Locande Ospizi Alberghi

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Ritratto di maurizio
maurizio

La quantità di informazioni che questo volumetto fornisce è inversamente proporzionale alla sua taglia: un formato tascabile (per cui il nome della collana) per un libro zeppo di notizie storiche.

L'ambizioso progetto di spaziare con la ricerca su tutto l'arco alpino ha costretto l'autrice ad un'ampia premessa storico-politica, necessaria per inquadrare tutto lo scenario presente intorno all'arco alpino nel XVII secolo. Per questo motivo ci sentiamo di consigliare la lettura di questo lavoro agli studenti alle prese con quel determinato periodo storico: abbassare la prospettiva dai grandi scacchieri internazionali, oggetto della manualistica scolastica, al territorio a noi più prossimo, aiuta molto la comprensione dei problemi e soprattutto avvicina alla materia: quella Storia che da sempre sentiamo ripetere essere maestra di vita.
Storia e Geografia non sono materie legate solo dai programmi scolastici: la conformazione del territorio condiziona i rapporti tra gli uomini, riproponendo nei secoli sempre gli stessi conflitti e comunioni di interessi. Uno dei punti cardine dell'intero sistema delle relazioni politiche e commerciali furono i colli (oggigiorno il tema si ripropone con la loro versione tecnologica: i trafori). Se per le popolazioni autoctone essi furono e rimangono elementi di unione, per i governi, sovente lontani o stranieri, essi furono un elemento di separazione, un oggetto di contesa, ma anche una necessità per il proprio sviluppo economico.
L'organizzazione delle vie di comunicazione tra i due versanti delle Alpi passava dunque anche dall'efficienza di tutta una serie di rifugi, dapprima di nascita spontanea e religiosa, poi programmati con spirito imprenditoriale, come le stazioni di posta. Il loro utilizzo, poi, è dipeso dalle circostanze: ora insostituibile tappa di ristoro per il viandante e per il mercante, ora aiuto fondamentale per un'intera armata, come nel caso emblematico di Napoleone sul Gran San Bernardo.
Le curiosità e le osservazioni che l'autrice ci fornisce sono innumerevoli, specialmente per quanto riguarda l'area retica: sicuramente a diversi lettori si presenterà uno spunto interessante per poter proporre in futuro una propria tesi o la loro personale ricerca. Resta insoddisfatto, però, il desiderio un apparato di note che possa facilitare la propensione ad un ulteriore approfondimento. Probabilmente una simile scelta è dovuta alla veste tipografica, che già così sfiora le 200 pagine e che, altrimenti, avrebbe raggiunto proporzioni esagerate.