Cheneil

Ritratto di gian
gian
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Difficoltà: 
T2
Quota di partenza: 
1 500 m
Quota di arrivo: 
2 105 m
Dislivello: 
605 m
Tempo di salita o complessivo*: 
2h00'
Tempo di discesa: 
1h15'

Introduzione

Piacevole itinerario che svolge quasi interamente all'interno di un bosco, prima di latifoglie, poi di conifere, lontano dalle auto. Si percorre la vecchia mulattiera che collegava Cheneil a Valtournenche, piacevolmente descritta in lingua francese dall'Abbé [[Amé Gorret]] nella sua relazione sul [[Grand Tournalin]]. La segnaletica è ottima e il sentiero è ampio e sfalciato regolarmente. Solo per alcune centinaia di metri sotto Cheneil il sentiero si restringe nell'attraversare i pascoli.

Descrizione

Lasciata l'auto nell'ampio piazzale davanti alla piscina ci si dirige in piano verso il villaggio di Cretaz, si passa a monte della scuola elementare e poco dopo la cappella si sale leggermente abbandonando la strada asfaltata per poi attraversare il centro storico del villaggio. Nella suggestiva piazzetta del lavatoio una targa segnala la casa natale della famosa guida alpina Luigi Carrel.

Proseguendo lungo il sentiero si arriva al ponte sul torrente Cheneil e una nuvola di schizzi finissimi arriva fin sul sentiero dalle sue acque bianche di schiuma. Poco più avanti si entra nel bosco di latifoglie. La mulattiera larga da un metro a un metro e mezzo sale con pendenza regolare nel sottobosco umido. Di quando in quando tra gli alberi si aprono gradevoli scorci sulle Grandes Murailles e le frazioni di Valtournenche. Il sottobosco è punteggiato da mirtilli e fragole, rododendri e myosotis. Solo rumore basso e continuo delle acque del torrente accompagna i passi di chi percorre questa mulattiera. Ad intervalli si sentono i richiami degli uccelli tra gli alberi. Nessun altro rumore interrompe la quiete del bosco. A poco a poco larici e abeti prendono il posto delle latifoglie. Dopo una prima radura, che ospita una casetta isolata, si arrivo allo splendido pianoro di Promindoz: l'origine del toponimo seconda l'Abbé Gorret, è legata al i termini dilettali Pro (prato) e Mindo (pulito). Il riferimento al prato ripulito allude al taglio del bosco avvenuto in epoca medioevale per ottenere nuove superfici coltivabili. Dall'altra parte della valle si vede in lontananza la centrale di pompaggio di Promoron. Al suo interno le acque provenienti dal lago di Perrerès vengono pompate fino alla diga di Cignana da cui partono le condotte forzate interrate che scendono alla centrale idroelettrica di Maen. Proseguendo lungo il sentiero si rientra nel lariceto, passando tra le splendide fioriture rosse dei rododendri. Si entra poi in un valloncello tappezzato di ontani nani che la mulattiera sale con stretti tornanti. D'un tratto si aprono i primi pascoli di Cheneil, punteggiati da viole, anemoni e genziane. In pochi minuti si raggiungono le prime case e poi l'intero villaggio: uno dei pochissimi nuclei abitati in Valle d'Aosta non ancora raggiunti dalla strada asfalta.

Il ritorno si effettua sullo stesso itinerario dell'andata.

Consigli

Le quote riportate dalla segnaletica verticale dell'Alta Via differiscono di alcuni metri sia da quelle riportate nella segnaletica della comunità Montana che da quelle riportate della cartografia ufficiale della regione. Per evitare di creare ulteriore confusione fornendo un'altra serie di dati altimetrici ho approssimato le quote principali in modo che il viaggiatore possa far riferimento a una qualsiasi delle quote riportate nelle tabelle. Segnalo ad esempio che l'arrivo a Cheneil è per la Comunità Montana a quota 2088 m, per la segnaletica dell'Alta Via a quota 2105 m e per la cartografia ufficiale della regione a più di 2115 m. Sono differenze fastidiose ma di nessun effetto pratico. Se un escursionista mediamente allenato sale in un'ora 350 m di dislivello, uno scarto di 35 metri si recupera in poco più di 5 minuti, un tempo irrisorio rispetto alla durata media di questi itinerari.

Bibliografia

Cartografia

Galleria fotografica