Punta Tsan

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gian
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Quota di partenza: 
2 908 m
Quota di arrivo: 
3 322 m
Dislivello: 
414 m
Tempo di salita o complessivo*: 
3h00'
Tempo di discesa: 
2h00'

Introduzione

Itinerario relativamente facile e discontinuo, la difficoltà principale deriva dalla chiodatura, presente solo nelle zone dove è impossibile assicurare direttamente su lame di roccia o spuntoni, e dalla quota che in caso di maltempo rende pericoloso il rientro. Diversi passaggi aerei sul filo di cresta e la difficoltà che si trova a tratti nel reperire la via di salita consigliano l'ascensione ad alpinisti esperti o accompagnati da persone che abbiano già salito la cima.

Descrizione

Dal Col De Fort (2908m) ci si dirige lungo la cresta su sfasciumi fino a raggiungere le roccette alla base della parete. Si sale lungo la fessura poco visibile da sotto ma ben manigliata che obliqua verso sinistra e si allarga portando ad una prima sosta attrezzata con un cordino (2930m). Da qui si prosegue lungo il sentierino che percorre la cresta fino ad arrivare alla base della seconda parete (2980m) dove si lascia la cresta e ci si porta in orizzontale sul lato nord per circa 5m fino a trovare uno spit. Si sale dritti sopra il chiodo e superata la facile paretina (2995m) si procede di conserva lungo la cresta. Superati 3m di placche lisce ci si porta a sinistra (3140m), si supera il filo di cresta a picco sul ghiacciaio sottostante e si prosegue in piano (3150m) fino a raggiungere la parete dove è ben visibile un modesto incavo nella roccia biancastra. Si supera la placca inclinata sulla destra (3195m) che si trova al suo fianco per poi riprendere il filo di cresta fino a raggiungere l'inizio del traverso sulla destra che conduce alle facili placche Rey. Dalla sosta (3210m) si raggiunge lo spit posto a 3m sulla sinistra salendo la placca coricata e ben manigliata. Si superano due soste (3225m e 3240m) e si arriva allo stretto camino, quasi pianeggiante, dedicato a Maquignaz al termine del quale una sosta a 3255m e uno spit posto a 2m di distanza consentono di superare un passaggio delicato e molto esposto sul lato nord al quale segue una facile placca che porta alla cresta aerea. La si segue pressoché in piano e con un piccolo salto si giunge ai piedi del torrione sommitale (3295m) dove seguendo la fessura verticale larga dai 20 ai 40cm si arriva prima alla sosta attrezzata per la calata e subito dopo alla croce posta sulla cima (3322 m).

Rientro
Si scende il torrione sommitale in corda doppia lungo l'itinerario di salita e arrivati alla sua base si seguono gli ometti e le tracce di sentiero (si trova un cordino per la calata) che scendono i ripidi canalini sul lato sud prestando particolare attenzione perchè alcuni terminano all'improvviso su pareti verticali. Arrivati alla base della parete dove si trova una fascia di roccia moderatamente inclinata e cosparsa di sfasciumi si procede in leggera discesa verso est fino ad arrivare il vista del col di Fort da dove tracce di sentiero portano alla pietraia a forma di grande catino posta alla base del bivacco Rivolta.

Curiosità

La prima ascensione documentata della cima, per la cresta nord, risale al 26 settembre 1874 ad opera di Albino Lucat e della guida Vittorio Maquignaz; la via qui descritta, dal col di Fort per la cresta est, fu aperta nel 1896 da [[Guido Rey]] e dalla guida alpina Antonio Maquignaz.

Bibliografia

  • Gino Buscaini, Alpi Pennine Vol.2, Guida dei Monti d'Italia, CAI e TCI, Milano, 1970
  • Pietro e Matteo Giglio, [[Valle d'Aosta oltre il sentiero]], Centro di Documentazione Alpina, Torino 1994

Cartografia