Les Saints en Vallée d'Aoste

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Questo libro inizia il 21 aprile 1997 con una riflessione che l'autore compie dopo aver assistito alla celebrazione della Messa in un giorno feriale, nella ricorrenza della festa di Sant'Anselmo di Aosta. Come spiega egli stesso nell'introduzione, questa sua prima opera letteraria nasce come risposta ad una sorta di domanda interiore: "Je me suis donc demandé à quoi pouvoit bien servir l'example d'un saint aussi important si dans son pays d'origine on ne parlait point de même en son dies natalis";.
Questo è il punto di partenza di una ricerca svolta su documenti di archivio e numerosi testi agiografici, partita dalla figura di sant'Anselmo e poi rivoltasi alla Chiesa valdostana nella sua interezza.
La schiera di Santi e Beati valdostani é stata suddivisa, per comodità espositiva, in quattro categorie:

  • nella prima parte troviamo i Santi più conosciuti, il cui culto
    è ammesso dai propres (proprium sanctorum, ovvero quella parte del messale che contiene le formule per servizi religiosi). Ricordiamo dunque San Grato, Sant'Orso, San Bernardo, Sant'Anselmo... insomma, i più noti e amati tra Santi e Beati valdostani;
  • nella seconda parte sono citati quei Santi non veramente valdostani ma particolarmente venerati nella regione per una errata attribuzione del paese natale o per particolari vicende di cui si sono resi protagonisti durante la propria vita;
  • la terza parte tratta dei servitori di Dio, ovvero personaggi venerabili
    che hanno vissuto una vita in linea coi principi della fede cristiana e che, morti, come si dice, 'in odore di santità', hanno a tutt'oggi un processo di canonizzazione aperto e non ancora concluso;
  • la quarta ed ultima parte si rivolge infine a tutti quei santi che, per differenti ragioni, non sono ricordati nei propres e quindi sono quasi dimenticati.
    Il risultato, osserva l'autore, non é forse un libro di storia (e poi, perché no?) ma è senz'altro una gradevole via di conoscenza, sufficientemente ricca e al contempo di semplice comprensione (nonostante il francese possa essere, per qualcuno, lingua ostica) che, senza le ragnatele e la polvere di cui sono coperti in genere i libri di questo tipo, schiude al neofita le porte di una conoscenza altrimenti difficile da raggiungere per i più.