Punta Rossa della Grivola

Portrait de Rita
Rita
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Data rilievo: 
21/08/2012
Difficoltà: 
T3
Quota di partenza: 
1 495 m
Quota di arrivo: 
3 625 m
Dislivello: 
2 205 m
Lunghezza*: 
16.60 km
Tempo di salita o complessivo*: 
5h00'
Tempo di discesa: 
4h00'

Introduzione

 

Descrizione

Attraversato il ponte sul torrente Grand Eyvia si percorre il sentiero n. 25 che risale un prato e ben presto si addentra nel bosco percorrendolo fino alla sua sommità. Si incontrano i ruderi di Ronc (1663 m) dopo di che il sentiero piega a destra e attraversa il Torrent des Ors oltrepassato il quale riprende a salire ripidamente nel fitto bosco. Oltrepassato il bivio con il sentiero n. 26 si superano altri ruderi fino ad arrivare a Les Ors dessus (2052 m). Qui si continua sul sentiero fiancheggiando ampi prati sulla sinistra. Poco più avanti si incrocia il bivio con il sentiero n. 25C che si imbocca sulla destra e si percorre fino al Casotto del Guardaparco (2289 m). In quel punto si trova anche una fontana.
Si aggira ora il casotto e si scende nell’altro versante dapprima ancora nel bosco sempre più rado, poi all’aperto si raggiunge e si supera il Torrent de Pousset risalendo l’omonimo bellissimo vallone. A quota 2520 m si incontrano i ruderi di Pousset dessus dopo i quali il sentiero, sempre molto evidente e ben segnalato, con un semicerchio prima a destra e poi a sinistra, si porta sotto i contrafforti della Punta Pousset. Si continua a monte delle praterie, spesso animate da camosci al pascolo e, dopo aver trascurato il bivio per la Punta Pousset, si continua a salire in un paesaggio sempre meno verde. Iniziano i primi sfasciumi ma il sentiero resta sempre ben evidene. Dopo aver superato un tratto in ripida salita ci si trova su un pianoro di terra e pietrisco. I bolli gialli e le frecce portano di nuovo sulla destra , sotto le creste rocciose spesso abitate da colonie di stambecchi.
Con percorso a volte scomodo ma sempre ben evidente si risalgono gli ultimi metri ora a svote ora a gradoni e si arriva finalmente al Col Pousset e al Bivacco Gratton (3158 m).
Di fronte la Grivola troneggia minacciosa dietro all’imponente ghiacciaio del Trajo. La vista è a dir poco emozionante e l’ambiente è più che severo.
Dopo una doverosa sosta per ammirare le vette circostanti si riprende a salire in direzione sud per una calotta di pietroni instabili con pendenza sostenuta fino alla quota 3337. Non ci sono tracce di sentiero, solo qualche raro ometto, a volte fuorviante.
Giunti alla sommità si apre un’ampia spianata di pietre, un tempo coperte dal ghiacciaio. Si prosegue diritti (sud) seguendo pochi ma voluminosi e ben evidenti ometti che conducono alla cresta festonata che sporge dal ghiacciaio del Trajo e che porta alla cima.
Si percorre la cresta restando sul versante del ghiacciaio, all’inizio il percorso è facile e sicuro, ma più avanti il terreno si fa spesso instabile fino ad arrivare ad un punto molto delicato in cui è necessario aggirare una roccia scendendo per pochi metri verso il ghiacciaio per poi rimontarla su un terreno friabile, bagnato e insicuro.
Terminato quest’ultimo tratto un po’ insidioso si continua sotto le roccette di cresta che si risalgono infine per arrivare alla vetta (3625 m), indicata da una piccola croce di ferro e da una strana quanto inopportuna “Lanterna” sotto la quale è posta una targa del Cai di Genova. Ci si ritrova ora in piccolo spiazzo sospeso sul vuoto per due terzi. A sud la vista spazia verso la Punta di Leviona,il Gran Serz, la Punta dell’Herbetet, la Becca di Montandayné, il Gran Paradiso. A est, praticamente sotto gli scarponi, ecco il Colle della Rossa e più sotto il vallone del Lauson con il rifugio Vittorio Sella. A nord la vista spazia su tutta la catena di confine fino al gruppo del Rosa. Ed infine, a ovest, la Punta Nera, la Punta Bianca e, poco oltre, Sua Maestà la Grivola, più che mai severa e affascinante.

Nota: La vera difficoltà di questa escursione non sono gli oltre 2100 metri di dislivello, bensì il dover prendere la decisione di scendere e lasciare tanta magnificenza.
Il rientro è per la stessa via dell’andata. Nel vallone del Pousset la discesa sembra infinita, ma dopo il Casotto del Guardaparco, sebbene manchino ancora 800 metri, si scende rapidamente grazie al magnifico sentiero nel bosco, molto ripido ma anche molto stabile. Un giro nel complesso di enorme soddisfazione.

Informazioni generali

Via:
Segnavia:
Tipologia percorso:
Periodo consigliato:
Esposizione al sole:
Pericolo Oggettivo:
Tratti esposti:
Attrezzatura utile:
Acqua:

Riferimenti bibliografici

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Accesso stradale

Galleria fotografica

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  • In vetta! ©2016 Massimo Martini

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