Bocchetta di Stavello

Ritratto di Cai56
Cai56
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Data rilievo: 
12/06/2011
Quota di partenza: 
1 200 m
Quota di arrivo: 
2 201 m
Dislivello: 
1 000 m
Tempo di salita o complessivo*: 
3h00'
Tempo di discesa: 
2h00'

INTRODUZIONE
Bella escursione di interesse ambientale e storico: attraverso pittoresche foreste si va a raggiungere un valico secondario di collegamento fra gli alpeggi di due province. Il valico stesso, e il crinale circostante, assume però interesse come sede di cospicue vestigia della Linea Cadorna: postazioni di osservazione, trincee, gallerie, una casermetta, ampi tratti di strada militare; il tutto abbastanza ben conservato a testimonianza di lavori ormai quasi centenari, ma ben progettati e ben costruiti nonostante il carattere di urgenza dell'iniziativa.

DESCRIZIONE
Dal parcheggio 1200 m circa, seguendo l'indicazione, si imbocca una larga traccia ascendente nella folta foresta di conifere: un sottobosco man mano più ricco e fiorito accompagna il passaggio dall'alberatura ad abete bianco, poi abete rosso e infine a larice. In primavera lo spettacolo dei rododendri misti ai ciuffi di nuove felci è veramente meritevole di visita. Si raggiunge il fondovalle in corrispondenza di un attraversamento delle acque della Val di Pai 1480 m (ponte o passerella a seconda dei danni delle valanghe primaverili o delle alluvioni temporalesche); si prosegue rimontando verso sinistra un ripido pendio dove la traccia risulta rovinata dal passaggio delle greggi. In breve si raggiungono le baite di Q 1597 (in parte agibili) e oltre, nel ricco sottobosco, quelle di Q 1726 (inagibili); il bel sentiero continua la salita fino ad un incrocio a T ai piedi di una placconata di rocce: si segue il ramo di sinistra, ben lastricato, fino alle baite dell'Alpe Svanollino 1906 m. Qui la traccia evidente termina e si risale un valloncello sulla destra seguendo rari ometti di pietre; si raggiunge una sorta di altopiano di pascolo molto sassoso, ormai in vista della bocchetta. Si prosegue facilmente fra le rocce e i cespugli di rododendro fino ad incontrare un sentiero trasversale che unisce i pascoli alti dell'Alpe Stavello (a destra, NE) con la nostra meta: lo si segue verso sinistra portandosi manmano alla base del canale terminale della bocchetta. Una serie di tornanti ripidi e sassosi, appoggiati su di un pendio tendente per intero alla frana (crepe trasversali e lastroni di roccia ormai scoperti - passaggio delicato ed esposto) conducono alla breccia rocciosa della Bocchetta di Stavello 2201 m. Il passaggio (sul versante della lecchese Valle Fraina, tributaria dell'alta Val Varrone, si prosegue con un'ampia carrareccia militare) è presidiato da postazioni di fucileria; conviene proseguire brevemente sulle tracce di destra per poter visitare altre strutture di difesa: tutto il crinale è percorso da trincee ben conservate e, dove la bancata di roccia si fa più consistente, una bella galleria conduce ad un posto di osservazione. La visita termina con l'arrivo ad una casermetta fortificata, munita di feritoie per armi leggere sui muri perimetrali.
Ritorno per la via di andata.

NOTA
Il percorso è fattibile anche con gli sci o le racchette solo quando la neve è molto ben assestata.