LO SCARPONE in anteprima (novembre 2009)

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Ente pubblico o libera associazione?

Continua sul notiziario Lo Scarpone il dibattito sul CAI: restare ente di diritto pubblico con l’attuale struttura o ritornare a configurarsi come libera associazione? Nella terza parte dello speciale dossier i contributi sono di Lodovico Sella, nipote di Quintino Sella fondatore del Sodalizio, Enrico Camanni, Luigi Gaido, Silvio Calvi, Gian Mario Giolito, Carlo Lucioni, Roberto de Martin.

Grazie alla SAT, salvo il Colbricon

Un nuovo progetto, una funicolare che collegherà San Martino di Castrozza a Passo Rolle, è stato accolto con viva soddisfazione da chi si era impegnato nella battaglia per la salvaguardia del Colbricon, zona di riserva integrale sulla quale si profilava in un primo tempo la minaccia di funi e cabine in nome di una mobilità integrata ma poco rispettosa dell’ambiente. Il successo riguarda in particolare la Società Alpinisti Tridentini (CAI-SAT) che il 21 febbraio aveva presentato denuncia alla Commissione europea per inadempimenti del diritto comunitario in seguito alla delibera del 30 dicembre della Giunta provinciale di Trento, che esprimeva valutazione positiva con prescrizioni in ordine alla compatibilità ambientale del progetto preliminare “Collegamento San Martino di Castrozza – Passo Rolle e sovrappasso sciatori a Passo Rolle”, proposto dal Consorzio impianti a fune San Martino Passo Rolle. Il progetto prevede ora, come precisa il notiziario Lo Scarpone, una funicolare lunga 3,9 km, di cui 2,5 in galleria, con una portata oraria di 1500 persone e un costo stimato di 38 milioni di euro.

La cordata centenaria degli studenti

In occasione del ventennale della sua sezione universitaria, la SUSAT, la Società Alpinisti Tridentini ha voluto rinsaldare i legami storici con l’ateneo che, per parte sua, ha presentato un progetto intitolato “Sport montagna e società” mettendo a disposizione spazi e risorse affinché la SUSAT torni a essere il “punto di riferimento per tutti gli studenti (anche quelli fuori sede) che vogliono conoscere e frequentare le bellissime montagne trentine”, come ha osservato il rettore Davide Bassi. Nel fascicolo di novembre dello Scarpone la cronaca delle tante iniziative legate all’annuale congresso della SAT la cui regia è stata assolta egregiamente dalla SUSAT nella persona del suo presidente Sandro Zanghellini, che ha presentato all’auditorium gremito del Centro Santa Chiara una suggestiva proiezione di fotografie della Valle dei Monzoni, una laterale della Val di Fassa, dove la sottosezione trentina gestisce fin dagli anni Sessanta il rifugio Taramelli, sede di vacanze lavoro e soggiorni di ricerca naturalistica per molti studenti.

Sicurezza: rischi e limiti della progressione “in conserva"

Per molti degli incidenti che hanno funestato l’estate alpinistica del 2009 un ritornello si è ripetuto in modo allarmante: "La scivolata di un componente ha trascinato via tutta la cordata provocando la morte di tutti gli alpinisti". La progressione in conserva, cioè senza adottare le normali procedure di assicurazione, può effettivamente rappresentare un suicidio se fatta senza criterio. Sulla base di quanto riportato nei recenti manuali del CAI dedicati a “Ghiaccio e misto” e “Roccia”, gli istruttori Giuliano Bressan e Claudio Melchiorri ribadiscono su Lo Scarpone che sono diverse le tecniche di progressione in conserva a seconda del tipo di terreno: progressione in “conserva lunga” (i componenti sono legati a 25-50 m), in “conserva media” (legati a 10 m), e “conserva corta” (a un paio di metri al massimo). Ciascuna di queste tecniche va applicata con grande attenzione e nelle condizioni appropriate per garantire le condizioni di massima sicurezza possibile.

UIAA, 75 anni tra luci e ombre

Per i più esperti la sigla UIAA è associata alle normative di sicurezza per i materiali per l’alpinismo, il marchio che si trova su corde, attrezzi, caschi. Ma quali altri meriti vanno attribuiti a questa organizzazione che raggruppa 82 associazioni nel mondo, compreso il Club Alpino Italiano? E quali vantaggi porta ai club che ne fanno parte e più in generale al mondo dell’alpinismo? E’ la prima delle dieci domande che la redazione ha posto, alla vigilia del congresso annuale di Porto (Portogallo) al valtellinese Stefano Tirinzoni, rappresentante del Club Alpino Italiano nell’Unione internazionale delle associazioni alpinistiche. “Purtroppo negli ultimi anni”, spiega Tirinzoni, “l’UIAA ha avuto una vita assai travagliata e le energie si sono disperse in contrasti e contrapposizioni sul tema delle competizioni in montagna; ora dopo avere deciso che non si occuperà delle competizioni (con la sola eccezione delle gare di arrampicata su ghiaccio) si è reinstaurato un clima di collaborazione e di coesione e si è impostato un modo nuovo di operare, sia degli organi direttivi sia delle commissioni, che lascia ben sperare per un futuro denso di iniziative e di crescita culturale”.

Montagne in libreria: l’hit parade dello Scarpone

Ogni mese una libreria specializzata presenta a turno su Lo Scarpone i tre libri di montagna più venduti e tre volumi particolarmente consigliati. Dopo la Libreria La Montagna (LS 5/09) e la Libreria Internazionale Hoepli (LS 6/09), la Libreria della Natura di Milano (LS 7/09), la Libreria Stella Alpina di Firenze (LS 8/09), la Libreria Grossi di Domodossola (LS 9/09), la Libreria Monti in città di Milano (LS 10/09) è la Libreria del Corso di Varese a indicare nel numero di novembre i tre libri più venduti (“Aria sottile” di Jon Krakauer, “Giorni di ghiaccio” di Marco Confortola e “I miei ricordi” di Walter Bonatti) e a consigliarne altri tre (“Le Alpi nella storia d' Europa” di Luigi Zanzi, “La montagna rivelata”, aavv e “Le forze della montagna” di René Desmaison).

Ghiacciai, funziona la “protezione attiva”?

La montagna ha la febbre. Purtroppo la tanta neve caduta l'inverno scorso è stata per i ghiacciai un toccasana temporaneo. Ma che cosa si può fare e si fa per rallentare l’agonia dei ghiacciai? Positivi sembrerebbero i risultati del primo esperimento italiano di “protezione attiva” di un ghiacciaio su una porzione del ghiacciaio Dosdè orientale nelle Alpi lombarde: secondo un rapporto, 115.000 sono stati i litri di acqua salvati grazie alla copertura sperimentale di geotessile effettuata, come riferisce Lo Scarpone, da un team di ricercatori del Comitato glaciologico italiano.

Valanghe di… limiti nella stagione invernale

"La libertà in montagna...sotto una valanga di limiti" è il titolo del convegno in programma sabato 21 novembre al Palamonti di Bergamo, moderatore l’avvocato Vincenzo Torti vicepresidente generale del CAI. L’incontro intende mettere a fuoco un tema di grandissima e scottante attualità: il problema delle sempre più frequenti norme e limitazioni che vorrebbero regolare l'acceso alla montagna. In questo specifico caso, si tratta della montagna innevata, ma tutto fa pensare che andando avanti, con la scusa della sicurezza a ogni costo, il fenomeno si allargherà inevitabilmente a tutte le forme di frequentazione della montagna. Il punto di partenza, come precisa sul notiziario lo Scarpone il Club Alpino Accademico Italiano che organizza il simposio insieme con la Commissione Nazionale Scuole di Alpinismo, Scialpinismo e Arrampicata libera, sono alcune recenti sentenze con condanne penali per "valanga colposa" e le leggi regionali, in particolare del Piemonte, che pongono limiti e obblighi ai frequentatori della montagna innevata.