Castello di Pilato

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Descrizione architettonica

Il Castello di Pilato è in realtà una casaforte, un edificio a pianta quadrangolare i cui muri d'ambito sono piuttosto spessi ma di rozza fattura, soprattutto nella parte inferiore.
I muri perimetrali sono caratterizzati dalla presenza di ampie luci ad arco ribassato e si innalzano per una altezza di quattro piani, mancando tuttavia della struttura di copertura.
Sul prospetto esposto ad ovest si rileva la presenza di una finestra a crociera di pregevole fattura e più tarda rispetto al resto dell'edificio. È da segnalare inoltre come su questa facciata si aprisse una bifora, come testimoniano gli schizzi del D'Andrade e le immagini dell'epoca, come le foto del Nigra; attualmente, questa bifora è stata asportata.
La parte dell'edificio rivolta a monte è forse la più interessante essendo caratterizzata da due torrette angolari di forma cilindrica, con funzioni di torri d'avvistamento; è credibile che a queste corrispondessero altre due torri sul prospetto orientato a mezzogiorno.
Negli interni non sono più visibili le suddivisioni e i tramezzi, distrutti dall'incuria, e ormai le uniche tracce rimaste della vita di un tempo sono i bei sedili in pietra a ridosso delle ampie finestre ed il segno della cappa del grande camino addossato al lato nord.
Attualmente il complesso, che è stato ristrutturato da pochi anni, presenta solo tre pareti originarie. La quarta facciata secondo il Nigra ("Castelli della Valle d'Aosta") stata demolita tra il XIX e il XX secolo per allargare la strada. In seguito è stato eretto un nuovo muro, demolito però accidentalmente da un pesante automezzo verso la fine degli anni '60.

Cenni storici

Il nome di Castello di Pilato con cui questa casaforte è conosciuta deriva dalla "Leggenda di Pilato". Nella realtà questo castello è sempre stato di proprietà della famiglia di Nus e compare nei documenti già dal XIII secolo, quindi è databile alla metà di quel secolo o anche alla fine del precedente, essendo comunque successivo, pur se di poco, al castello sulla collina, che domina il paese.
Nel 1337 viene citato nell'elenco dell'omaggio feudale prestato da Alessandro e Giovanni di Nus: "Confessi fuerunt tenere ad feudum domum merlatam sitam in burgo de Nus in introitu villæ veniendo de Augusta" (Riconobbero di avere in feudo la casa merlata sita nel borgo di Nus all'ingresso del paese venendo da Aosta). In effetti l'edificio in principio sorgeva isolato proprio all'inizio del paese, mentre ora ne è al centro dal momento che il nucleo abitato si è allargato proprio in direzione est-ovest, giungendo quasi a soffocare la costruzione.
Il Castello di Pilato venne abbandonato dai Baroni di Nus a seguito di un incendio e la famiglia trasferì la sua dimora nel castello sulla collina, che in quest'occasione subì numerosi lavori di rifacimento, databili alla fine del XVI secolo; è quindi presumibile che l'incendio del Castello di Pilato fosse di poco anteriore.
Come e' già stato ricordato, il nome "Castello di Pilato" deriva dalla leggenda relativa al transito del governatore romano nel luogo dove sorgeva una mansio romana; a suffragare questa leggendaria ipotesi ricordiamo che nel 1846, fra i ruderi del castello, vennero rinvenute antiche monete e medaglie romane.