La bague Sambuco, de Fabbriche
Accès
Introduction
Sambuco est en effet un beau village, probablement inconnu de la plupart des gens, mais pourtant, incroyablement, dans la commune de... Gênes... J'avais déjà visité le hameau il y a des années et je me souvenais de tracteurs, de vaches et d'un poulailler, et j'ai en partie revécu ce souvenir. Toute la zone est encore très bien conservée, avec de nombreux murs de pierres sèches en parfait état...
Pour la première fois, j'ai visité un hameau.
Description
Il sentiero all’inizio non è marcato, ma vi sono un paio di cartelli che aiutano.
Nel primo, piazzale della chiesa, si da’ il passo Gava, distante solo un’ora, ma è un po’ troppo ottimistico (più ragionevole forse un 75-90 minuti). Il secondo cartello si trova 5 minuti dopo l’ultimo edificio di “Case Stellin”.
Utilissimo pure il libro del Parodi (ma non quello riferito al Beigua, ma bensì quello sui monti di Genova – gita n. 3), che fornisce chiare indicazioni.
Si superano due guadi non facili e poi ci si inerpica con un brevissimo passaggio che richiede un minimo di attenzione; nella parte centrale si intravedono le vecchie strisce arancione in parte cancellate e sostituite con delle bandierine bianco rosse, ormai però sbiadite (forse si è usata una vernice poco resistente, perché peggio conservata rispetto al precedente sistema di marcatura); nuovamente, quando si sta per arrivare al passo Gava, non vi sono più segnalazioni.
Questo fa si che forse il percorso sia poco adatto a chi non ha almeno un minimo di conoscenza del territorio. Inoltre, conviene evitare i periodi troppo caldi, sia per le temperature sia perché la presenza di molta erba alta rende più difficile “vedere” il sentierino.
Si arriva cosi al passo Gava (752 m), importante crocevia di sentieri e ci si inerpica sui due tondi rossi.
Salendo ho intravisto un paio di pietre che ancora portano il segno delle slitte che trasportavano a valle il legname. Poi si svolta a sinistra per il riparo Gilwell (890 m) su una diramazione abbandonando il segnale FIE. La costruzione era aperta ed usata da un gruppo di giovani (poco più in quota la fonte Bullu). Dopo la pausa pranzo siamo ritornati sul sentiero principale e risaliti con i due tondi rossi fino al crocevia (a quota 1000 circa) con il quadrato vuoto rosso (appena ridisegnato), poi seguendo quest’ultimo in discesa si e’ ritornati alla frazione.
COMMENTO (tenendo presente che il giro è stato fatto nel 2008 e poi replicato nel 2016)
Lungo il percorso, più volte, abbiamo visto il rudere di “casa Ravazze o Tilla”, splendido in questo senso il volume della comunità montana Argentea (è possibile scaricare il pdf del libro dal sito) che racconta tutte le storie delle strutture dell’area… Altro bel punto intravisto, un po’ da lontano, è il salto del rio Malanotte (una decina di metri?). Chissà, forse tra i due guadi c’è la possibilità di arrivare alla base del salto, ma mi sono accorto della cascatella quando ormai ero un po’ troppo distante dal punto ed era già tardi per ritornare a cercare…
Plus d'infos sur le parcours en page 4 du lien
http://www.cralgalliera.altervista.org/16.pdf
Qui veut peut voir les photos au lien de la sortie 2008
http://digilander.libero.it/MAURIZIOLC/sambuco08.pdf
Voici les photos de la sortie 2016:
http://www.cralgalliera.altervista.org/Sambuco016.pdf
http://www.cralgalliera.altervista.org/Saiardo016.pdf
Des photos individuelles aux liens correspondants
http://digilander.libero.it/MAURIZIOLC
d'autres photos aux liens
http://digilander.libero.it/MAURIZIOLC
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