Chiesa parrocchiale di Cogne

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Chiesa parrocchiale di Cogne ©2016 Massimo Martini

Descrizione

Secondo un'antica tradizione, i primi abitanti della Valle di Cogne ven­nero dalla Val Soana, attraverso il Colle de la Nouva (2949m). Stabilitisi dapprima nell'alto vallone di Urtier dove, al Cret (2020m), costruirono la loro prima chiesa, solo più tardi scesero nella con­ca centrale, dove edificarono il capoluogo. Alla migrazione valsoanina sembra richiamarsi il culto di san Besso, comune alle popolazioni della Val Soana e di Cogne. Infatti, il 10 agosto di ogni anno dalle relative parrocchie accorrono pellegrini che vanno a celebrare la festa di questo martire tebeo al santuario posto sopra Campiglia in Valsoana.
Nel Medioevo, il territorio di Cogne era sottoposto alla giurisdizione del vescovo di Aosta che nel 1191 ottenne dal conte di Savoia la facoltà di erigervi un castello, il nucleo dell'attuale Castello Reale. La comunità, che nel corso dei secoli aveva sviluppato le sue strutture solidaristiche e amministrative, si affrancò dai doveri feudali nella se­conda metà del XVIII secolo, ma il vescovo conservò il titolo di "Conte di Cogne" fino al 1951.
Nel 1630, durante la terribile epidemia di peste che si abbattè sulla Valle d'Aosta, la popolazione di Cogne fu più che dimezzata: morirono infatti oltre settecento adulti e un numero indefinito di bambini. La fiducia nel futuro non venne tuttavia meno e già l'anno successivo si registraro­no nella parrocchia 41 matrimoni. E una decina di anni dopo era in co­struzione la nuova chiesa, più grande della precedente.
Le tradizionali attività agricolo-pastorali e minerarie sono state affian­cate, nel secondo dopoguerra, da una economia legata al turismo. La presenza del Parco Nazionale del Gran Paradiso, istituito nel 1922, ha favorito uno sviluppo equilibrato della località, che nulla ha sacrifi­cato delle sue eccezionali bellezze naturali. Analogamente, la popola­zione ha saputo conservare le sue particolari tradizioni (si pensi ai ti­pici costumi e alla lavorazione dei merletti o pizzo a tombolo), che si rivelano tuttora una interessante attrattiva per il turista. 

La parrocchia e il suo patrono
La parrocchia di Cogne è sotto la protezione di sant'Orso, sacerdote valdostano vissuto in epoca incerta tra il VII e l'VIII secolo, celebre per i suoi poteri taumaturgici. E' il primo santo locale che sia stato oggetto di culto nella diocesi di Aosta, anteriormente all'anno Mille. Le te­stimonianze figurative Io presentano in genere rivestito della casula, con un bastone priorale nella mano destra ed un uccellino sulla spalla sinistra; quest'ultimo, in particolare, rappresenta il suo motivo iconografico speci­fico. La tradizione popolare afferma che sarebbe stato proprio il santo a boni­ficare la conca centrale della vallata (ancor oggi denominata "prato di Sant'Orso"), originariamente inospitale. Un ruolo importante in questo senso potrebbero aver avuto, piuttosto, i canonici della Collegiata aosta­na di Sant'Orso, alle cui dipendenze la parrocchia figura già nel 1184. l ca­nonici detennero la parrocchia fino al 1820, anno in cui ogni diritto pas­sò al vescovo.

La chiesa
La tradizione, come si è detto, colloca al Crêt la prima chiesa di Cogne. Storicamente sappiamo che nel 1202 la comunità intera provvide al­la costruzione della sua chiesa, probabilmente già nel luogo dove si trova adesso. Nella prima metà del XVII secolo l'edificio assunse l'aspetto attuale, in se­guito a lavori di ricostruzione e di ampliamento. Esso fu consacrato dal vescovo di Aosta monsignor Vercellin il 10 giugno 1642. La chiesa è a pianta rattangolare, con presbiterio a cupola ottagonale. L'interno, ad una sola navata, ridecorato dal pittore Pirlato nel 1960, con­serva preziosi altari in legno scolpito e dorato, a colonne tortili, settecen­teschi. L'altare maggiore, impreziosito da una ricca decorazione barocca, presenta al centro una tela raffigu­rante la Vergine Assunta, accolta in cielo dalla Santissima Trinità, e i santi Orso e Biagio. Le statue di sant'Ansclmo e san Nicola (ai lati della tela) e una rappresentazione in altorilievo del!' Assunzione (al culmine dell'altare), nonché un magnifico tabernacolo interamen­te dorato e a sua volta impreziosi­to di statuine di santi (alcune del­le quali purtroppo trafugate), com­pletano l'eccezionale composizio­ne artistica. Gli altari laterali, da sinistra a destra, sono dedicali rispettivamente: a San Michele (statue di San Germano, San Giovanni evangelista, Sant'Anselmo, San Grato, San Michele arcangelo e San Giocondo); al Santo Rosario (altorilievo con l'Annunciazione, statue di Santa Caterina da Siena, Madonna col Bambino, San Domenico e bassorilievi con i misteri del Rosario); alla Madonna del Monte Carmelo (statue di Sant'Andrea, Madonna del Carmine, San Pietro, San Sebastiano, Pietà e San Rocco); a Sant'Antonio abate (statue di Santa Teresa d'Avila, Sant'Antonio abate, Sant'Agata, Santa Lucia, S. Carlo Borromeo e Santa Apollonia).Vicino all'ingresso laterale, statua in alluminio di Santa Barbara che è stata trent'anni nella cappella di Colonna, all'ingresso della miniera, e lapide-ricordo dell'abbé Chamonin per 57 anni parroco di Cogne, dal 1832 al 1889. L'organo, del 1772, fu rico­struito nel 1872 con il con­tributo del re d'Italia Vittorio Emanuele ll, presente ogni anno a Cogne per le battute di caccia allo stambecco; è stato ulteriormente ampliato, come si presenta attualmente, nel 1969. Conta 1636 canne. li campanile sopraelevato nel 1828, per motivi di stabilità, fu demolito e ricostruito nel 1840. Un elemento architettonico interessante che merita infine di essere ricor­dato è il portico antistante l'ingresso. Esso in passato non costituiva un semplice abbellimento ma aveva una precisa funzione liturgica. Era co­nosciuto nelle chiese valdostane col nome di "porche de mariage" poiché al suo riparo si svolgevano i riti preliminari al matrirnonio. Sappiamo dalla documentazione pervenutaci che talora era anche utilizzato per l'insegnamento della catechesi.

Le cappelle e altri segni della presenza cristiana

La fede degli abitanti di Cogne ha portato alla fondazione di numerose, risalenti per lo più al XVII secolo, nei villaggi di Epinel (dedicata ai Santi Fabiano e Sebastiano, rifondata nel 1619); Cretaz (dedicata alla Conversione di San Paolo, fondata nel 1667); Ponte di La Tina (cappella di Sant'Antonio da Padova, esistente nel 1617); Montroz (dedicata alla Pietà, rifondata nel 1712); Gimillan (San Pantaleone, esistente nel XVII secolo); Terrabouc (San Bernardo d'Aosta, fondata nel 1657); Champlong (Santa Barbara, esistente nel XVII secolo, distrutta dall'alluvione del 1863 e ricostruita un po' più distante dal torrente); Lillaz (cappella di San Clemente, già di San Anna, distrutta dall'al­luvione del 1863 e ricostruita nel 1875, lontana dal torrente, dalla parte opposta del villaggio); Goilles (San Giacomo Maggiore, XVII secolo); Cret (dedicata alla Madonna delle Nevi); Sonvilla (cappella di San Biagio, già di Santa Margherita, esistente nel XVII secolo); Valnontey (San Leonardo, rifondata nel 1715). Quali splendide testimonianze di fede segnaliamo infine le Croci e le statue della Madonna erette su molte delle più alte cime delle nostre montagne, come il Gran Paradiso, la Punta Tersiva, la Grivola, il Pousset, a richiamare una meta e una conquista e a garanzia della protezione divina.

Accesso stradale

Indicazioni per la visita

Bibliografia e collegamenti esterni

Chiesa parrocchiale di Cogne: Photo Gallery

Chiesa parrocchiale di Cogne: relazioni itinerari

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