Parco del Gargano
Accesso
Il Parco Nazionale del Gargano è raggiungibile principalmente tramite l'autostrada Bologna–Taranto (Adriatica). Per il versante settentrionale del parco e i laghi di Lesina e Varano si esce al casello di Poggio Imperiale–Lesina, proseguendo sulla strada a scorrimento veloce dei Laghi di Lesina e Varano verso Vico del Gargano, Peschici e Vieste; per i comuni pedemontani interni si esce al casello di San Severo e si prosegue sulla strada statale verso San Marco in Lamis e San Giovanni Rotondo. Per il versante meridionale e Manfredonia si utilizzano le uscite di Foggia o Cerignola Est, proseguendo sulla superstrada garganica verso Manfredonia, Mattinata e Vieste. Da Napoli si percorre l' Napoli–Canosa con uscita a Candela, proseguendo poi sulla fino a Foggia e poi sulla . La sede dell'Ente Parco si trova a Monte Sant'Angelo (FG). Il collegamento ferroviario principale è la linea adriatica fino a San Severo o Foggia, da dove le Ferrovie del Gargano effettuano servizi verso i comuni del parco, tra cui San Giovanni Rotondo e Peschici Calenella. Le Isole Tremiti sono raggiungibili tutto l'anno con aliscafo da Manfredonia, Vieste, Rodi Garganico, Peschici e Termoli; in estate sono attivi anche servizi con traghetto. Un servizio in elicottero collega le isole a Foggia e Vieste in estate. I principali aeroporti di riferimento sono Bari (BRI) e Pescara (PSR).
Introduzione
Il Parco Nazionale del Gargano si estende sullo "Sperone d'Italia" — il promontorio calcareo che costituisce la parte più orientale della Puglia — in provincia di Foggia, per una superficie di 1.181,44 km² distribuita su diciotto comuni, incluso il comune insulare delle Isole Tremiti. Istituito ai sensi della Legge quadro 6 dicembre 1991, n. 394, con l'ente parco costituito con D.P.R. del 5 giugno 1995, è tra le aree protette italiane più estese. Il parco include l'intero promontorio garganico, le lagune costiere di Lesina e Varano, le Isole Tremiti con la relativa area marina protetta. Il promontorio del Gargano è da considerarsi un'isola biogeografica: rimasto fisicamente collegato alla penisola balcanica per lunghissimi periodi geologici e isolato poi dalla pianura pugliese per il mare e per le condizioni ambientali della bassa Capitanata, ha sviluppato una biodiversità di eccezionale unicità, con endemismi, specie transadriatiche e il più ricco repertorio di orchidee selvatiche d'Europa e del bacino mediterraneo.
Descrizione
Il promontorio garganico è un blocco calcareo-dolomitico di origine mesozoica — con rocce del Giurassico e del Cretacico — che emerge isolato rispetto all'Appennino e alla pianura della Capitanata. Il fenomeno carsico, determinato dall'azione dell'acqua e dell'anidride carbonica sulle rocce calcaree, ha modellato il paesaggio creando altipiani crivellati di doline, gravi (inghiottitoi), grotte e forre rocciose che si dirigono radialmente verso il mare o verso la pianura. Le acque di superficie sono quasi del tutto assenti — la circolazione avviene nel sottosuolo attraverso sistemi carsici — con l'eccezione dei laghi costieri e delle zone umide. Fa eccezione Punta Pietre Nere, a est di Lesina, dove affiorano rocce vulcaniche scure risalenti al Triassico: un'anomalia geologica che rende questo tratto di costa unico in tutto l'Adriatico. La costa è altamente diversificata: alte falesie bianche a strapiombo sul mare Adriatico nel tratto tra Vieste e Mattinata, con calette nascoste e grotte marine; coste basse e sabbiose nel settore settentrionale verso Lesina e Rodi Garganico. Le Isole Tremiti — San Domino, San Nicola, Capraia, Pianosa e lo scoglio del Cretaccio — sono anch'esse calcaree, circondate da fondali con gorgonie rosse e spugne, con grotte marine tra le più suggestive dell'Adriatico. La foca monaca (Monachus monachus), già presente nelle grotte delle Tremiti fino a pochi decenni fa, si è nel frattempo estinta localmente.
La vegetazione si articola in diversi sistemi. La Foresta Umbra — circa 10.000 ettari nel cuore del promontorio, residuo dell'antica e più estesa foresta che ricopriva l'intero Gargano — è il sistema forestale più importante, con faggete (Fagus sylvatica) che crescono a soli 300m di quota sul livello del mare: il record europeo per la quota più bassa di una faggeta matura, spiegato dall'isolamento biogeografico del promontorio. Nella foresta si trovano faggi, tassi (Taxus baccata, con la popolazione più importante dell'Italia meridionale), cerri, lecci, aceri e olmi, con alberi plurisecolari. Sul versante costiero dominano pinete di pino d'Aleppo (Pinus halepensis) — circa 7.000 ettari — alcune con esemplari di oltre 500 anni, alternate a macchia mediterranea con lentisco, fillirea, erica e corbezzolo. Le zone umide di Lesina e Varano sono le lagune costiere più estese dell'Italia meridionale: separate dal mare da cordoni di sabbia, ospitano ecosistemi lagunari salmastri di grande importanza per l'avifauna migratoria — il Gargano si trova su una delle principali rotte di migrazione tra l'Africa e l'Europa centro-orientale. La flora vascolare del parco conta oltre 2.200 specie, circa il 35% dell'intero patrimonio floristico italiano. Il record europeo appartiene alle orchidee selvatiche: ben 56 specie e 5 sottospecie, concentrate soprattutto nei valloni e nelle praterie del versante meridionale. Tra gli endemismi si segnalano la campanula del Gargano (Campanula garganica), la vedovina di Dalla Porta (Scabiosa dallaportae), la santoreggia garganica (Satureja fruticosa italica) e il fiordaliso delle Tremiti (Centaurea diomedea).
La fauna è altrettanto diversificata. Il capriolo italico (Capreolus capreolus italicus), sottospecie subendemica del Gargano, rappresenta uno dei pochi nuclei autoctoni rimasti in Italia e costituisce una delle principali motivazioni della tutela del parco. L'avifauna conta circa 170 specie nidificanti su 237 note per l'Italia — un dato eccezionale per un'area peninsulare. Nella Foresta Umbra vivono cinque specie di picchi, tra cui il picchio mezzano (Leiopicus medius) e il picchio di Lilford (Dendrocopos syriacus), entrambi rari e localizzati, presenti in Italia quasi esclusivamente nelle aree protette. Tra i rapaci si segnalano il lanario (Falco biarmicus), specie oggetto di specifici progetti di conservazione, il biancone (Circaetus gallicus), il falco pellegrino (Falco peregrinus) e il gufo reale (Bubo bubo). Il lupo appenninico (Canis lupus italicus) è tornato spontaneamente nel parco, con almeno un nucleo familiare rilevato con fototrappole nella Foresta Umbra a partire dal 2011. Sono presenti cervo, daino, cinghiale, gatto selvatico e istrice. Tra gli insetti, la presenza di specie endemiche dei Balcani — assenti nel resto d'Italia ma ritrovate nel Gargano — testimonia l'antico collegamento con la penisola balcanica attraverso il Canale d'Otranto.
La storia del territorio è ricca di stratificazioni. Il Gargano fu meta di pellegrinaggi fin dall'antichità: il Santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant'Angelo, fondato secondo la tradizione nel 490 d.C. in seguito a un'apparizione dell'arcangelo Michele, è dal 2011 Patrimonio dell'Umanità UNESCO come "Longobardi in Italia: i luoghi del potere". Il pellegrinaggio al santuario, che ha attraversato il Medioevo come tappa fondamentale del Cammino Micaelico, ha lasciato tracce nella toponomastica e nella cultura di tutto il Gargano. San Giovanni Rotondo, con il complesso dedicato a Padre Pio — il frate dei Cappuccini che vi visse dal 1916 fino alla morte nel 1968, beatificato nel 1999 e canonizzato nel 2002 — è una delle principali mete di pellegrinaggio d'Italia con milioni di visitatori annui. Nel sito delle paludi di Federico II — tra Manfredonia e Zapponeta — l'imperatore svevo teneva le sue riserve di caccia al falcone nel XIII secolo; il Castello di Manfredonia, da lui fondato nel 1256, ospita oggi il Museo Nazionale Archeologico del Gargano. L'Abbazia di Pulsano, nei pressi di Monte Sant'Angelo, è un eremo monastico fondato nel VI secolo sulle rupi del versante meridionale del promontorio.
Informazioni
Dati generali
Tipologia: Parco Nazionale; Patrimonio dell'Umanità UNESCO (dal 2011, Santuario di San Michele Arcangelo — Monte Sant'Angelo, come parte del sito seriale "Longobardi in Italia")
Anno di istituzione: 1991 (Legge 6 dicembre 1991, n. 394); ente parco: D.P.R. 5 giugno 1995; perimetrazione definitiva: D.P.R. 13 maggio 1998; nuova perimetrazione: D.P.R. 18 maggio 2001; Patrimonio UNESCO: 2011
Organismo di gestione: Ente Parco Nazionale del Gargano
Ente di riferimento: Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica
Superficie: 1.181,44 km²
Altitudine minima: 0m (livello del mare)
Altitudine massima: 1.056m
Maggior elevazione: 1.056m – Monte Calvo (Monte Sant'Angelo, FG)
Regione/i: Puglia
Provincia/e: Foggia
Comuni interessati: Apricena – Cagnano Varano – Carpino – Ischitella – Isole Tremiti – Lesina – Manfredonia – Mattinata – Monte Sant'Angelo – Peschici – Rignano Garganico – Rodi Garganico – San Giovanni Rotondo – San Marco in Lamis – San Nicandro Garganico – Serracapriola – Vico del Gargano – Vieste
Sito web ufficiale: https://www.parcogargano.it