Col d'Entre Deux Sauts

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Data rilievo: 
10/03/2012
Difficoltà: 
WT3
Quota di partenza: 
1 590 m
Quota di arrivo: 
2 539 m
Dislivello: 
1 051 m
Lunghezza*: 
18.63 km
Tempo di salita o complessivo*: 
3h30'
Tempo di discesa: 
2h15'

Introduzione

Escursione lunga ma non difficile che si sviluppa in bellissimi e panoramici ambienti con viste spettacolari sulle Grandes Jorasses e su tutta la catena di alte vette che arrivano sino al Mont Dolent ad est mentre, ad ovest, lo sguardo si spinge verso l’imponente massiccio del Monte Bianco e la Val Veny. La prima parte della gita si svolge sulla strada pianeggiante, ed un po’ monotona, di fondovalle ma, già salendo verso il Rifugio Bonatti, i panorami si sprecano allargandosi sempre più a mano a mano che si guadagna quota; il consiglio è, quindi, di portare con sé un binocolo per vedere questi panorami nei particolari più suggestivi. Questa salita è consigliata a tutti, anche ai principianti, che vogliono cimentarsi con un discreto dislivello abbinato alla ragguardevole distanza di oltre 18 km.

Descrizione

Dal parcheggio ci si incammina sulla pista pedonale che, con percorso pressoché pianeggiante, costeggia la pista di fondo passando davanti ad una cappelletta per poi superare le baite di Tronchey (1633 m). Sempre con leggerissima pendenza ci si inoltra nella splendida Val Ferret superando dapprima le baite di Pra Sec (1643 m) e poi si raggiunge il villaggio di Lavachey (1656 m) dove termina la pista pedonale; si continua ancora nella stessa direzione, rimanendo al di fuori della pista, per qualche decina di metri sino ad arrivare al di sotto di un largo ed evidente scivolo/canale che si trova sulla destra del percorso. Lo si rimonta con qualche tornante spostandosi sulla sinistra dove, entrando nel bosco, si interseca la traccia che sale dall’inizio del sentiero che parte da oltre i tornanti della pista di fondo; con molti tornanti si sale il pendio che si snoda tra gli alberi arrivando poi in spazi più aperti e panoramici che in breve ci conducono al Rifugio Bonatti (2040 m). Lasciato il rifugio alla sinistra si continua per le ondulazioni superiori tra le quali in breve si raggiungono i ruderi di Malatrà desot (2073 m); lasciati anche questi alla sinistra si continua nel vallone di Malatrà dove, rimanendo un po’ spostati verso destra, si arriva dove il percorso spiana un po’ e si passa poco distante dalle ultime baite di Giuè damon (2215 m). Continuando sempre sulla destra del vallone si raggiunge il vasto plateau superiore di Malatrà da dove si inizia a spostarsi ancor più a destra proseguendo su un comodo e abbastanza lungo traverso; dirigendosi quindi verso un basso promontorio sormontato da un evidente roccia lo si passa per risalire alcuni brevi risalti un po’ ripidi. Questi conducono ad altri bassi dossi alla sommità dei quali si trova l’ampia insellatura che, passando sai punti di minor pendenza, si raggiunge in breve.

Informazioni generali

Via:
Segnavia:
Tipologia percorso:
Periodo consigliato:
Esposizione al sole:
Pericolo Oggettivo:
Tratti esposti:
Attrezzatura utile:
Acqua:

Riferimenti bibliografici

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Accesso stradale

Galleria fotografica

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