LO SCARPONE in anteprima (gennaio 2009)

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Novità di gennaio

Per tenere alta l'attenzione sul problema degli incidenti causati dalle valanghe, che nel “ponte” dell’Immacolata hanno assunto proporzioni allarmanti con cinque vittime tutte considerate esperte, domenica 18 gennaio si terrà una giornata nazionale di sensibilizzazione e prevenzione sull’argomento. Ne dà l’annuncio il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico che da anni promuove questa iniziativa nell’ambito del progetto Sicuri in montagna, soprattutto in Lombardia con la collaborazione delle Scuole di scialpinismo, del Servizio valanghe italiano del CAI e della Società alpinistica FALC di Milano. Il 18 gennaio in varie località ci saranno momenti di coinvolgimento aperti a tutti gli appassionati, sciatori ed escursionisti. Per conoscere le iniziative e le località interessate, consultare i siti web di riferimento che saranno puntualmente aggiornati: www.sicurinmontagna.it - www.cai.it - www.falc.net

Indice

• Iscrizioni: il Club Alpino Italiano in continua crescita
• Verso gli Stati generali della gioventù
• Auguri a Cassin, papà di tutti gli alpinisti
• Nuove iniziative contro motoslitta selvaggia
• Orso no problem? La problematica convivenza con il plantigrado
• In rifugio, sotto una bolla di vetro
• Ritrovata una targa sulla scalata di Quintino Sella al Monviso

Iscrizioni: il Club Alpino Italiano in continua crescita

Confermato decisamente in crescita anche nel 2008 l’andamento delle iscrizioni al Club Alpino Italiano. Già al 20 novembre infatti, a quanto riferisce il notiziario ufficiale Lo Scarpone, i soci hanno superato quota 308.000, contro i 305.306 registrati alla fine del 2007. Il trend di crescita più significativo è pilotato dal centro sud: la Puglia guida con un + 27%, seguita dal Molise (+ 13%), Calabria e Lazio (rispettivamente + 9% e + 6%). Al nord si confermano il Trentino-SAT (+ 3%), la Lombardia e il Veneto (rispettivamente +1%). E’ importante segnalare che, tenendo conto della congiuntura economica e del periodo delicato che sta attraversando l’associazionismo in generale, la previsione fatta per il 2008 è stata ampiamente superata a testimonianza ancora una volta della solidità del CAI.

Verso gli Stati generali della gioventù

Le problematiche del CAI nei confronti dei mondi giovanili già messe a fuoco al 98° Congresso nazionale di Predazzo vengono analizzate in un dossier sullo Scarpone sotto varie angolature, in vista degli Stati generali della gioventù che verranno convocati il prossimo autunno: dagli accordi in corso con lo scoutismo dai quali potranno scaturire iniziative per favorire la frequentazione delle montagne italiane, all’impegno di uno storico Sodalizio come la XXX Ottobre di Trieste per coinvolgere i giovani over 18, dalla decisione della Sezione di Milano di favorire i soci ordinari fino a trent’anni applicando le quote minime d’iscrizione imposte dalla Sede centrale agli accordi della Sezione di Bergamo con l’UNICEF per “aiutare i giovani a scalare il futuro”, dalla classifica dei club alpini europei più “giovani” alla realtà dell’Alpinismo giovanile di cui viene fornito un quadro aggiornato. E in più nelle pagine del notiziario ufficiale del CAI un’approfondita analisi viene dedicata ai programmi realizzati in collaborazione con il Ministero della Pubblica istruzione.

Auguri a Cassin, papà di tutti gli alpinisti

La comunità alpinistica internazionale si stringe venerdì 2 gennaio attorno a Riccardo Cassin, “papà di tutti gli alpinisti”, che quel giorno compirà a Lecco cent’anni. Gli auguri più affettuosi vengono rivolti al grande vecchio dal presidente degli alpinisti accademici (di cui Cassin fa parte) Giacomo Stefani, medico di Brescia, che svolse il suo apprendistato alpinistico quarant’anni fa proprio sotto la guida di Cassin. “Riccardo poi non ho avuto molto modo di frequentarlo”, scrive Stefani, “sono andato via presto da Lecco e solo in qualche convegno dell’Accademico, al quale portava la sua grande esperienza e personalità, ho avuto la fortuna di rivederlo. Ma salire le sue vie alle Jorasses, al Badile, alla Torre Trieste è stato come incontrarlo tante volte. Grazie Riccardo per quello che mi hai insegnato. Grazie anche da tutto l’Accademico che ti ha sempre considerato come punto di riferimento.
E tanti auguri, di cuore, per questo compleanno altrettanto straordinario”. Curiosamente a rivolgere un messaggio augurale a Cassin dalle pagine del notiziario è anche una nota attrice, Lucilla Morlacchi, premio Duse nel 1990, protagonista sulle scene del “Diavolo e il buon Dio” di Jean-Paul Sartre con lo Stabile di Genova. Una mattina degli anni Settanta tra le “sue” Grigne Riccardo la legò alla propria corda. Giovane, spigliata, grandi occhi neri illuminati da un’inesauribile curiosità, pur di essere puntuale all’appuntamento con il mito dell’alpinismo, la Morlacchi quel giorno disertò gli studi televisivi di corso Sempione. “E’ stata un’esperienza straordinaria”, ricorda oggi la Morlacchi. “Mi colpì la dolcezza di Cassin. Purtroppo quell’incontro non ebbe un seguito e oggi ho un rammarico: non essere mai riuscita ad andare in montagna in modo serio e consapevole come lui voleva. Ma per fare alpinismo bisogna disporre di molto tempo, e soprattutto dimostrarsi severi con se stessi. In quegli anni io il tempo lo consumavo tutto sulle tavole del palcoscenico e il teatro rappresentava per me la montagna: una montagna immensa che giorno per giorno scalavo con tanta fatica e sacrificio”.

Nuove iniziative contro motoslitta selvaggia

Con le prime nevi si ripresenta nelle nostre vallate il problema di “motoslitta selvaggia”, ferme restando le difficoltà di far rispettare delibere e regolamenti sulla circolazione di questi mezzi motorizzati. Il problema, a quanto riferisce il notiziario Lo Scarpone, è allo studio del Comitato permanente della Convenzione delle Alpi. Su proposta del segretario generale Marco Onida verrà infatti fatta luce sulla regolamentazione esistente, comparando quelle dei vari paesi alpini. Lo studio, che riguarda anche il problema dell’eliski, sarà presentato in marzo alla Conferenza dei ministri. Ma intanto una notevole iniziativa contro “motoslitta selvaggia” è stata presa dall'amministrazione di Bienno, comune confinante con il Parco dell'Adamello nella media Valle Camonica, approvando un'ordinanza che vieta l'uso delle motoslitte per scopo ludico sul suo affascinante territorio. La spinta decisiva l’ha data il tragico incidente avvenuto l’anno scorso in gennaio presso il vicino Dosso dei Galli, quando una carovana di dieci motoslitte, incurante delle pessime condizioni niveometeorologiche, è stata travolta da una valanga che ha causato quattro morti. Proprio la presa di posizione forte e netta del CAI, in particolare delle sezioni di Cedegolo e di Breno, ha avuto un ruolo determinante: l'amministrazione di Bienno, constatato che gli iscritti al CAI sul territorio sono alcune centinaia contro solo due richiedenti permesso ufficiale per le motoslitte – il che prova che il passaggio continuo di decine di mezzi, quasi tutti "forestieri", avviene contro l'interesse di gran parte dei cittadini – ha saggiamente emanato la nuova normativa. “Un gesto coraggioso, considerate le esplicite pressioni contrarie di importanti politici sostenitori dei centauri”, è il commento sullo Scarpone dello scrittore ed esploratore Franco Michieli, ambientalista e garante di Mountain Wilderness.

Orso no problem? La problematica convivenza con il plantigrado

Rappresenta davvero un problema per gli escursionisti la presenza dell’orso bruno nelle montagne trentine e ora, a quanto sembra, in quelle venete, trentine e friulane-giuliane? Una lettera sul notiziario Lo Scarpone solleva il problema degli incontri non a tutti graditi anche se assai sporadici con il plantigrado. “Quando vado in montagna voglio poterlo fare con serenità”, scrive il lettore. “Ma quello che oltre a non starmi bene mi dà anche fastidio è la pretesa di chi cerca di convincerci che l’orso non è affatto pericoloso, basta non arrivargli alle spalle in silenzio, nel qual caso possono attaccare, mentre se l’arrivo è preceduto da rumori o suoni non c’è da preoccuparsi. Inoltre la presenza dell’orso può avere risvolti negativi su turismo, agricoltura e allevamento”. Al lettore replica Claudio Groff del Servizio Foreste e Fauna Provincia Autonoma di Trento precisando che “non esiste alcun grosso problema legato alla presenza dell'orso; certo non mancano conflittualità, come succede ovunque siano presenti popolazioni di orso, ma le soluzioni alle quali si lavora giorno per giorno, con dedizione, sono volte a favorire la coesistenza con l'uomo sulle nostre montagne; è un percorso non facile ma che un po’ alla volta sta dando i propri frutti. Quanto alla decisione di mantenere l'orso sulle Alpi (non di reintrodurlo), l'iniziativa è partita dal Parco Adamello Brenta (PNAB) al quale si sono poi affiancate la Provincia autonoma di Trento (P.A.T.) e l'Istituto nazionale per la fauna selvatica (INFS). Le regioni vicine sono state sentite sia prima che dopo la fase dei rilasci. Prima, tramite accordi scritti con le province confinanti (promossi dal PNAB), dopo sulla base del "Piano d'azione interregionale per la Conservazione dell'orso nelle Alpi Centro-orientali - 2007 (PACOBACE), firmato da tutte le regioni, dal Friuli alla Lombardia, Veneto compreso”.

In rifugio, sotto una bolla di vetro

Il progetto preliminare del nuovo rifugio Torino al Monte Bianco è stato presentato al Monte dei Cappuccini il 20 novembre, presenti Daniela Formica presidente del CAI Torino, Erica Ribetti, Antonio Ingegneri e Marco Massari progettisti, e le alte cariche del Sodalizio: il presidente generale Annibale Salsa e i vicepresidenti generali Valeriano Bistoletti, Umberto Martini e Goffredo Sottile. La struttura si preannuncia decisamente innovativa anche sotto l’aspetto ambientale, come precisa il notiziario Lo Scarpone attingendo alle note vergate nel 2012 da un visitatore in un immaginario libro del rifugio. “Dalla nuova stazione di arrivo a Punta Helbronner”, scrive il visitatore, “prendo l’ascensore che discende nel pilone di fondazione in calcestruzzo e attraverso un tunnel mi porta sull’ampia terrazza di arrivo del nuovo, nuovissimo rifugio Torino. Questa terrazza al cospetto del Monte Bianco è un porto di mare: a tutte le ore si avvicendano alpinisti o semplici visitatori venuti ad ammirare il magnifico panorama. All’ingresso mi viene assegnato un badge per lasciare gli scarponi in un apposito armadietto, accedere a una confortevole camera ai piani bassi, e mettere i vestiti bagnati in un essiccatoio. Prima di svuotare lo zaino non resisto però alla tentazione di farmi un giro per il nuovo rifugio, attratto dalla luce che attraverso ampie finestre si proietta verso le terrazze affacciate sul meraviglioso panorama. Scopro allora che il rifugio è contenuto in un involucro trasparente, una bolla di vetro, e che una serie di spazi che avevo immaginato esterni sono in realtà protetti, riscaldati dalla radiazione solare e allo stesso tempo immersi nell’ambiente circostante...”.

Ritrovata una targa sulla scalata di Quintino Sella al Monviso

Un frammento di storia del CAI è riaffiorato a sorpresa in un piccolo centro della Val Varaita (CN), a quanto informa il Gruppo regionale del Piemonte. Si tratta di una targa di marmo commemorativa per il 60° anniversario (1923) della prima salita Italiana al Monviso del 1863 da parte dei fondatori del Club Alpino Italiano (Quintino Sella, Giovanni Baracco, Paolo e Giacinto di Saint Robert), in custodia presso un deposito del Comune di Pontechianale (Valle Varaita). A venirne a conoscenza sono stati alcuni soci della Sezione di Alba. Dopo un sopralluogo si è appurato che la targa è rotta in più punti, ma grazie a un idoneo restauro e con la collaborazione del Comune di Pontechianale si è stabilito, a quanto riferisce Lo Scarpone, che l’importante cimelio sarà collocato nel luogo ritenuto più adatto.

38° Premio Itas del libro di montagna

Intitolato a Mario Rigoni Stern il "Cardo d'oro" 2009
Sarà intitolato a Mario Rigoni Stern il Premio più significativo del Premio ITAS del Libro di montagna che nel 2009 celebrerà la 38° edizione. Il “Cardo d‘oro” ricorderà a partire dall’edizione 2009 la figura e l’eredità di pensiero del grande scrittore da sempre vicino al prestigioso premio letterario, dal 1978 componente e successivamente Presidente della giuria fino alla sua scomparsa avvenuta lo scorso 16 giugno 2008.
Al premio letterario giunto alla 38° edizione possono partecipare le opere edite dal 1 gennaio al 31 dicembre 2008. E’ aperto a tutti gli scrittori italiani e stranieri viventi, i volumi in altra lingua devono essere tradotti in italiano. Le opere possono essere presentate sia dall’autore che dall’editore e dovranno pervenire al Gruppo ITAS (via Mantova 67 - 38100 Trento) in sette copie entro il 15 marzo 2009.
Le opere presentate entro questa data saranno esaminate e classificate dalla giuria così composta: Ulderico Bernardi, docente universitario e scrittore, Franco Giacomoni Presidente Sat, Alberto Papuzzi giornalista e alpinista, Annibale Salsa, docente universitario e scrittore, Gino Tomasi scrittore, direttore emerito del Museo tridentino di Scienze naturali di Trento, Joseph Zoderer scrittore, Luciana Povoli segretaria.
I Premi ITAS 2009 saranno consegnati nel corso di un’apposita cerimonia nell’ambito della 57° edizione del TrentoFilmfestival - montagna esplorazione avventura. L’edizione 2008 è stata vinta dal libro “Il tramonto delle identità nazionali” di Annibale Salsa (Priuli &Verlucca).
Informazioni: Segreteria Premio ITAS del libro di montagna Tel. 0461.891711.

Nr. 1 – gennaio 2009
La Rivista del Club Alpino Italiano
Lo Scarpone - Fondato nel 1931
Direttore responsabile: Pier Giorgio Oliveti
Coordinamento redazionale: Roberto Serafin
tel. 02 205723.1 fax 02 205723.201 e-mail loscarpone@cai.it