Guido Machetto

Mittwoch, 19 Oktober, 2016 - 08:30
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Guido Machetto ( 28.05.1937 – 24.07.1976)

Se chiedete a qualunque appassionato di montagna nato prima degli anni ‘80 di indicare il Biellese più influente in campo alpinistico, quasi inevitabilmente di verrà risposto Guido Machetto. Ancor oggi, a 40 anni dalla sua scomparsa, Machetto è infatti l'alpinista Biellese contemporaneo più conosciuto e riconosciuto, quello che più di ogni altro incarna il mito dell’uomo delle alte vette, che lo si sia conosciuto oppure no. Ed a ragion veduta…

Guido Machetto nasce a Biella il 28 Maggio 1937.
nizia da ragazzo la vita in montagna, diventa presto guida alpina e maestro di sci.
Al suo attivo un curriculum nutrito, tra cui spiccano numerose nuove ascensioni, ripetizioni importanti e soprattutto una concezione “moderna” che, all’interno dell’alpinismo classico, precorre i tempi delle grandi scalate himalayane in stile alpino degli anni ’80, improntate alla velocità ed alla arditezza delle linee. Allo stile…

1962 – Grandes Jorasses, parete Nord, via Cassin, Guido Machetto e Giorgio Bertone (prima ripetizione in giornata!)
1963 – Spedizione Città di Biella alle Ande Peruviane (Cordillera Vilcabamba-Urubamba) – Gruppo del Terijuay (7 cime inviolate) e Gruppo del Sahuasiray (3 vette inviolate). Fulvio Ratto, Antonio Zappa, Bruno Taiana, Franco Riva, Carlo Pivano, Giancarlo Bortolami, Giuseppe Calogero. Una grande avventura, con un epilogo tragico: la scomparsa di Carlo Pivano, sotto il Colle del Sahuasiray, colpito fatalmente da una pietra “che la montagna si era scrollata di dosso”…
1965 – Con Bruno Taiana, al Becco Meridionale Tribolazione, parete Sudest, via nuova
1965 – Alpi Norvegesi, alcune ripetizioni, 2 prime
1966 – Spedizione italiana in Terra del Fuoco – Monte Buckland (1600 m), prima salita. Capo spedizione Carlo Mauri, con Machetto anche Giuseppe Pirovano, Casimiro Ferrari, Cesare Giudici, Luigi Alippi.
1967 – Spedizione in Afghanistan – Gokan Sar (6249 m), prima salita. Capo spedizione Carlo Alberto Pinelli.
1968 – Con Gian Piero Motti, realizza la 1° invernale del pilastro Nord-Est della Tour Ronde (via Bernezat).
1968 – Insieme a Sergio De Infanti e Beppe Re, realizza la prima ripetizione della via Perego sul versante Est del Pilier a Tre Punte, con variante al percorso originale.
1968 – Con Giorgio Bertone, apre una nuova via sulla parete Ovest della Vierge, dedicandola a Romano Merendi.
1970 – Invernale della Crétièr alla Grivola, insieme ad Alessandro Gogna, Gianni Calcagno e Leo Cerruti.
1970 – Con Gianni Calcagno e Leo Cerruti, sale il Diedro Sud della Tour des Jorasses, realizzandone la prima ascensione.
1971 – 8-17 febbraio, Guido Machetto effettua con  Alessandro Gogna, Gianni Calcagno e Bruno Allemand l’eccezio-nale 1° traversata invernale della Cresta Sud dell’Aiguille Noire dell’Aiguille Blanche de Peutérey, fino al Grand Pilier d’Angle. Integrale di Peutérey mancata d’un soffio, per l’arrivo del cattivo tempo.
1971 – Spedizione del CAI Biella in Hindukush (Udren Zom, 7140 m, e Shakaur, 7116 m) – due cime inviolate – con Giovanni Antoniotti, Beppe Re, Ettore Gremmo, Rino Prina Cerai, Renzo Coda Zabetta, Miller Rava, Ezio Buscaglia, Mario Fumagalli, Giovanni Veronese.
1972 – Nuova via sulla complessa parete Sud delle Grandes Jorasses, insieme ad  Alessandro Gogna, una grande parete che ricorda le montagne dell’Himalaya.
1973 – Spedizione italiana all’Annapurna, parete Nord, tentativo, con Vasco Taldo, Gianni Calcagno, Carlo Zonta, Miller Rava, Carmelo Di Pietro, Angelo Nerli, Lorenzo Pomodoro, Alessandro Gogna, Rino Prina Cerai e Leo Cerruti. L’avven-tura finisce in tragedia, Rava e Cerruti sono travolti da una slavina che spazza via il campo alto e le speranze di successo sulla pericolosa montagna.
1974 – Spedizione in Hindukush, un commando di due soli alpinisti al Tirich West II (7480 m), prima salita assoluta del-la montagna per i “biellesi” Machetto e Beppe Re. Prove d’orchestra del nuovo concetto: sull’Himalaya come sulle Alpi!
1975 – Spedizione in Hindukush, Tirich Mir (7708 m), salita per l’inviolato sperone Ovest, via degli Italiani. Machetto e Gianni Calcagno sulla più alta vetta del massiccio dell’Hindukush per ben due volte, la seconda per la nuova via. La prima solo per acclimatarsi… famosa la battuta “just for training, Don, just for training”

Guido Machetto muore il 24 Luglio del '76 per una caduta sul Pilier Bernezat alla Tour Ronde, mentre sogna la rivincita sull’Annapurna in onore di Miller Rava. Va a raggiungere il folto gruppo di amici, tutti grandi alpinisti, che la montagna ha via via portato via.
Machetto è stato una figura importante che ha ribadito in modo molto intransigente una maniera del tutto personale di porsi di fronte all’alpinismo. Chiunque concorderà sull’influenza delle sue salite ma soprattutto dello stile pulito e veloce con cui ha sempre cercato di portarle a termine. Eppure, nella sua dimensione di alpinista internazionale, Machetto è sempre rimasto fondamentalmente biellese, ed attaccato alla sua terra ed alla sua gente.
Se possibile, la sua scomparsa ne ha fatto una figura ancor più leggendaria. Perché è stato uno degli ultimi eroi. Perché ha saputo “sognare lontano”. Perché è stato un poeta, uno dei pochi in alpinismo.

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  • Guido Machetto

    19/10/2016
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