Relazioni Punti di interesse Ci sono stato Magazine Webcam

Parco della Majella

Profile image

A cura di:

Ultima visita: 02/04/2026

Accesso

Il Parco Nazionale della Majella è raggiungibile attraverso l'autostrada A25 Roma–Pescara (Autostrada dei Parchi), che costeggia il versante settentrionale del massiccio: da Pescara si percorre l'A14 Adriatica fino a Pescara Nord e poi l'A25; da Roma si percorre l'A24 fino all'innesto con l'A25; da Napoli si percorre l'A1 fino al casello di Caianello e si prosegue verso Venafro, Roccaraso e Sulmona. I principali caselli di accesso al parco sull'A25 sono Sulmona (per il versante ovest), Caramanico (per il versante nord-orientale) e Bussi–Popoli (per il versante nord). La sede dell'Ente Parco si trova a Guardiagrele (CH), in via Occidentale 6. Le porte di accesso naturali al parco sono quattro: Sulmona a ovest (accesso all'altopiano delle Cinque Miglia e al Morrone), Pescocostanzo a sud, Guardiagrele a est e Lettomanoppello a nord. I centri visita sono distribuiti su tutti i versanti: a Lama dei Peligni (Museo Naturalistico Arqueologico con diorami sul camoscio), Caramanico Terme (sezioni naturalistica e arqueologica), Palena (Museo dell'Orso Marsicano), oltre a strutture a Campo di Giove, Fara San Martino, Serramonacesca, Roccarmorice e Pacentro. Il collegamento ferroviario utilizza la linea Roma–Sulmona–Pescara di Trenitalia (TI), con stazioni a Sulmona, Pratola Peligna, Corfinio, Popoli, Bussi, Tocco–Castiglione e Caramanico; la linea Sulmona–Carpinone serve i comuni del versante sud-ovest (Cansano, Campo di Giove, Palena, Rivisondoli–Pescocostanzo). Il trasporto locale è gestito da autobus TUA Abruzzo. L'aeroporto più vicino è quello di Pescara (Aeroporto internazionale d'Abruzzo).

Introduzione

Il Parco Nazionale della Majella si estende nel cuore dell'Appennino centrale abruzzese, nelle province di L'Aquila, Chieti e Pescara, per una superficie di 740,95 km² distribuita su trentanove comuni. Istituito ai sensi della Legge quadro 6 dicembre 1991, n. 394, con l'ente parco costituito con D.P.R. del 5 giugno 1995, è uno dei tre parchi nazionali dell'Abruzzo. Si raccoglie compatto attorno al grande massiccio calcareo-dolomitico della Majella, al contiguo Morrone a ovest, ai Monti Pizzi e al Porrara a est, fino agli Altipiani Maggiori d'Abruzzo a sud-ovest. Il Monte Amaro (2.793m) è la seconda vetta più alta dell'Appennino italiano. Dal 22 aprile 2021 il parco è Geoparco Mondiale UNESCO — "Majella Geopark" — per la rilevanza internazionale della sua geodiversità: i calcari del massiccio registrano 140 milioni di anni di sedimentazione in un mare tropicale poco profondo, in un'ambientazione che assomigliava all'attuale arcipelago delle Bahamas. La Majella è nota come "la montagna madre" dell'Abruzzo e custodisce una concentrazione di eremi e luoghi di culto rupestri unica nell'Appennino, legata all'eremitismo celestiniano del XIII secolo

Descrizione

Il massiccio della Majella è geologicamente tra i più singolari dell'Appennino: i suoi calcari — depositati sul fondo di un mare tropicale poco profondo tra 140 e 7 milioni di anni fa — costituiscono una delle poche piattaforme carbonatiche al mondo osservabile in affioramento nella sua completezza stratigrafica, da cui l'importanza scientifica che ha motivato il riconoscimento di Geoparco UNESCO. L'orogenesi è recente (Pliocene, circa 5 milioni di anni fa). Il massiccio si caratterizza per l'elevata montuosità: il 55% del territorio si trova a quota superiore ai 2.000m, con sessanta vette, trenta delle quali superano i 2.000m. Le cime principali del gruppo della Majella sono il Monte Amaro (2.793m), la Cima delle Murelle (2.598m) e il Pizzone (2.458m); il Morrone culmina a 2.061m. L'architettura del massiccio è caratterizzata da vasti altopiani sommitali dolcemente modellati dai ghiacciai quaternari — tra cui spicca il pianoro di Femmina Morta — e da versanti asimmetrici: il lato orientale è inciso da una serie di canyon tra i più lunghi d'Italia, come la Val Mandrelle–Santo Spirito e la Val Taranta, mentre il versante occidentale si presenta più aperto verso le conche di Sulmona e Caramanico. Il fiume Orta separa la Majella dal Morrone formando un canyon profondo nel tratto tra Bolognano e San Valentino.

La flora del parco conta oltre 2.100 specie e sottospecie, corrispondenti a circa il 30% della flora italiana e al 17% di quella europea — un terzo dell'intera flora italiana per una sola area protetta. Centoquarantadue sono gli endemismi; di questi, cinque sono esclusivi del parco: la soldanella del calcare, il fiordaliso della Majella (Centaurea majellensis), la pinguicola di Fiori (Pinguicula fiorii), la radicchiella della Majella e il ranuncolo multidentato. Molte entità della flora portano l'epiteto specifico majellensis, segno che la Majella costituisce il locus classicus — il luogo di raccolta del campione tipo — di decine di specie descritte qui per la prima volta dalla scienza. Le faggete (Fagus sylvatica) coprono i versanti tra i 1.000 e i 1.800m; sui crinali e oltre i 1.800m si estende il pino mugo (Pinus mugo), specie tipica di ambienti nord-europei con la stazione più meridionale dell'Appennino; alle quote più basse prevalgono querceti misti di roverella, cerro, carpino nero e orniello. Nel Bosco di Sant'Antonio a Pescocostanzo si trovano esemplari di faggi ultrasecolari, tra cui il celebre "faggio a candelabro" di oltre 600 anni.

La fauna è tra le più ricche dell'Appennino. Il parco ospita il nucleo di orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus) più importante presente al di fuori del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise: i monitoraggi del 2019 hanno confermato almeno 15 esemplari tra stabili e erratici, con femmine riproduttive. Il camoscio appenninico (Rupicapra pyrenaica ornata) — reintrodotto nel 1991 con esemplari dal Parco d'Abruzzo — conta oggi oltre 1.500 capi nel 2021, la popolazione più importante della specie. Il lupo appenninico (Canis lupus italicus) e la lontra (Lutra lutra) sono presenti nei settori più integri. L'avifauna conta oltre 200 specie, con il picchio dorsobianco (Dendrocopos leucotos) — tra le poche popolazioni italiane — e il piviere tortolino (Charadrius morinellus), specie tipica della tundra scandinava che nell'Europa mediterranea nidifica esclusivamente nelle pietraie d'alta quota della Majella: la presenza qui è di rilevanza internazionale. Il lanario (Falco biarmicus), l'aquila reale (Aquila chrysaetos) e il gufo reale (Bubo bubo) completano il quadro dei grandi rapaci. Tra i rettili si segnala la vipera dell'Orsini (Vipera ursinii), rarissimo endemismo appenninico che vive nelle praterie d'alta quota.

La Majella è frequentata dall'uomo sin dall'inizio del Paleolitico, circa 800.000 anni fa, come testimoniano i giacimenti di Homo erectus. Le pitture rupestri della Grotta dei Piccioni nella Valle del fiume Orta documentano la presenza di cacciatori del Paleolitico e del Neolitico. L'eremitismo è il fenomeno culturale più caratteristico della montagna: sin dall'Alto Medioevo monaci e anacoreti cercarono nella Majella rifugio e ispirazione, scavando eremi nelle pareti rocciose e nelle grotte. Fra' Pietro da Morrone — vissuto come eremita sul Morrone e fondatore dell'Ordine dei Celestini nel 1254, poi diventato papa Celestino V nel 1294 e abdicatario pochi mesi dopo — è la figura che più di ogni altra ha connotato spiritualmente il paesaggio della Majella. Gli eremi celestiniani sono tra i siti storici più visitati del parco: Sant'Onofrio al Morrone, San Pietro al Morrone, Santo Spirito a Majella, San Bartolomeo di Legio, San Giovanni all'Orfento e l'Abbazia di San Liberatore a Maiella. Lungo la Grotta del Cavallone a Taranta Peligna — raggiungibile con funivia — Gabriele D'Annunzio ambientò una scena della tragedia "La figlia di Iorio" (1904). I cammini del parco includono il Cammino di Celestino e il Cammino degli Eremi Rupestri; le cinque stazioni sciistiche (Passolanciano–Maielletta, Passo San Leonardo, Pescocostanzo, Pizzoferrato-Gamberale, Campo di Giove) rendono il parco frequentato tutto l'anno.

Informazioni

Dati generali

Tipologia: Parco Nazionale; Geoparco Mondiale UNESCO (dal 22 aprile 2021 — "Majella Geopark")
Anno di istituzione: 1991 (Legge 6 dicembre 1991, n. 394); ente parco: D.P.R. 5 giugno 1995 (G.U. n. 181 del 4 agosto 1995); D.M. 4 dicembre 1992 (perimetrazione provvisoria); Geoparco Mondiale UNESCO: 22 aprile 2021
Organismo di gestione: Ente Parco Nazionale della Majella
Ente di riferimento: Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica
Superficie: 740,95 km²
Altitudine minima: 130m
Altitudine massima: 2.793m
Maggior elevazione: 2.793m – Monte Amaro (Palena CH / Lama dei Peligni CH)
Regione/i: Abruzzo
Province: Chieti · L'Aquila · Pescara
Comuni interessati — Provincia di Chieti (CH): Casoli – Civitella Messer Raimondo – Fara San Martino – Gessopalena – Guardiagrele – Lama dei Peligni – Lettopalena – Montenerodomo – Palena – Pennapiedimonte – Pizzoferrato – Pretoro – Rapino – Taranta Peligna
Comuni interessati — Provincia di L'Aquila (AQ): Campo di Giove – Cansano – Pacentro – Pescocostanzo – Pratola Peligna – Rivisondoli – Roccaraso – Sant'Eufemia a Maiella – Sulmona – Tocco da Casauria [da verificare: lista 39 comuni completa]
Comuni interessati — Provincia di Pescara (PE): Abbateggio – Bolognano – Caramanico Terme – Lettomanoppello – Manoppello – Roccamorice – San Valentino in Abruzzo Citeriore – Sant'Eufemia a Maiella – Serramonacesca
Sito web ufficiale: https://www.parcomajella.it

Punti di interesse

Territorio

Beni culturali

OspitalitĂ  montana

Magazine

Itinerari

Itinerari per attivitĂ 

Collections