Parco dei Monti Sibillini
Accesso
Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini è raggiungibile da più direzioni in funzione del versante di accesso. Dal versante marchigiano orientale si utilizza l'autostrada Adriatica con uscita a San Benedetto del Tronto e proseguimento verso Ascoli Piceno e poi verso le valli interne (Aso, Tenna, Ambro); in alternativa si accede da Civitanova Marche seguendo la strada statale Val di Chienti verso Macerata e Camerino. Dal versante umbro occidentale si accede dall'autostrada Milano–Napoli con uscita a Orte o Bettolle per raggiungere Foligno, Spoleto e Norcia tramite la e la Valnerina; oppure da Perugia verso Foligno. La sede dell'Ente Parco si trova a Visso (MC), in piazza del Forno 1. Le porte di accesso principali sono: Norcia (Umbria) per i Piani di Castelluccio e il versante occidentale; Arquata del Tronto (AP) e Castelsantangelo sul Nera (MC) per il versante marchigiano meridionale; Amandola (FM) per il versante nord-marchigiano; Visso e Ussita (MC) per il versante centrale. L'aeroporto più vicino per il versante marchigiano è quello di Ancona-Falconara; per il versante umbro sono Perugia o Roma. Le stazioni ferroviarie più prossime sono Ascoli Piceno (poi autobus) per il versante marchigiano e Spoleto o Foligno (poi autobus) per il versante umbro. Durante la fioritura dei Piani di Castelluccio (tarda primavera–inizio estate) l'accesso con veicoli privati è regolato da un piano di mobilità sostenibile con navette dai parcheggi periferici nelle domeniche di maggiore affluenza; verificare le restrizioni aggiornate sul sito del parco.
Introduzione
Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini si estende tra le Marche e l'Umbria, nelle province di Ascoli Piceno, Fermo, Macerata e Perugia, per una superficie di circa 714,37 km² distribuita su diciotto comuni. Istituito con D.P.R. del 6 agosto 1993, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 275 del 23 novembre 1993, tutela il massiccio calcareo omonimo — il quarto per altezza nell'Appennino continentale dopo Gran Sasso, Majella e Velino-Sirente — con oltre venti vette superiori ai 2.000m e la cima massima del Monte Vettore a 2.476m. Il parco si contraddistingue per la presenza di tre straordinari ambienti: i Piani di Castelluccio, altopiano carsico d'alta quota celebre per la fioritura estiva di lenticchie e fiori selvatici; il Lago di Pilato (1.941m), unico bacino glaciale di tipo alpino dell'Appennino e habitat dell'endemismo assoluto Chirocephalus marchesonii; le Gole dell'Infernaccio, tra i canyon più profondi delle Marche. Il territorio è inoltre avvolto da un ricco patrimonio leggendario legato alla figura della Sibilla Appenninica e a Ponzio Pilato, che ne ha connotato il carattere misterioso per secoli.
Descrizione
Il massiccio dei Monti Sibillini è un complesso calcareo-dolomitico di origine mesozoica, profondamente modellato dai ghiacciai del Quaternario che hanno scavato circhi glaciali, valli a "U" e depositi morenici. I fenomeni carsici sono particolarmente evidenti in tutta l'area e soprattutto nei Piani di Castelluccio. Dall'asse principale della dorsale appenninica si dipartono due versanti di carattere opposto: quello orientale, rivolto verso le Marche, è inciso da valli strette e orientate a nord (le valli dell'Aso, del Tenna e dell'Ambro) con gole impressionanti come le Gole dell'Infernaccio sul torrente Tenna e la Gola di Fiastrone; quello occidentale, verso l'Umbria, presenta invece tre caratteristiche depressioni carsiche d'alta quota — Pian Grande, Pian Piccolo e Pian Perduto — che formano l'altopiano di Castelluccio a circa 1.400m di quota. Le principali vette sono il Monte Vettore (2.476m), la Cima del Redentore (2.448m), il Monte Priora (2.332m), il Pizzo Tre Vescovi (2.090m) e il Monte Sibilla (2.175m), che dà il nome all'intero massiccio. Il Lago di Pilato (1.941m) giace in un circo glaciale sotto la cima del Monte Vettore: è l'unico lago glaciale di tipo alpino dell'Appennino. Nelle sue acque vive il Chirocephalus marchesonii, un piccolo crostaceo di colore rosso-arancio lungo 9-12mm che nuota con il ventre rivolto verso l'alto, endemismo assoluto mondiale presente esclusivamente in questo lago — il suo sangue, secondo la leggenda medievale, darebbe al lago il celebre colore rossastro — scoperto e descritto dal botanico Vittorio Marchesoni dell'Università di Camerino. Il lago soffre dal 2017 di episodi di prosciugamento estivo sempre più frequenti, attribuiti sia ai cambiamenti climatici sia all'aumento di permeabilità del fondo causato dal terremoto del 2016. Il Lago di Fiastra, artificiale, è il principale specchio d'acqua del versante marchigiano.
La flora conta circa 1.800 specie, con stella alpina dell'Appennino, anemone alpino, silene a cuscinetto, viola di Eugenia, genziana appenninica, artemisia petrosa e numerose orchidee; nelle zone detritiche e ghiaiose crescono la linaria alpina e la costolina appenninica. La vegetazione segue fasce altimetrali ben definite: boschi di roverella, carpino nero e orniello fino ai 1.000m, faggete (Fagus sylvatica) prima miste poi pure fino ai 1.700-1.800m, e pascoli primari d'alta quota con specie rare oltre il bosco. I Piani di Castelluccio ospitano la coltivazione della Lenticchia di Castelluccio IGP, legume di alta quota a maturazione tardiva che produce la celebre fioritura estiva: tra la fine di giugno e la prima metĂ di luglio i campi si coprono di fiori bianchi, rossi, gialli e viola di lenticchie, papaveri, fiordalisi, viola selvatica e altre piante spontanee, in un mosaico cromatico richiamante milioni di visitatori.
La fauna comprende 50 specie di mammiferi, 150 specie di uccelli e oltre 20 specie tra rettili e anfibi. Il lupo appenninico (Canis lupus italicus) ha nei Monti Sibillini uno degli areali di diffusione più settentrionali dell'Appennino. L'orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus) è tornato a frequentare queste montagne. Il camoscio appenninico (Rupicapra pyrenaica ornata) e il cervo (Cervus elaphus) sono stati reintrodotti con specifici progetti del parco e sono oggi presenti con popolazioni in crescita. Il capriolo è distribuito su tutto il territorio; l'istrice (Hystrix cristata) occupa le zone collinari più termofile. Tra gli uccelli, l'aquila reale (Aquila chrysaetos) — che dall'istituzione del parco ha ricominciato a nidificare anche in zone abbandonate da anni — il falco pellegrino (Falco peregrinus), il gufo reale (Bubo bubo), il gracchio alpino e corallino (Pyrrhocorax graculus e P. pyrrhocorax), il piviere tortolino (Charadrius morinellus), il codirossone, il sordone e il picchio muraiolo completano il quadro dei vertebrati più significativi. Tra i rettili si segnala la vipera dell'Orsini (Vipera ursinii) nei pascoli d'alta quota.
Il territorio è intriso di storia e leggenda. Nei pressi del Monte Sibilla si tramanda da secoli la leggenda della Sibilla Appenninica, una sacerdotessa-profetessa che avrebbe abitato una grotta nella roccia: tra il Medioevo e il Rinascimento il mito attirava pellegrini, negromanti e cercatori del "Paradiso della Sibilla" da tutta Europa. Il Lago di Pilato deve il suo nome al racconto secondo cui il carro con il corpo di Ponzio Pilato — condannato a morte dall'imperatore — fu trascinato da bufali fino a gettarsi nel lago. In queste valli trovarono rifugio nei secoli eretici e briganti, alimentando una reputazione di terra misteriosa e inaccessibile. Norcia — comune del parco in territorio umbro — è la città natale di San Benedetto da Norcia (480-547 d.C.), fondatore dell'Ordine Benedettino e patrono d'Europa; la Basilica di San Benedetto, gravemente danneggiata dal terremoto del 2016, è in corso di restauro. Il terremoto del Centro Italia del 24 agosto e del 30 ottobre 2016 ha colpito duramente il territorio del parco, devastando Norcia, Ussita, Visso, Castelluccio di Norcia e i comuni marchigiani di Arquata del Tronto e Montegallo; la ricostruzione è ancora in corso. La sentieristica del parco si sviluppa per circa 500km, con l'itinerario "Grande Via dei Sibillini" di oltre 190km percorribile in auto, moto e camper e gli anelli escursionistici a piedi e in bici.
Informazioni
Dati generali
Tipologia: Parco Nazionale
Anno di istituzione: 1993 (D.P.R. 6 agosto 1993; G.U. n. 275 del 23 novembre 1993); perimetrazione: D.M. 3 febbraio 1990
Organismo di gestione: Ente Parco Nazionale dei Monti Sibillini
Ente di riferimento: Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica
Superficie: 714,37 km²
Altitudine minima: ~300m
Altitudine massima: 2.476m
Maggior elevazione: 2.476m – Monte Vettore (Montemonaco AP / Arquata del Tronto AP)
Regione/i: Marche · Umbria
Province: Ascoli Piceno · Fermo · Macerata · Perugia
Comuni interessati — Marche, Provincia di Ascoli Piceno (AP): Arquata del Tronto – Montegallo – Montemonaco
Comuni interessati — Marche, Provincia di Fermo (FM): Amandola – Montefortino
Comuni interessati — Marche, Provincia di Macerata (MC): Acquacanina – Bolognola – Castelsantangelo sul Nera – Cessapalombo – Fiastra – Fiordimonte – Pieve Torina – Pievebovigliana – San Ginesio – Ussita – Visso
Comuni interessati — Umbria, Provincia di Perugia (PG): Norcia – Preci
Sito web ufficiale: https://www.sibillini.net