Viù

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massimo

Scheda informativa

Superficie: 84,11 kmq
Altitudine: 785m
Maggior elevazione: Rocciamelone (3557m)
Numero abitanti: 1141
Nome in dialetto:
Nome abitanti:
Santo Patrono:
Sito internet:
Webcam:
Comuni confinanti: Condove, Germagnano,Lemie, Mezzenile, Rubiana,Traves, Vallo Torinese,Varisella
Villaggi e frazioni: Aires, Balma, Bertesseno, Chiaberge, Col del Lys, Col San Giovanni, Corgnolero, Cramoletti, Fubina, Fucine, Guicciardera, Maddalene, Molar, Mondrezza, Niquidetto, Pessinea, Polpresa, Salvagnengo, Toglie, Tornetti, Trichera, Tuberghengo, Venera, Vernai, Versino Brendo
Alpeggi:

Descrizione

Se il suo toponimo è di origine romana (deriverebbe infatti dal latino vicus, cioè "villaggio"), non significa affatto che questo popolo costituisse i nucleo dei suoi primi abitanti: infatti sono state rinvenute alcune pietre lavorate risalenti all'epoca neolitica, cui si aggiungono delle incisioni rupestri di incerta datazione. Il territorio di Viù, località principale dell'omonima valle, la più meridionale della Comunità Montana Valli di Lanzo, è posto su un rilievo che domina la valle, ai piedi del Rocciamelone e del monte Civrari. Risalendo i secoli ne troviamo la prima citazione in un atto del 1011, ad opera del suo signore temporale: il vescovo di Torino. I primi "signori civili" furono invece i visconti di Baratonia, a partire dal 1159 e fino al 1333, quando cominciarono ad alienare i loro possedimenti alla famiglia Giusti di Susa, poi a pezzetti da questi ai Provana di Carignano e quindi agli Arcour. La spartizione dei beni all'interno di casa Savoia assegnò la valle di Viù al ramo Acaia, che ben presto vi rinunciò in favore di Amedeo VI, il Conte Rosso (1345). A riunire finalmente tutto il feudo di Viù fu Ottavio Provana, nel 1634, nominato primo conte di Viù. Alla sua famiglia succedettero anche i Birago di Vische, i Della Rovere di Bestagno ed infine i Vernolfo di Boschetto. Da ricordare infine nella storia di Viù il suo tragico coinvolgimento nella guerra partigiana durante l'ultimo conflitto mondiale: fu teatro di numerosi scontri con le forze nazifasciste e furono perpetrati degli eccidi. La zona era tradizionalmente dedita all'agricoltura ed alla pastorizia, ma data la relativa vicinanza al capoluogo piemontese (44 km), già a partire dal Settecento si assistette al fenomeno dell'emigrazione stagionale di manodopera: i viucesi erano rinomati come portantini, mentre le donne si adattavano al mestiere di balia. La prossimità con Torino ha portato già nel XIX secolo un cospicuo numero di turisti nella valle: si ricordano nomi di villeggianti illustri come Giulia di Barolo, Silvio Pellico, Guido Gozzano, Vincenzo Gioberti e Benedetto Croce.

 

Viù: relazioni itinerari

  • Punta Sourela

    23/01/2010
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