Naso del Lyskamm

Portrait de giancarloberetta
giancarloberetta
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Data rilievo: 
11/08/2012
Difficoltà: 
PD+
Quota di partenza: 
2 734 m
Quota di arrivo: 
4 291 m
Dislivello: 
1 918 m
Lunghezza*: 
13.85 km
Tempo di salita o complessivo*: 
8h30'

Introduzione

Traversata dal Rifugio Quintino Sella ad Indren.

Descrizione

Primo giorno

Dall’arrivo della seggiovia ci si incammina sulla destra seguendo la stradina sterrata che poco sopra si trasforma in sentiero; contornato un piccolo pendio di sfasciumi il sentiero sale sino a raggiungere una spalla detritica alla destra della cresta che scende dalla Punta Bettolina. Qui il percorso spiana temporaneamente per salire poi sulla fiancata della montagna e, passato il Passo inferiore della Bettolina (2916 m) da dove sulla destra scende un sentiero, riprende indirizzandosi verso un basso pendio di sassi rotti al cui termine si apre il panorama verso la zona dei Breithorn. Perdendo pendenza si attraversa una pietraia indirizzandosi verso una cresta rocciosa alla cui base si trova il Passo superiore della Bettolina (3101 m) dove alla sinistra scende un sentiero che si ignora; si prosegue sulla destra della cresta camminando tra sassi mobili dapprima alla sua base per poi alzarsi e continuare sempre su percorso a mezzacosta sullo stesso tipo di terreno. Dopo poco il sentiero si impenna guadagnando quota con la risalita di un breve tratto attrezzato con gradini metallici; superato questo tratto si sale faticosamente su grossi blocchi per raggiungere la cresta soprastante dalla quale il panorama si apre magnificamente; seguendo la dorsale sempre su grossi blocchi di pietra si arriva all’inizio del tratto attrezzato con corde fisse che ci accompagneranno sino al rifugio Quintino Sella. Dapprima si supera una crestina esposta e poi, procedendo sempre con le dovute attenzioni, si scavalca una puntina rocciosa dalla quale si scende brevemente e si arriva ad un ponticello in legno; dopo di questo si passano delle rocce inclinate e, spostandosi sulla destra della cresta, si continua la salita con un traverso esposto. Raggiunta di nuovo la cresta rocciosa la si percorre, aiutati sempre dalle corde,sino a raggiungere il vicino rifugio situato sul pianoro detritico alla sua sommità.

Secondo giorno

Dal retro del rifugio si segue per qualche decina di metri l’evidente traccia che sale verso nord sul ghiacciaio di Felik per poi, prima di arrivare ad una grande roccia scoperta alla sinistra di un grosso seracco, piegare sulla destra perdendo leggermente quota mettendo piede sul ghiacciaio Perazzi. Rimanendo a distanza di sicurezza dai seracchi alla sinistra si attraversa la conca glaciale risalendo, dalla parte opposta, una dorsale del ghiacciaio al di sotto dello sperone roccioso che scende dal Colle di Felik; raggiunto il suo punto culminante si apre davanti a noi la vasta conca della parte più alta del ramo destro del ghiacciaio del Lys ed anche qui si scende, rimanendo un po’ alti sulla sinistra, passando al di sopra di grandi seracchi ed a debita distanza della parte rocciosa della cresta che culmina con la vetta del Lyskamm occidentale. Salendo ma senza spingersi troppo verso il fondo dell’anfiteatro glaciale si devia sulla destra, ad una quota di circa 3900 m, con percorso in lieve ascesa puntando verso il Naso del Lyskamm e, più precisamente, verso il ripido pendio alla destra della dorsale che scende davanti a noi. Giunti alla base di quest’ultimo si inizia la sua risalita dapprima con alcuni tornanti spostandosi leggermente ancora sulla destra per poi salire faticosamente e direttamente un tratto ripido (40°/45°) di una settantina di metri; arrivati dove la pendenza diminuisce un po’ si tiene ancora la destra arrivando ad una comoda spalla dove si devia decisamente alla sinistra verso una crestina nevosa. Percorrendola si devia ancora leggermente a destra verso l’affilata ed aerea cresta finale di ghiaccio e rocce rotte che conduce alla vetta del Naso costituita da un’altrettanto aerea ed affilata puntina nevosa (4291 m). Pochi metri prima della vetta si scende sulla destra verso una calotta nevosa su un pendio ghiacciato dove, poco più in basso, si passano un paio di fasce di rocce rotte; senza arrivare alla calotta si piega a sinistra verso un ripido pendio e, tagliandolo con un traverso che può essere delicato in presenza di ghiaccio vivo, si arriva sul fondo del ramo sinistra del ghiacciaio del Lys. Da questo punto si sale il breve pendio dalla parte opposta in direzione della ben visibile Piramide Vincent e si continua a camminare con percorso pressoché pianeggiante andando a d incrociare la tracciatissima pista che porta al colle del Lys; da qui si devia decisamente sulla destra e si inizia la discesa passando tra alcuni crepacci, che divengono più numerosi nella parte bassa, ed arrivando all’altezza del rifugio Gnifetti. Lasciata alla destra la traccia che porta allo sperone roccioso dove è situato il rifugio si continua la discesa sul pendio tenendo gradatamente la sinistra e puntando la parte bassa della crestina di rocce rotte; sopra questa, poco prima di una piccola croce, si trova un canalino (3512 m) dove si trovano alcuni canaponi che ne facilitano la discesa. Superato questo ripido tratto si arriva sulla parte bassa del poco inclinato ghiacciaio di Indren che si contorna con un largo semicerchio in leggera discesa giungendo sulle rocce rotte situate sopra l’arrivo della funivia che in breve si raggiunge e, prendendo altri due impianti, si giunge sino al parcheggio.

Informazioni generali

Via: normale dal Rifugio Quintino Sella al Felik
Segnavia: -
Tipologia percorso: traversata
Periodo consigliato: giugno,luglio,agosto
Pericolo Oggettivo: crepacci e seracchi
Esposizione al sole: ovest
Tratti esposti: ripido pendio di salita, cresta finale
Pendenza max: 45°
Attrezzatura: corda, picozza, ramponi, chiodi da ghiaccio
Acqua: Rifugio Quintino Sella al Felik

Riferimenti bibliografici

Accesso stradale

Si percorre la A5 Torino-Aosta e si esce al casello di Pont St. Martin dove si seguono le indicazioni per la valle di Gressoney; giunti a Gressoney la Trinité si prosegue ancora verso Staffal che in breve si raggiunge e dove si può lasciare l’auto nel comodo parcheggio. Qui si prendono gli impianti che salgono in due tronconi al Colle di Bettaforca.

Galleria fotografica

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    11/08/2012
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