Monte Cornacchia
Accesso
L’accesso escursionistico al monte cornacchia avviene prevalentemente dai centri di roseto valfortore e faeto, lungo strade secondarie che conducono ai valichi di dorsale. Le salite si sviluppano su piste forestali e sentieri di crinale con dislivelli medi compresi tra 300 e 450 metri e tempi di percorrenza tra 1.30 e 2.30 ore a seconda dell’itinerario scelto. La difficoltà è di tipo escursionistico (E), senza passaggi esposti o tratti tecnici. Nel periodo invernale possono essere presenti neve e ghiaccio, che richiedono equipaggiamento adeguato. Non vi sono restrizioni ambientali specifiche, ma l’area rientra in contesti forestali soggetti a regolamentazioni regionali in materia di tutela boschiva.
Introduzione
Il Monte Cornacchia, con i suoi 1.151 metri, rappresenta la massima elevazione della regione Puglia e dei monti dauni settentrionali. Si colloca lungo la dorsale appenninica che delimita il settore nord-occidentale della regione, in prossimità del confine con il Molise. La vetta assume un ruolo morfologico dominante nel paesaggio dei dauni, emergendo come sommità arrotondata all’interno di un sistema collinare-montano di quote moderate. Pur non presentando caratteristiche alpinistiche, riveste importanza escursionistica quale punto culminante regionale e nodo di collegamento tra i sentieri di crinale dell’Appennino meridionale.
Descrizione
La morfologia del Monte Cornacchia è tipica delle dorsali appenniniche a struttura flysch e calcarenitica, con versanti ampi e pendenze regolari. La cima si presenta tondeggiante e priva di pareti rocciose significative, inserita in un contesto prevalentemente boschivo con alternanza di faggete e querceti. I crinali circostanti si sviluppano con andamento sinuoso, raccordandosi verso sud con le alture di faeto e verso nord-est con il bacino del fortore.
Dal punto di vista geologico il rilievo è costituito da successioni sedimentarie marine dell’Appennino campano-lucano, modellate da processi erosivi fluviali e gravitativi. L’assenza di morfologie aspre conferisce alla vetta un profilo morbido, coerente con l’orografia dei monti dauni.
Il panorama dalla sommità si estende sull’alta valle del fortore, sulle ondulazioni dei dauni e, nelle giornate limpide, verso il Molise interno e il Tavoliere delle Puglie. La posizione isolata rispetto alle quote circostanti ne accentua la funzione di punto di riferimento territoriale.