Alpe Seura

Ritratto di maria grazia s
maria grazia s
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Data rilievo: 
9/05/2008
Difficoltà: 
T2
Quota di partenza: 
814 m
Quota di arrivo: 
1 544 m
Dislivello: 
730 m
Tempo di salita o complessivo*: 
2h35'
Tempo di discesa: 
1h15'

Introduzione

L'itinerario si svolge in una zona fino a 50 anni fa abitata. Tutta l'area era solcata da sentieri e mulattiere, me ne son resa conto nei tentativi di ritrovare quello segnalato da Zavatta per raggiungere Montagne Verdoyen. Purtroppo i sentieri non sono frequentati da anni, i pochi segni che c'erano sono spariti, i cartelli che segnalavano i bivi, presenti lo scorso anno, sono scomparsi, il che rende abbastanza incerto il procedere. si arriva a Fornelle, dove alcune case sono in fase di ristrutturazione, c'è una fontana funzionante e una bella vasca in pietra scavata in un solo pezzo. Intorno, in primavera, dai primi di maggio alla fine, secondo l'andamento atmosferico, centinaia di asfodeli dalle lunghe spighe bianche. Sopra Fornelle, oltre il col Vert, servito da una interpoderale che sale dai pressi della rocca di Verres, anch'essa interdetta al traffico da un certo punto in poi, c'e il bellissimo villaggio di Prà Usse, e oltre, l'alpe Seura, dalla quale si gode uno splendido panorama su tutta la val d'Ayas, a partire dal castello di Graines, proprio di fronte, con la corona delle cime sopra Estoul, fino allo Zerbion e al Monte Rosa, e sulla destra orografica della bassa val d'Aosta.

Descrizione

Lasciata l'auto, incamminarsi per la stradina asfaltata. Il primo maggio 2008 l'asfalto era appena stato rinnovato, per cui questo tratto era un po' fastidioso per via dell'odore di bitume fresco; per contro, sul nero, spiccavano le zampette inzaccherate di tutti gli animaletti che l'avevano attraversato dopo la piovosa settimana precedente; abbiam riconosciuto le tracce di volpi e caprioli. La strada passa su di un ponticello e poi sale decisa con un paio di tornanti tra gli alberi di castagno, fino a raggiungere un tratto in piano, con a sinistra un prato e una vigna: a destra le poche case di Champurney. Sconsiglio di cercare di seguire la relazione di Zavatta cercando oltre il villaggio il sentiero per Montagne Verdoyen: anche la gente del posto che abbiamo incontrato al lavoro nei boschi dice che questo sentiero è difficilissimo da individuare a da percorrere; tener presente che oltre i terrazzamenti ora invasi dai castagni, ci sono piccole pareti rocciose, per cui sbagliare il percorso in salita può significare aver problemi nel dover tornare sui propri passi. Non ci sono punti di riferimento, il terreno è molto simile dappertutto. Quindi lasciamo perdere la voglia di emulare Indiana Jones ed accontentiamoci di proseguire sulla sicura strada asfaltata, che dopo un po' devia a destra, mentre una sterrata prosegue in piano fino ad Anvieil. Noi continuiamo sull'asfalto ancora per un breve tratto, fino a trovare sulla destra i resti di rudere: se nessuno ha rimosso i segni, subito dopo il rudere, su di una grossa pietra, per terra, ci sono i primi bolli rossi che indicano l'inizio del sentiero. Il sentiero comunque punta decisamente a nord, di fianco ad un bosco di castagni, ed è ben individuabile. Una volta imboccato è facile da seguire. Sale ripido, a tornantini, nel bosco di castagni, e più in alto il bosco è di conifere. Arriviamo alle baite di Barmalunga m. 1047, anch?esse con una bella fontana in pietra. Sul muro della baita che lasciamo a sinistra, una scritta in rosso indica le direzioni: guardatele bene perché sono le uniche che troverete in tutto il percorso. Continuare sul sentiero, a tratti con qualche bollo rosso; ci sono parecchi sentierini che deviano dal principale: il nostro è sempre quello che sale, passa di fianco ad un forno circolare della calce, fino ad entrare in un bosco di conifere. Dopo un po' di tornanti nel bosco e circa 200 metri di dislivello da Barmalunga, cioè una quarantina di minuti, troviamo un bivio a T segnato con un mucchio di pietre: qui lo scorso anno c'era l'indicazione a destra per Montagne Verdoyen, ora è sparita. Noi proseguiamo a sinistra, in piano e poi di nuovo in salita per Fornelle (1282 m, 1h40' da Pré), che ormai è vicina. Si intravedono le case del villaggio tra gli alberi, e mano a mano che procediamo, sui terrazzi intorno a noi e lungo il sentiero, centinaia di asfodeli dai lunghi steli bianchi. Al villaggio arriva uno sterrato che al col Vert si inserisce nella interpoderale che sale da Verres. Subito dopo Fornelle, ad una curva, nella roccia c'è l'ingresso di quella che probabilmente era una miniera. La strada prosegue con qualche tornante fino ad arrivare in piano al colle, m. 1405, 20 minuti da Fornelle. Il colle non ha panorami rilevanti, perché lo sguardo spazi oltre gli alberi occorre continuare a salire per un quarto d'ora , arrivando al villaggio di Prà Usse, o Pratsse (1460 m). Una bella fontana con l'Eau de la Mine, l'acqua che sgorga da una miniera a nord est, è al centro di alcune case in pietra restaurate di recente. I prati sono curati, lo scorso anno erano gialli di fiori di tarassaco, quest'anno la stagione è ancora indietro. La posizione del villaggio è stupenda, un terrazzo di fronte alla valle di Champorcher. Passeremo dopo dal villaggio tornando dall'alpe Seura; ora proseguiamo lungo l'interpoderale ancora per una ventina di minuti: le conifere lasciano posto a terrazzamenti e a pascoli, con qualche albero fiorito di ciliegio: l'alpe Seura (1544 m, 1h35' da Pré) sbuca sopra di noi sul colmo: anche qui una bella fontana e un panorama spettacolare sulla val d'Ayas, il vallone di Dondeuil e la valle d'Aosta bassa. Discesa: lungo l'interpoderale tenedosi sul lato sinistro per individuare il colletto sopra Prà Usse: da qui parte un bel sentiero a sinistra, che scende direttamente in mezzo al villaggio, dandoci modo di visitarlo con calma. Dopo un giro tra le baite, riprendere la strada fino a Fornelle e di qui ripercorrere l'itinerario di salita fino all'auto; so che ci sono sentieri che consentono di scendere facendo un giro più ampio: francamente, vista l'attuale assenza totale di indicazioni, non me la son sentita di tentare di seguirli.

Informazioni generali

Via: da Pré
Segnavia:
Tipologia percorso:
Periodo consigliato: aprile, maggio, giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre, novembre
Esposizione al sole:
Pericolo Oggettivo:
Tratti esposti:
Attrezzatura utile:
Acqua:

Riferimenti bibliografici

  • Le valli del Monte Rosa - Zavatta

  • IGC Biella Ivrea e la Bassa Vda 1:50000

Accesso stradale

All'uscita del casello autostradale Autostrada A5 Pont Saint Martin, e statale 26 della val d'Aosta direzione Aosta; giunti ad Arnad, entrare nel paesino all'altezza della chiesa di San Martino e proseguire per la stradina che porta a Machaby. Dopo qualche centinaio di metri, al bivio di Machaby, lasciare a destra la deviazione e proseguire diritto verso Vachères; tutte le diramazioni della stradina che porta in alto hanno ad un certo punto cartelli di divieto d'accesso. Seguire l'unica senza limitazioni, imboccandola ad un tornante nei pressi di Vachères (subito dopo il tornante a destra, c'è un altro divieto). Questa strada è stretta ma asfaltata, ed è di libera percorrenza per qualche centinaio di metri, fino a che vi troverete di fronte, vicino ad un gruppo di baite, un terrazzo in cui sono stati ricavati 4 parcheggi. Siete a Pré. Subito dopo la curva, a destra in alto, poco visibile, c'è il divieto. Tra l'altro da qui in poi non c'è nessuna indicazione del nome dei villaggi. Parcheggiare qui.

Galleria fotografica

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