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Parco dell’Alta Murgia

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Ultima visita: 02/04/2026

Accesso

Il Parco Nazionale dell'Alta Murgia è accessibile principalmente attraverso l'autostrada A14 Bologna–Bari, con uscite ai caselli di Trani, Molfetta, Bitonto, Bari-Nord, Bari-Sud e Gioia del Colle, da cui si dipartono le principali direttrici verso i comuni dell'altopiano. Dal versante barese, la strada statale SS96 collega Bari ad Altamura e Gravina in Puglia — sede dell'ente gestore — attraversando la parte meridionale del parco; la strada provinciale SP231, denominata Andriese-Coratina, raggiunge i comuni del versante nord-occidentale dell'altopiano passando per Corato, Ruvo di Puglia e Andria. Dal versante lucano e calabrese, l'accesso avviene tramite le strade statali SS96, SS97 e SS99. L'aeroporto di riferimento è il Karol Wojtyła di Bari Palese, distante circa 45km da Altamura e 60km da Gravina in Puglia; dall'aeroporto si raggiungono i comuni del parco con i treni delle Ferrovie Appulo Lucane (FAL) verso Altamura e Gravina in Puglia, o tramite le linee Ferrotramviaria verso Bitonto, Ruvo di Puglia, Corato e Andria. Con Trenitalia (TI) è raggiungibile la stazione di Gioia del Colle, sulla linea Bari–Taranto, da cui proseguono linee di autobus regionali verso Santeramo in Colle, Altamura, Gravina, Poggiorsini, Spinazzola e Minervino Murge. Non è previsto un ingresso delimitato al parco: l'altopiano è percorribile da tutti i punti d'accesso dei tredici comuni inclusi nel perimetro. La sede dell'Ente Parco e il principale punto informativo si trovano a Gravina in Puglia, in via Firenze 10.

Introduzione

Il Parco Nazionale dell'Alta Murgia si estende nell'entroterra pugliese, nelle province di Bari e Barletta-Andria-Trani, occupando la parte nord-occidentale dell'altopiano delle Murge ad altitudini comprese tra 300m e 686m. Istituito con Decreto del Presidente della Repubblica del 10 marzo 2004 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 1° luglio 2004, il parco copre una superficie di circa 680,77 km² e include i territori di tredici comuni. Dal settembre 2024 è riconosciuto come Geoparco Mondiale UNESCO, il dodicesimo in Italia, per la qualità eccezionale del suo patrimonio geologico. Il parco tutela la principale area substeppica della penisola italiana, un sistema carsico su substrato calcareo cretaceo privo di corsi d'acqua permanenti e caratterizzato da doline, inghiottitoi e puli, dove la vegetazione erbacea xerofila si alterna a lembi di querceto e alla fitta trama di manufatti rurali che documentano millenni di presenza umana.

Descrizione

L'altopiano delle Murge nord-occidentali che costituisce il nucleo del parco è una struttura tabulare allungata in senso appenninico, delimitata sul margine sud-orientale da una scarpata marcata e degradante verso il basso Adriatico in direzione nord-est. La geologia del territorio è dominata dai calcari compatti dell'unità del Calcare di Bari e di Altamura, formazione del Cretaceo risalente a circa 130 milioni di anni fa con spessore fino a 3.000m, ricoperta in parte da calcareniti pleistoceniche. L'assenza di un reticolo idrografico superficiale permanente, conseguenza della permeabilità del substrato, orienta le acque meteoriche verso sistemi di drenaggio sotterraneo che alimentano le falde acquifere carsiche. Le manifestazioni superficiali del carsismo sono tra le più evidenti e caratterizzanti dell'area: il Pulo di Altamura è una dolina carsica di circa 500m di diametro e oltre 90m di profondità; il Pulicchio di Gravina raggiunge i 100m di profondità; la Gravina di Gravina in Puglia è un canyon inciso dal torrente nel margine sud-occidentale dell'altopiano, segnando il confine tra il parco e la città. Le quote più elevate si trovano nelle Murge nord-occidentali, con il Monte Caccia a 680m e Torre Disperata a 686m; il settore meridionale delle Murge sud-orientali non supera invece i 500m.

La vegetazione dell'altopiano riflette millenni di trasformazione antropica, che ha profondamente ridotto la copertura forestale originaria sostituendola con colture cerealicole, pascoli e rimboschimenti a conifere. Nelle aree meno alterate permangono lembi di foresta di roverella (Quercus pubescens), fragno (Quercus trojana), quercia spinosa, leccio (Quercus ilex) e cerro, con sottobosco a caprifoglio, biancospino, mirto (Myrtus communis) e lentisco (Pistacia lentiscus). Il Bosco di Acquatetta, tra i comuni di Minervino Murge e Spinazzola, con 1.083 ettari è il bosco più esteso della provincia di Barletta-Andria-Trani e uno dei maggiori della Puglia; ospita esemplari di roverella sviluppatisi spontaneamente e specie mediterranee come quercia spinosa e leccio. Nelle distese steppiche e nei pascoli rocciosi, la vegetazione erbacea appartiene principalmente alle comunità dei Festuco-Brometalia e delle steppe mediterranee del Thero-Brachypodietea, entrambe habitat prioritari ai sensi della Direttiva Habitat dell'Unione Europea. In primavera le praterie si arricchiscono delle fioriture di asfodelo (Asphodelus sp.), ferula e di oltre trenta specie di orchidee selvatiche dei generi Serapias, Orchis e Ophrys, tra cui la rarissima Ophrys murgiana, di recente scoperta e descrizione scientifica.

La fauna conta oltre 130 specie di vertebrati. La specie simbolo del parco è il falco grillaio (Falco naumanni), che nidifica in colonie nelle gravine di Altamura e Gravina in Puglia con la popolazione italiana più numerosa e tra le più consistenti d'Europa; il parco coincide in larga parte con il Sito di Importanza Comunitaria istituito specificamente per proteggere questo rapace e l'habitat steppico di cui è indicatore. Tra gli altri rapaci diurni figurano l'aquila reale (Aquila chrysaetos), il nibbio reale (Milvus milvus), il biancone (Circaetus gallicus), la poiana e l'albanella minore; tra i notturni il barbagianni (Tyto alba), la civetta, l'allocco e il gufo comune. Il lupo appenninico (Canis lupus italicus), localmente estinto nella seconda metà del Novecento, ha ripreso a frequentare stabilmente il territorio a partire dagli anni Duemila, favorito dalla ricolonizzazione del cinghiale come preda principale. Nelle rare zone umide presenti al margine del parco nidifica l'airone cenerino (Ardea cinerea) e si segnalano diverse specie di uccelli migratori. Tra gli anfibi si trovano il discoglosso dipinto (Discoglossus pictus) e il tritone italiano (Lissotriton italicus).

Il territorio del parco conserva una stratificazione di presenze umane che copre un arco di oltre centomila anni. Nella grotta di Lamalunga, a Altamura, nel 1993 fu rinvenuto lo scheletro parzialmente mineralizzato di Homo neanderthalensis noto come Uomo di Altamura, datato a oltre 130.000 anni e tra i più completi al mondo per questa specie. Nella stessa dolina del Pulo di Altamura sono stati rinvenuti resti faunistici del Pleistocene. La presenza umana continuativa è documentata dalle chiese rupestri e dai villaggi ipogei realizzati tra il IX e il XIV secolo lungo lame, gravine e solchi torrentizi, dalla tradizione monastica basiliana che ha segnato la prima fase della medievalizzazione del territorio, e dalla fitta rete di masserie in pietra — alcune con caratteri di fortezza — di jazzi per la sosta del bestiame transumante, di neviere, cisterne e specchie. Gli antichi tratturi della transumanza pugliese attraversano l'altopiano connettendo i pascoli estivi dell'Appennino con quelli invernali della Puglia, e le loro tracce sono ancora riconoscibili nel paesaggio. A dominare i vertici dell'altopiano si trovano i castelli normanni di Gravina e del Garagnone; su uno sperone che emerge dalla pianura murgiana si erge Castel del Monte, fortezza ottagonale voluta da Federico II di Svevia nel XIII secolo, riconosciuta Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO nel 1996. Il parco nazionale è stato istituito dal D.P.R. del 10 marzo 2004 ai sensi della legge n. 426 del 9 dicembre 1998, che aveva previsto l'istituzione di nuove aree protette nazionali.

Dal punto di vista della fruizione, il parco offre una rete di ciclovie tematiche — tra cui i percorsi Castelli in Aria, Costone Murgiano, Foresta di Murgia, Spazi Infiniti e Tracce nella Roccia — che collegano i comuni dell'altopiano percorrendo strade rurali, tratturi e paesaggi di pietra. I principali centri di visita e strutture culturali presenti nel perimetro del parco comprendono il Museo Archeologico Nazionale di Altamura, il Centro Lamalunga per la valorizzazione dell'Uomo di Altamura, il Museo Fondazione Ettore Pomarici Santomasi di Gravina in Puglia, il Museo Jatta di Ruvo di Puglia e il parco archeologico di Botromagno a Gravina. Le attività di monitoraggio scientifico riguardano in particolare il falco grillaio, le orchidee endemiche, la ricolonizzazione del lupo e la caratterizzazione idrogeologica del sistema carsico.

Informazioni

Dati generali

Tipologia: Parco Nazionale; Geoparco Mondiale UNESCO (dal settembre 2024)
Anno di istituzione: 2004 (D.P.R. 10 marzo 2004); riconoscimento UNESCO Geopark: 2024
Organismo di gestione: Ente Parco Nazionale dell'Alta Murgia
Ente di riferimento: Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica
Superficie: 680,77 km²
Altitudine minima: 300m
Altitudine massima: 686m
Maggior elevazione: 686m – Torre Disperata (Minervino Murge)
Regione/i: Puglia
Provincia/e: Bari – Barletta-Andria-Trani
Comuni interessati: Altamura – Andria – Bitonto – Cassano delle Murge – Corato – Gravina in Puglia – Grumo Appula – Minervino Murge – Poggiorsini – Ruvo di Puglia – Santeramo in Colle – Spinazzola – Toritto
Sito web ufficiale: https://www.parcoaltamurgia.gov.it

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