Parco del Circeo
Accesso
Il Parco Nazionale del Circeo si trova circa 100km a sud di Roma, in provincia di Latina, e non è direttamente servito da autostrada. L'accesso principale avviene dall'autostrada Milano–Napoli con uscita a Frosinone, proseguendo poi sulla strada statale dei Monti Lepini in direzione Latina fino al bivio per Priverno, da cui si raggiunge Sabaudia — sede dell'ente parco — attraverso la strada provinciale Marittima e la strada statale Pontina. Da Roma si percorre direttamente la strada statale Via Pontina verso Latina e Sabaudia, con deviazione sulla strada provinciale verso Sabaudia. Da Napoli si segue la strada statale Appia fino a Formia e Gaeta, poi la Via Flacca verso Terracina e infine la strada statale Mediana fino al bivio per Sabaudia. La sede e il Centro Visitatori dell'Ente Parco si trovano a Sabaudia, in via Carlo Alberto 188; il Museo Naturalistico del parco è accessibile gratuitamente. Il collegamento ferroviario più vicino è la stazione di Priverno-Fossanova, sulla linea Trenitalia (TI) Roma–Napoli via Formia, da cui partono autobus Cotral per Sabaudia. Da Roma è possibile raggiungere direttamente Sabaudia con autobus Cotral dal terminal di EUR Fermi (Metropolitana linea B). Per l'isola di Zannone — parte del parco nell'Arcipelago Ponziano — il punto d'imbarco è il porto di Ponza, raggiungibile a sua volta con traghetti da Anzio, Formia e Terracina. L'accesso al parco è gratuito; alcune zone di riserva integrale sono interdette o accessibili solo con visita guidata. La bicicletta è il mezzo più adatto per spostarsi tra i diversi ambienti del parco, che è quasi interamente pianeggiante.
Introduzione
Il Parco Nazionale del Circeo si estende lungo la costa tirrenica del Lazio meridionale, in provincia di Latina, nei comuni di Latina, Sabaudia, San Felice Circeo e Ponza, per una superficie di 89,17 km². Istituito con Regio Decreto-Legge del 25 gennaio 1934, n. 285, è uno dei cinque parchi nazionali storici italiani e la prima area protetta istituita nel Lazio. La sua istituzione, avvenuta durante i radicali interventi di bonifica dell'Agro Pontino, salvò dalla conversione agricola l'ultimo lembo della Selva di Terracina, i quattro laghi costieri e il Promontorio del Circeo. Il parco tutela cinque ambienti distinti e contigui — la foresta planiziale, il sistema dunale costiero, i laghi salmastri, il promontorio calcareo e l'isola di Zannone — che costituiscono uno dei mosaici ecologici costieri più integri dell'Italia peninsulare. La Selva del Circeo è dal 1977 Riserva della Biosfera MAB UNESCO; i quattro laghi costieri sono dal 1976 Zone Umide di Importanza Internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar.
Descrizione
Il territorio del parco si articola intorno a cinque sistemi ambientali ben distinti, disposti in sequenza dalla costa verso l'interno. Il sistema dunale si estende per circa 25km dal Promontorio del Circeo verso nord fino a Capo Portiere, con un cordone che raggiunge altezze di 27m e presenta la caratteristica forma a mezzaluna; la vegetazione è qui dominata dalla flora psammofila e alofila, con il giglio di mare (Pancratium maritimum) nella zona di battigia, il ginepro coccolone (Juniperus oxycedrus subsp. macrocarpa) nella retroduna e la macchia a leccio verso l'interno. Il sistema lagunare è formato da quattro laghi costieri separati dal mare dal cordone dunale: il Lago di Sabaudia o di Paola (400 ha), il Lago di Caprolace (229 ha), il Lago dei Monaci (94 ha) e il Lago di Fogliano (395 ha), classificati Zona Umida di Importanza Internazionale (Ramsar) dal 1976. Le acque salmastre dei laghi ospitano comunità ittiche gestite con pesca tradizionale compatibile con la conservazione; le rive acquitrinose sono percorse da bufali semibrado tra i quali nidificano aironi guardabuoi, egrette, gru, oche e pavoncelle. La Selva di Circe è l'elemento ecologico di maggiore unicità : una foresta planiziale di circa 3.300 ettari, unico residuo di quella che prima della bonifica degli anni Trenta del Novecento si estendeva per oltre 11.000 ettari come Selva di Terracina. Nella foresta si incontrano contemporaneamente specie di clima continentale — cerro (Quercus cerris), frassino (Fraxinus oxycarpa), farnia (Quercus robur) — e specie mediterranee — leccio (Quercus ilex), alloro (Laurus nobilis), sughera (Quercus suber) — un incrocio di provenienze fitoclimatiche rarissimo in Italia. Le zone depresse del suolo argilloso formano le Piscine, ambienti paludosi naturali dove il ristagno idrico mantiene popolamenti di frassino ossifillo (Fraxinus angustifolia) e una biodiversità acquatica unica; i daini (Dama dama), introdotti nel 1953 e poi fuggiti dal recinto, hanno colonizzato l'intera foresta con effetti negativi sul rinnovamento forestale per l'assenza di predatori.
Il Promontorio del Circeo è un massiccio calcareo-dolomitico del Mesozoico, geologicamente separato dall'Appennino: originatosi altrove e scivolato per circa 200km lungo falde di sovrapposizione su substrati di flysch, occupa l'attuale posizione isolata sulla pianura pontina come un'anomalia geomorfologica. Il Picco di Circe — la vetta più alta a 541m — domina il paesaggio della Pianura Pontina ed è visibile da decine di chilometri di distanza. Il profilo asimmetrico del promontorio determina due versanti con vocazione ecologica opposta: il "Quarto Freddo" settentrionale, ombreggiato, ospita una foresta termofila con elementi quasi appenninici come il faggio e la roverella; il "Quarto Caldo" meridionale, esposto al sole e alla salsedine, è rivestito da macchia xerofila con olivastro, lentisco, corbezzolo, cisto e rosmarino. Sulla superficie del promontorio si aprono circa quaranta grotte, alcune costiere raggiungibili solo via mare e altre accessibili da terra. La Grotta Guattari, scoperta il 24 febbraio 1939 durante lavori edilizi, è il sito preistorico di maggiore rilevanza scientifica: al suo interno fu rinvenuto un cranio di Homo neanderthalensis in eccezionale stato di conservazione, risalente a circa 55.000 anni fa, posizionato ritualmente al centro di una corona di pietre e con un foro praticato alla base cranica. I reperti rinvenuti negli strati più profondi della grotta documentano la presenza di iene come occupanti primari, riportando tracce di fauna del Pleistocene tra cui cervo, capriolo, daino e bue primigenio. La Grotta del Fossellone, la più grande del complesso, ha restituito un frammento di mandibola neanderthaliana e reperti faunistici e botanici del Paleolitico.
L'isola di Zannone, entrata a far parte del parco nel 1979, fa parte dell'Arcipelago Ponziano ed è la sola tra le isole ponziane ad aver conservato intatta la copertura vegetale. Di origine geologica mista — rocce vulcaniche, metamorfiche e sedimentarie risalenti fino a 200 milioni di anni fa — è disabitata e ricoperta da boschi di lecci, querce e macchia mediterranea con spettacolari fioriture di erica in autunno; il muflone (Ovis aries musimon), introdotto negli anni Venti del Novecento, vi vive allo stato selvatico. L'isola è fondamentale punto di sosta per migliaia di uccelli migratori e sede di nidificazione di specie marine tra cui la berta maggiore.
Il parco fu istituito nel 1934 per volontà dell'Amministrazione Forestale, durante la grande bonifica pontina avviata dal regime fascista: questa operazione di ingegneria idraulica trasformò radicalmente la Pianura Pontina bonificando circa 100.000 ettari di paludi malariche, fondando nuovi centri abitati tra cui Latina e Sabaudia, ma distruggendo quasi interamente l'ecosistema originario. L'istituzione del parco salvò il nucleo residuo dell'antica Selva e i laghi. Il sito della villa di Domiziano (I secolo d.C.), sulla sponda orientale del Lago di Sabaudia, è il maggiore complesso monumentale romano dell'intero comprensorio. Le Mura Ciclopiche di Circeii, i resti dell'acropoli dell'antica città latina sul promontorio, risalgono al IV secolo a.C. e rappresentano uno dei sistemi di mura poligonali meglio conservati del Lazio.
La rete sentieristica include i percorsi del Picco di Circe (classificato EE per i fondi calcarei irregolari), il circuito del Lago di Caprolace (23,5km), il percorso pianeggiante della Selva (14,7km) e l'itinerario della Duna costiera (25km), accessibile a piedi e in bicicletta. Il Museo Naturalistico del Centro Visitatori a Sabaudia illustra gli ecosistemi del parco con allestimenti tridimensionali, diorami e un acquario.
Informazioni
Dati generali
Tipologia: Parco Nazionale; Riserva della Biosfera MAB UNESCO — Foresta del Circeo (dal 1977); Zone Umide Ramsar — Laghi costieri (dal 1976)
Anno di istituzione: 1934 (Legge 25 gennaio 1934, n. 285); ampliamento 1975 (D.P.R. 2 luglio 1975); isola di Zannone: 1979; ente parco: D.P.R. 4 aprile 2005; Riserva Biosfera MAB: 1977; Zona Umida Ramsar: 1976
Organismo di gestione: Ente Parco Nazionale del Circeo
Ente di riferimento: Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica
Superficie: 89,17 km²
Altitudine minima: 0m (livello del mare)
Altitudine massima: 541m
Maggior elevazione: 541m – Picco di Circe (San Felice Circeo, LT)
Regione/i: Lazio
Provincia/e: Latina
Comuni interessati: Latina – Ponza – Sabaudia – San Felice Circeo
Sito web ufficiale: https://www.parcocirceo.it