La leggenda di Farinet: il falsario buono

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La leggenda racconta un'avventura valdostana del celebre falsario Joseph-Samuel Farinet. Farinet, originario di Saint-Rhémy-en-Bosses, era molto amato dalla gente comune per la sua generosità.
Egli infatti coniava monete false che poi distribuiva ai poveri perché potessero condurre una vita meno disagevole. Un giorno egli si nascose con un complice all'interno del castello di Nus, che per la sua posizione isolata e lo stato di degrado in cui si trovava, rappresentava un luogo ideale per lavorare alla contraffazione del denaro: Farinet era molto abile, tanto che le sue monete erano, a detta della gente, "plus bonnes que les vraies", che in italiano significa più buone delle vere. Purtroppo, il suo covo venne scoperto, ma il falsario buono riuscì a fuggire dopo un inseguimento rocambolesco. Appena arrivarono i gendarmi, Farinet fuggì correndo velocissimo lungo il sentiero posto a nord del castello e giunse fino alla Dora. I gendarmi non lo perdevano di vista, ma non riuscivano a stargli dietro e Farinet si tuffò nel fiume. Dopo averlo attraversato, per prendersi gioco dei suoi inseguitori che ormai erano lontani, si calò le braghe e mostrò il fondo schiena. Secondo la leggenda, in una grotta nascosta nella roccia a strapiombo sul torrente, è ancora custodito il suo tesoro. Purtroppo però nessuno è mai riuscito a trovare le preziose monete del falsario amato dal popolo.