Forcella di Durello

Ritratto di francorino
francorino
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Quota di partenza: 
1 528 m
Quota di arrivo: 
2 560 m
Dislivello: 
1 032 m
Tempo di salita o complessivo*: 
5h00'
Tempo di discesa: 
4h30'

Introduzione

Escursione che prevede di percorrere il coster di destra della conca del Baitone fino allo spartiacque con la val Durello. E’ possibile osservare la complessa variazione vegetazionale in funzione dell’altitudine e della esposizione: dai boschi misti di latifoglie e conifere, agli ecosistemi erbacei di pascolo e arbusteti bassi, alle rupi e macereti alpini.

Descrizione

Dal ponte del Guat, per il primo tratto (un quarto d'ora di cammino) c'è una strada sterrata, si attraversa quindi il torrente Remulo e si inizia la salita in sponda destra orografica, dopo poco, in corrispondenza di una zona di pic-nic attrezzata, c'è un bivio: noi proseguiamo a sinistra sulla mulattiera per Baitone.
Il sentiero (mulattiera), segnalato con segnavia [13], sale a zig zag con numerosi tornanti; si sposta quindi sulla nostra destra, attraversa una valletta caratterizzata dalla presenza di un conoide di neve scaricata se si transita in inverno o primavera, in circa un'ora dalla partenza si raggiunge la località Baitoncello (1943m); (appena prima si incontra un'area di pic-nic attrezzata, in una radura con i resti di un "baitoncello") dove c'è il fabbricato del della ex funivia Enel che collegava Ponte del Guat con la diga del Baitone. Proseguendo, dopo alcuni tornanti, si attraversa una nuova valletta pure questa caratterizzata dal fatto che scarica facilmente valanghe di neve fino a primavera inoltrata, quindi, in venti minuti circa dal Baitoncello si raggiunge una nuova area di pic-nic in corrispondenza dei pascoli della malga Baitone (2065m).
Si prosegue lungo la mulattiera, si percorrono alcuni tornanti, quindi si attraversa una valletta (anche qui, fino a maggio c'è un conoide di neve da attraversare), poi la mulattiera diventa meno ripida e ci si inoltra verso i piedi della diga, per salire di nuovo sulla nostra sinistra, transitando nei pressi di alcune baite, e finalmente si raggiunge il livello del coronamento della diga (2284m; 2h00' circa dalla partenza).
Dalla sommità della diga si prosegue percorrendo completamente l'incile, in direzione Ovest, si abbandona il sentiero che, costeggiando il lago, si dirige verso il Rifugio Tonolini e si sale lungo il pendio erboso secondo la linea di massima pendenza. A tratti si può scegliere se salire stando sulla morena minuta oppure sull'erba; ci si sposta in parte sulla nostra sinistra per aggirare dei gradoni o dei canali abbastanza ripidi; sopra il primo gradone si transita in prossimità di un caratteristico masso erratico sporgente (cual), quindi si prosegue in diagonale spostandosi leggermente verso la nostra destra; si superano altri gradoni di limitata altezza, intervallati da pianori vari, fino a raggiungere un ultimo pianoro, in fondo al quale si inerpica ripida la valletta che raggiunge la forcella di Durello (2650m); di fronte, sul lato opposto della valle, in una selvaggia valletta sospesa possiamo intravedere un piccolo laghetto. La forcella ha un aspetto molto severo e selvaggio, da essa c'è la vista su tutta la valle di Durello, che nella parte superiore si sviluppa con immense e ripide pietreaie e solo in fondo, dai 1800m in giù è ricca di vegetazione. La vista verso la valle di Baitone e Miller consente di ammirare i corni: del lago, del Cristallo e la cima di Plem, nonché la cima Prudenzini, i corni di Macesso, il Campanone del coppo ed il monte Marser.
Dalla forcella parte, in diagonale verso la nostra destra un ripido scivolo che dopo aver aggirato un promontorio roccioso piega a sinistra e prosegue, senza soluzione di continuità, praticamente fino alla quota di circa 1100m; è una valletta ampia e scoscesa, dall’aspetto selvaggio, percorsa, in inverno da numerose e frequenti valanghe, sia provenienti dalla Forcella che dalla opposta valletta sospesa e che impediscono la formazione di boschi permanenti fino a quote relativamente basse.
Non esiste un sentiero vero e proprio, ma solo alcuni tracciolini; si scende a vista lungo la linea di massima pendenza; sotto quota 1600 circa ci si sposta verso sinistra e si attraversa tutta la fascia vegetazione a prevalenza conifere, sempre procedendo in modo da guadagnare per quanto possibile la sinistra, aggirando così gli ultimi speroni della punta di val Rossa.
A quota 1300 m si interseca la strada sterrata di malga Boiana, procediamo a sinistra lungo questa strada fino a raggiungere il tornante della strada asfaltata per ponte del Guat, che risaliamo fino al parcheggio.