Giorgio Bertone

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Giorgio Bertone nasce il 14 agosto 1942 ad Agnona un frazione di Borgosesia in Valsesia. Il giovane valsesiano è affascinato dall’imponenza delle punte centrali del Monte Rosa che si protendono sulla Valsesia con una parete di straordinaria bellezza. Ne percorre gli itinerari più impegnativi affinando via via la sua tecnica di arrampicata. Il 28 agosto 1960 cade lungo lo scivolo nevoso del Canalone Sesia, si arresta dopo un volo di 500 metri. Subito soccorso ne esce miracolosamente incolume. Questo pauroso incidente non lo ferma.
Nel settembre del 1961 diviene portatore, nel 1965 viene promosso Guida Alpina e nel 1966 Maestra di Sci. Per l’esercizio della sua professione sceglie Courmayeur e il Monte Bianco dove compie una incredibile attività. Nei suoi tre libretti di Guida Alpina sono annotate ben 1.500 ascensioni realizzare con clienti o da solo.
La prima salita impegnativa è la quarta ripetizione italiana per lo sperone Walker delle Grandes Jorasses in cordata con Guido Machetto.
Nel 1973 dal 9 al 18 gennaio con Renè Desmaison traccia un direttissima alla Punta Walker in prima assoluta e prima invernale. La straordinaria impresa che ha suscitato grande clamore nel mondo alpinistico, è stata portata a termine con 8 bivacchi in salita e uno in discesa.
Nel luglio 1973 con Renè Desmaison sulla parete ovest dell’Aiguille Noire de Peuterey porta a termine la via dei grandi diedri, via a quei tempi pochissimo ripetuta per le sue estreme difficoltà. Nel settembre dello stesso anno con Renè Desmaison, ormai inseparabile compagno di cordata, sempre sulla Noire apre una via nuova: la diretta alla punta Welzenbach.
Nell’inverno del 1975 sulla parete nord delle Grandes Jorasses, sempre con Renè Desmaison, realizza la prima ripetizione e la prima invernale della via Couzy alla Punta Margherita. Luglio dello stesso anno, sempre sulla Noire, in solitaria e in meno di sette ore, porta a termine la via diretta alla parete owest. Si tratta di uno degli itinerari più impegnativi delle Alpi, ripetuto solo da grandi alpinisti quali Rébuffat, Cassin, Mauri, Oggioni, Bonatti e altri.
Oltre alle salite menzionate che restano le più importanti e significative Giorgio Bertone ha effettuato altre ascensioni quali la parete nord-est del Pizzo Badile, la nord della Cima Grande di Lavaredo, direttissima sulla parete est dell’Aiguille de la Brenva, spigolo est dell’Aiguille Croux, pilone nord-est del Mont Maudit, spigolo sud-est della Punta Gobbi.
Fuori dall’Europa ha compiuto la prima salita italiana lugo la via del Nose lungo la parete sud-ovest del Capitan.
L’attività in montagna di Giorgio Bertone non si limita alle sole arrampicate. Bertone si occupa delle tecniche di assicurazione e dei materiali proponendo un nuovo sistema di sicurezza più semplice ed efficace di quelli allora in uso. Bertone si occupa anche del soccorso alpino con aereo ed elicottero, numerosi sono i suoi interventi. Da ricordare anche la sua attività come istruttore presso i corsi nazionali del Corpo Soccorso Alpino, per la formazione di Guide e Portatori e Istruttori d’Alpinismo.
A soli 35 anni in un inspiegabile quanto banale incidente aereo, sotto la cima del Mont Blanc du Tacul, perde la vita uno dei più forti e completi alpinisti italiani ed europei. Per l’alpinismo italiano è una grave perdita perché Bretone aveva ancora molte cose da fare, da dire, da proporre nell’interesse di tutti.