Tragedia sul Lyskamm

Mardi, 17 Septembre, 1985 - 10:45
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Lyskamm orientale, parete sud ©2009 Massimo Martini

Il 17 settembre 1985 all'uscita della parete meridionale del Lyskamm orientale si concretizza una delle più grandi tragedie alpinistiche della storia recente in terra valdostana. Riportiamo di seguito l'articolo de La Stampa che descrive l'accaduto.

TRAGEDIA SUL LYSKAMM (17 Settembre 1985)
Erano tutti aspiranti guida gli alpinisti morti su una parete del Lyskamm assieme ad un istruttore. La sciagura è avvenuta ieri mattina sul massiccio del Rosa, gettando nel lutto l'intera Valle. Questa volta sono tutti ragazzi dai diciotto ai trentatrè anni, sfracellatisi in fondo al crepaccio terminale del ghiacciaio dopo seicento metri di volo in scivolata. Sono morti quasi subito, alzati e sbattuti in terra da una massa di ghiaccio e pietre lungo quel canalone che la gente di qui ha dato il lugubre nome di "mangiatore di uomini". Le vittime sono Roger Obert, 33 anni di Champoluc, guida alpina; Corrado Vuillermoz, 18 anni di Valtournanche; Carlo Fiou, 20 anni di Aosta; Pietro Bethaz, 25 anni di Valgrisenche; Piergiorgio Perucca, 22 anni di Saint-Vincent e Ettore Grappein, 29 anni di Cogne. Due scalatori della stessa cordata si sono miracolosamente salvati e questi sono Hans Marguerettaz 21 anni di Courmayeur e Stefano Grivel, 22 anni di Gressan. L'allarme è stato lanciato via radio alle ore 10,55. Il gruppetto di amici, dopo aver lasciato il rifugio Mantova verso le 6,30 si era messo in marcia di buona lena per raggiungere la cima. Erano a pochi metri dalla vetta infatti quando una placca di neve ventata è partita sotto i loro piedi trascinadoli in basso. Un miracolo ha salvato Grivel e Marguerettaz, poichè i due ragazzi, esperti di scalate, appena hanno sentito che la neve sfuggiva loro sotto i piedi, hanno piantato con forza la piccozza in terra tenendosi attaccati l'uno all'altro, mentre gli amici scivolavano via lungo il pendio della cresta. Le salme delle sei vittime sono state portate dentro la piccola chiesetta di La Trinité e allineate su un bancone improvvisato. Ragazzi ancora vestiti con giacca a vento e camicia di flanella a scacchi. (La Stampa)