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Parco del Vesuvio

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Ultima visita: 02/04/2026

Accesso

Il Parco Nazionale del Vesuvio è raggiungibile dall'autostrada A3 Napoli–Salerno con uscita a Ercolano o Torre del Greco per il versante meridionale e occidentale, oppure con uscita a Pompeii per il versante sud-orientale. Dal versante settentrionale si utilizza l'uscita Nola della A30. La sede dell'Ente Parco si trova a Ottaviano (NA), nel Palazzo Mediceo di via Palazzo del Principe — immobile confiscato alla camorra e restituito alla collettività nel 2003. La principale porta di accesso per la visita al Gran Cono è il Piazzale Ercolano a circa 1.000m di quota, raggiungibile percorrendo la Strada Provinciale Ercolano–Vesuvio; da qui partono i sentieri per il cratere e le aree naturalistiche del parco. Il collegamento su ferro più diretto è la Circumvesuviana (linea Napoli–Sorrento con fermata Ercolano Scavi, oppure linea Napoli–Poggiomarino con fermate Ottaviano e Somma Vesuviana), da cui si prosegue con navette o taxi verso il parco. L'aeroporto di riferimento è Napoli Capodichino. Per l'accesso al Gran Cono è obbligatorio l'acquisto del biglietto online. Il parco è visitabile tutto l'anno ma l'apertura dei sentieri e le condizioni di accesso possono variare in funzione delle condizioni meteorologiche e dell'attività del vulcano; è sempre consigliabile verificare le informazioni aggiornate sul sito ufficiale prima di partire.

Introduzione

Il Parco Nazionale del Vesuvio è stato istituito con D.P.R. del 5 giugno 1995, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 181 del 4 agosto 1995, allo scopo di conservare il complesso vulcanico Somma-Vesuvio e la sua biodiversità, i valori geologici, paesaggistici e storico-archaeologici del territorio. Si estende per 8.482 ettari nella Città Metropolitana di Napoli, comprendendo tredici comuni interamente in Campania. È il parco nazionale più piccolo d'Italia e l'unico completamente immerso in un'area metropolitana di quasi un milione di abitanti: questa sua condizione di "isola naturale" in un contesto urbano tra i più densamente abitati d'Europa ne fa un caso unico nella storia dei parchi nazionali italiani. Il complesso vulcanico Somma-Vesuvio è il vulcano attivo più pericoloso dell'Europa continentale — l'area ad alto rischio vulcanico circostante ospita circa 700.000 persone — e uno dei più studiati al mondo. Il Reale Osservatorio Vesuviano, costruito nel 1845 alle pendici del vulcano, è il più antico osservatorio vulcanologico del mondo.

Descrizione

Il complesso vulcanico Somma-Vesuvio è un caso geologico di eccezionale interesse scientifico. La sua storia eruttiva ha inizio circa 400.000 anni fa; le informazioni più certe riguardano gli ultimi 25.000 anni. Si tratta di un tipico vulcano a recinto (o vulcano calderico): il Monte Somma rappresenta i resti dell'antico edificio vulcanico, con la sua caldera semicircolare e la cima a Punta Nasone (1.132m); all'interno della caldera del Somma si trova il Gran Cono del Vesuvio (1.281m), formatosi in seguito alle eruzioni più recenti. I due edifici sono separati dalla Valle del Gigante — suddivisa in Atrio del Cavallo e Valle dell'Inferno — residuo dell'antica caldera. L'eruzione del 79 d.C. fu una delle più catastrofiche dell'era storica: in poche ore seppellì sotto ceneri, lapilli e flussi piroclastici le colonie romane di Pompei, Ercolano, Stabia (Castellammare di Stabia) e Oplonti (Torre Annunziata), conservandole pressoché intatte per quasi diciassette secoli. L'ultima eruzione è avvenuta nel 1944, durante la seconda guerra mondiale, con colate laviche che raggiunsero San Sebastiano al Vesuvio. Il territorio è celebre in mineralogia per ospitare uno dei più ricchi giacimenti di minerali del pianeta: sono stati identificati oltre 100 minerali, molti dei quali scoperti per la prima volta proprio qui e tuttora denominati con riferimento al Vesuvio (vesuvianite, vesuvite, ecc.).

I due versanti del complesso vulcanico presentano ambienti naturali profondamente diversi. Il versante vesuviano è più arido, in gran parte riforestato con pini, ginestre e macchia mediterranea per contrastare i fenomeni franosi innescati dalle colate laviche; il versante del Monte Somma, più umido e riparato dai venti, ospita boschi misti di castagno (Castanea sativa), acero napoletano (Acer obtusatum), leccio (Quercus ilex) e roverella (Quercus pubescens), oltre a ontano napoletano (Alnus cordata) — endemismo dell'Italia meridionale — e piccoli nuclei relitti di betulla (Betula pendula), reliquia di climate più freddi. La flora totale conta 906 specie censite per l'intero complesso Somma-Vesuvio, di cui 612 all'interno del perimetro del parco; il 2% è considerato a rischio di estinzione. Tra le specie più significative: la Silene giraldii — fiore presente oggi solo in Campania (Vesuvio, Capri, Ischia) e in Sardegna — e la ginestra dell'Etna (Genista aetnensis), endemismo etneo introdotto sul Vesuvio dopo l'eruzione del 1906 che oggi forma dense boscaglie nell'Atrio del Cavallo e nella Valle dell'Inferno. Sono presenti 19-23 specie di orchidee selvatiche, tutelate dalla Convenzione di Washington. Le lave raffreddate della più recente eruzione del 1944 sono colonizzate dal lichene Stereocaulon vesuvianum, specie pioniera esclusiva del Vesuvio, prima forma di vita a insediarsi sulla lava e a preparare il suolo per la successiva vegetazione; di colore grigio e forma coralloide, nelle notti di luna piena conferisce ai campi lavici riflessi argentati.

La fauna, nonostante l'isolamento biogeografico del parco in un contesto metropolitano, è sorprendentemente ricca: 29 specie di mammiferi accertate, tra cui volpe (Vulpes vulpes), faina (Martes foina), lepre (Lepus europaeus) e coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus); 44 specie di farfalle diurne; oltre 200 specie di funghi. Tra i rettili si segnalano il ramarro (Lacerta bilineata), il biacco (Hierophis viridiflavus) e l'emidattilo verrucoso (Hemidactylus turcicus); tra gli anfibi, il rospo smeraldino (Bufotes viridis). L'avifauna è particolarmente significativa per la posizione del Vesuvio lungo le principali rotte migratorie: nidificano la poiana (Buteo buteo), il gheppio (Falco tinnunculus), lo sparviere (Accipiter nisus), il falco pellegrino (Falco peregrinus), il corvo imperiale (Corvus corax), il codirossone (Monticola saxatilis) e il passero solitario (Monticola solitarius); durante le migrazioni transitano beccafichi, luì verdi, rigogoli, gruccioni e centinaia di altre specie in transito dai quartieri subsahariani di svernamento.

Il territorio del parco è teatro di una frequentazione umana plurimillenaria: i Greci prima e i Romani poi colonizzarono queste falde fertili — i suoli vulcanici sono tra i più produttivi del Mediterraneo — e vi costruirono ville e città fiorenti. Oltre agli scavi di Pompei ed Ercolano — i principali siti archaeologici del parco, accessibili ma al di fuori del perimetro stretto — nel territorio si trovano le Ville Vesuviane del Miglio d'Oro, serie di dimore aristocratiche settecentesche lungo la costa di Ercolano e Torre del Greco. Il Reale Osservatorio Vesuviano di Ercolano, costruito nel 1845 su volontà di Ferdinando II di Borbone e progettato da Gaetano Fazzini, è oggi sede della sezione napoletana dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e museo della vulcanologia. Il pomodorino del piennolo del Vesuvio DOP — coltivato sui suoli lavici alle pendici del vulcano — è il prodotto agricolo più rappresentativo del territorio.

Informazioni

Dati generali

Tipologia: Parco Nazionale
Anno di istituzione: 1995 (D.P.R. 5 giugno 1995; G.U. n. 181 del 4 agosto 1995); perimetrazione provvisoria: D.M. 4 dicembre 1992
Organismo di gestione: Ente Parco Nazionale del Vesuvio
Ente di riferimento: Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica
Superficie: 84,82 km²
Altitudine minima: ~100m
Altitudine massima: 1.281m
Maggior elevazione: 1.281m – Gran Cono del Vesuvio (Ercolano NA / Trecase NA)
Regione/i: Campania
Provincia: Città Metropolitana di Napoli
Comuni interessati: Boscoreale – Boscotrecase – Ercolano – Massa di Somma – Ottaviano – Pollena Trocchia – San Giuseppe Vesuviano – San Sebastiano al Vesuvio – Sant'Anastasia – Somma Vesuviana – Terzigno – Torre del Greco – Trecase
Sito web ufficiale: https://www.parconazionaledelvesuvio.it

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