Cilento, Vallo di Diano et Alburni Park
Accès
Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni è raggiungibile attraverso l'autostrada [A3]v Salerno–Reggio Calabria, che percorre il Vallo di Diano nella parte orientale del parco con diversi caselli pertinenti: l'uscita di Campagna serve il settore degli Alburni settentrionali con prosecuzione verso Controne e le Grotte di Castelcivita; l'uscita di Petina per il versante meridionale degli Alburni; l'uscita di Padula-Buonabitacolo per la Certosa di Padula e i comuni del Vallo di Diano meridionale; l'uscita di Polla serve il settore orientale del parco. Sul versante costiero, la strada statale [SS18]b Tirrena Inferiore collega Salerno ad Agropoli e prosegue lungo il litorale cilentano verso Pisciotta, Palinuro e Sapri, consentendo l'accesso ai comuni costieri del parco. La sede dell'Ente Parco si trova a Vallo della Lucania, in via Montesani. Le stazioni ferroviarie più vicine alla fascia costiera sono Agropoli-Castellabate e Pisciotta-Palinuro sulla linea Trenitalia (TI) Napoli–Reggio Calabria; per il settore interno e il Vallo di Diano, i principali snodi ferroviari sono Battipaglia (a nord) e Sapri (a sud). L'aeroporto di Napoli Capodichino è il principale riferimento aereo, distante circa 100km da Vallo della Lucania; l'aeroporto di Salerno-Pontecagnano offre connessioni più ravvicinate. Quattro centri visita principali orientano i visitatori: Agropoli per il settore costiero nord, Capaccio-Paestum per l'accesso al patrimonio archeologico, Vallo della Lucania per il Cilento interno e Sala Consilina per il Vallo di Diano.
Introduction
Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni si estende nella parte meridionale della provincia di Salerno, in Campania, dalla costa tirrenica fino all'Appennino campano-lucano, comprendendo i territori di 80 comuni e 8 comunità montane per una superficie di circa 1.810,48 km². Istituito con la legge quadro n. 394 del 6 dicembre 1991 e regolamentato con D.P.R. del 5 giugno 1995, è il secondo parco nazionale più esteso d'Italia. Accumula il più ampio riconoscimento internazionale tra i parchi nazionali italiani: dal 1997 è Riserva della Biosfera MAB UNESCO; dal 1998 è Patrimonio Mondiale dell'Umanità UNESCO insieme ai siti archeologici di Paestum e Velia e alla Certosa di Padula; dal 2010 è Geoparco Mondiale UNESCO, primo parco nazionale italiano a ottenere questa designazione. La Primula palinuriPetagna — raro paleoendemismo che cresce sulle falesie calcaree del litorale tirrenico tra Palinuro e Maratea — è il simbolo del parco.
Description
Il territorio del parco si articola in tre sistemi geografici distinti che si intersecano: la fascia costiera tirrenica, il Cilento interno e il Vallo di Diano con i Monti Alburni. La costa, che va da Agropoli a Scario, alterna tratti bassi e sabbiosi — dalla Piana del Sele fino ad Agropoli, e poi tra Casal Velino e Ascea — a litorali alti e rocciosi crivellati di grotte e insenature, con promontori calcarei come Capo Palinuro, le Ripe Rosse e Punta degli Infreschi. Nell'interno, il Cilento propriamente detto è un sistema di rilievi che si eleva progressivamente fino alle vette maggiori: il Monte Cervati (1.898m, vetta più alta della Campania), gli Alburni (1.742m), il Monte Motola (1.743m), il Gelbison detto Sacro Monte (1.705m), il Monte Bulgheria (1.224m) e il Monte Stella (1.131m). I corsi d'acqua hanno carattere torrentizio e regime variabile: il fiume Alento scorre nella fascia costiera; il Mingardo, il Bussento e il Calore superiore — con le spettacolari Gole del Calore nel territorio di Felitto — solcano le vallate interne. Il Vallo di Diano, nella parte orientale del parco, è una pianura alluvionale a circa 500m di quota racchiusa tra le catene degli Alburni e la Basilicata, percorsa dal fiume Tanagro.
La geologia del parco è marcata dalla compresenza di due formazioni prevalenti: il "Flysch del Cilento", roccia clastica ricca di variazioni cromatiche e stratificazioni che affiora nel settore occidentale e costiero; le rocce carbonatiche (calcari e dolomie del Mesozoico) che dominano gli Alburni, il Cervati e il Gelbison, determinando un intenso carsismo con grotte, doline e sorgenti. Le Grotte di Castelcivita nei Monti Alburni costituiscono uno dei complessi speleologici più estesi dell'Italia meridionale, con circa 4.800m di sviluppo totale e ambienti ricchi di concrezioni; le Grotte dell'Angelo di Pertosa-Auletta, percorse da un corso d'acqua interno navigabile in barca, conservano i resti di un villaggio palafitticolo risalente al 2000 a.C.
La flora conta circa 1.800 specie di piante autoctone spontanee, il 10% delle quali endemiche o rare. La Primula palinuriPetagna — simbolo del parco — è un paleoendemismo risalente al Quaternario antico (circa 2,5 milioni di anni fa), considerata probabilmente l'unica superstite di una famiglia di primule un tempo diffuse sulle montagne dell'Italia meridionale; cresce su falesie calcaree costiere fino a 200m di quota, in esposizioni settentrionali, nell'unico habitat costiero conosciuto per una primula nel mondo. La Genista cilentana è un ulteriore endemismo strettamente localizzato nel territorio del parco. Nella fascia costiera e collinare domina la macchia mediterranea mediterranea con leccio, mirto, corbezzolo e fillirea; oliveti e vigneti storici caratterizzano le colline cilentane. A quote maggiori si estendono faggete spesso miste ad abete bianco (Abies alba), con una rara abetina naturale sul Monte Cervati. La Woodwardia radicans, felce arborea di origine terziaria, è presente nei valloni umidi del versante tirrenico.
La fauna include l'aquila reale (Aquila chrysaetos), il falco pellegrino (Falco peregrinus), il lanario (Falco biarmicus) — rapace di alta montagna raro in Italia — e il gracchio corallino (Pyrrhocorax pyrrhocorax) sulle rupi sommitali. Le prede d'elezione dell'aquila — la coturnice (Alectoris graeca) e la lepre appenninica (Lepus corsicanus) — mantengono nel parco popolazioni autoctone appenniniche ormai scomparse in gran parte del territorio nazionale. Il lupo appenninico (Canis lupus italicus) è presente sull'intero parco; il lontra (Lutra lutra) frequenta i tratti fluviali più integri. Nelle acque marine delle due aree marine protette — Santa Maria di Castellabate e Costa degli Infreschi e della Masseta nel Golfo di Policastro — si trovano praterie di Posidonia oceanica tra le meglio conservate del Tirreno.
La presenza umana nel territorio cilentano è documentata sin dal Paleolitico medio, con tracce nelle grotte costiere tra Palinuro e Scario e nelle cavità degli Alburni. La colonizzazione greca produsse alcune delle città più fiorenti della Magna Grecia: Paestum (fondata intorno al 600 a.C.), con i tre templi dorici tra i meglio conservati del mondo antico, e Velia (Elea, fondata dai Focei nel 540 a.C.), sede della scuola filosofica eleatica di Parmenide e Zenone. Entrambi i siti sono inclusi nel Patrimonio Mondiale UNESCO (1998) insieme al parco nazionale. La Certosa di San Lorenzo a Padula, fondata nel 1306 dal conte Tommaso Sanseverino e ampliata fino al XVIII secolo, è il maggiore complesso monastico dell'Italia meridionale: il chiostro di 152m per lato è tra i più grandi del mondo, con 84 colonne e 84 celle per i monaci. Anche la Certosa fa parte del sito UNESCO del 1998. Il territorio cilentano conserva borghi medievali, chiese rupestri basiliane e tradizioni agropastorali ancora vive, tra cui la produzione del miele, del caseificio bufalino e di cultivar di olivo autoctone che sono alla base della dieta mediterranea — un modello alimentare la cui identificazione con il territorio cilentano è legata agli studi del fisiologo americano Ancel Keys, che visse a Pioppi di Pollica dagli anni Sessanta.
Il parco è stato istituito ai sensi della legge quadro n. 394 del 6 dicembre 1991, con perimetrazione definitiva nel 1993 e ente di gestione istituito con D.P.R. del 5 giugno 1995. La denominazione attuale — che include gli Alburni — è stata stabilita con la Legge n. 137 del 18 luglio 2011. La rete sentieristica copre tutto il territorio con percorsi di trekking e mountainbike, itinerari costieri e percorsi storici legati alla presenza greca e medievale. La rete di musei del parco, compresa la Rete dei Musei del Cilento, coordina le strutture di valorizzazione distribuite nei comuni del parco.
Information
Données générales
Typologie : Parc national ; Réserve de biosphère MAB de l'UNESCO (depuis 1997) ; Site du patrimoine mondial de l'UNESCO (depuis 1998, avec Paestum, Velia et Certosa di Padula) ; Géoparc mondial de l'UNESCO (depuis 2010, premier parc national italien)
Année de création : 1991 (loi 6 décembre 1991, nº 394) ; autorité du parc : décret présidentiel 5 juin 1995 ; nom actuel : loi 18 juillet 2011, nº 137 ; Réserve de biosphère MAB de l'UNESCO : 1997 ; Site du patrimoine mondial de l'UNESCO : 1998 ; Géoparc de l'UNESCO : 2010
Organisme de gestion : Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di D. 137 ; Réserve de biosphère MAB de l'UNESCO : 1997 ; Site du patrimoine mondial de l'UNESCO : 1998 ; Géoparc de l'UNESCO : 2010
Organisme de gestion : Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni
Organisme de référence : Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica
Surface : 1.810.48 km²
Altitude minimale : 0m (niveau de la mer)
Altitude maximale : 1 898m
Altitude maximale : 1 898m - Monte Cervati (Monte San Giacomo / Piaggine / Sanza, SA)
Région(s) : Campania
Province(s) : Salerno
Municipalités concernées : Agropoli - Aquara - Ascea - Auletta - Bellosguardo - Buonabitacolo - Camerota - Campora - Cannalonga - Capaccio Paestum - Casal Velino - Casalbuono - Casaletto Spartano - Caselle in Pittari - Castel San Lorenzo - Castelcivita - Castellabate - Castelnuovo Cilento - Celle di Bulgheria - Centola - Ceraso - Cicerale - Controne - Corleto Monforte - Cuccaro Vetere - Felitto - Futani - Gioi - Giungano - Laureana Cilento - Laurino - Laurito - Lustra - Magliano Vetere - Moio della Civitella - Montano Antilia - Montecorice - Monteforte Cilento - Monte San Giacomo - Montesano sulla Marcellana - Morigerati - Novi Velia - Omignano - Orria - Ottati - Padula - Perdifumo - Perito - Petina - Piaggine - Pisciotta - Polla - Pollica - Postiglione - Roccadaspide - Roccagloriosa - Rofrano - Roscigno - Rutino - Sacco - Sala Consilina - Salento - San Giovanni a Piro - San Mauro Cilento - San Mauro La Bruca - San Pietro al Tanagro - San Rufo - Santa Maria di Castellabate - Sant' ;Angelo a Fasanella - Sant'Arsenio - Sanza - Sapri - Sassano - Serramezzana - Sessa Cilento - Sicignano degli Alburni - Stella Cilento - Stio - Teggiano - Torre Orsaia - Torraca - Tortorella - Trentinara - Valle dell'Angelo - Vallo della Lucania - Vibonati
Site officiel : https://www.cilentoediano.it