punto si imbocca sulla sinistra un canale che si alza con buona pendenza e che porta ad un vasto vallone superiore sul fondo del quale si vede la sagoma triangolare della nostra meta. Si prosegue tenendosi dapprima prevalentemente nella parte centrale oltrepassando alcuni bassi dossi nevosi e dirigendosi poi alla destra di una bassa punta di rocce e neve per risalire un pendio che porta ad una larga insellatura: da questa si vede la parte terminale della salita essendo ormai arrivati agli ultimi metri di dislivello da superare per raggiungere la vetta. Si cammina ancora per un breve tratto in una piccola conca rimanendo sulla sinistra e con qualche tornante si raggiunge un colletto dal quale inizia un traverso che porta in breve all’inizio della corta crestina che si percorre per raggiungere la vetta poco spaziosa.
Per il rientro si ritorna a Baou e, dopo aver percorso per un breve tratto la strada verso destra, si taglia a sinistra in direzione della casa cantoniera (2216 m) che si raggiunge con la comoda discesa di un corto pendio; passati in mezzo alle poche case si abbandona la strada che le attraversa e si inizia a scendere verso destra dove si trova una prima palina segnaletica e ,successivamente, nei pressi della seconda (2136 m) si inizia un traverso abbastanza lungo ed un po’ esposto che perde poca quota. Diminuita l’esposizione si scende più velocemente sempre tagliando a mezzacosta il versante della montagna sino a compiere qualche tornante che ci riporta ancora a scendere per un breve tratto in traverso, arrivati poco sopra la strada in prossimità del ponte si scende liberamente il corto pendio per raggiungerla e ritornare così in breve alla partenza.

 

Mont Fourchon: ci siamo stati!

Mont Fourchon: relazioni itinerari

  • Mont Fourchon

    13/03/2011
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