Le vie del Contrabbando e la Linea Cadorna

Ritratto di sentierando
sentierando
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Quota di arrivo: 
1 400 m
Tempo di salita o complessivo*: 
2h30'
Tempo di discesa: 
1h30'

Descrizione

Parcheggiata l'automobile si trova davanti a noi l'imbocco del sentiero con il primo dei pannelli del "Percorso delle trincee" recentemente sistemato dall'Ersaf (ente forestale della Lombardia) e dalla Comunità Montana del Lario Intelvese. E' un percorso tematico che in parte si percorrerà con l'itinerario descritto di grande suggestione che spiega e documenta i scavi relativi alla linea difensiva eretta dagli italiani durante la prima guerra mondiale. Si entra così in una bellissima faggeta, ombrosa e fresca anche in estate malgrado la quota non altissima (1000 metri scarsi). In salita mai ripida, seguendo la traccia ovvia anche se priva sostanzialmente di bolli escluso uno che curiosamente si trova sull'unico castagno della zona, ci si avvicina al confine ed al primo affioramento delle trincee. Seppur breve, suggestivo è il percorso tra i muretti a secco al fianco dei quali sulla destra si trova un cippo di confine. Usciti dalla trincea si arriva subito al secondo "reperto", una galleria di 20 metri scavata proprio a picco sulla valle che volge alla Svizzera. Si riprende ora il cammino con facile salita lungo una comoda carrozzabile che ci conduce al trivio dove a sinistra si va in direzione San Fedele di Intelvi, a destra si va verso il Fò di Parol e diritti verso la bocca di Orimento (ore 1.15). Il nostro itinerario prende quindi a destra e dopo un'ultima visita agli ulteriori resti presenti di camminamenti e gallerie si abbandona il percorso delle trincee che verrà ripreso in parte al ritorno. Seguendo un sentiero in quota in circa 20 minuti si arriva al famoso Fò di Parol spettacolare faggio secolare che sembra fare da sentinella alla vicina linea di confine. Il percorso segue ora sempre in quota diritto diventando però più stretto. Si procede in fila indiana per altri 20 minuti arrivando al bivio che a destra porta all'Alpe Agogno in Svizzera. Si prende invece a destra in salita per il Fò di Boot dichiarato dalla Lombardia albero monumentale per la sua età e imponenza, qui si trova una sorgente dove è possibile rinfrescarsi. Lasciato anche questo faggio si prosegue per la vicina Alpe di Gotta splendido alpeggio recentemente ristrutturato e nuovamente utilizzato per il pascolo estivo. Attraversata tutta l'alpe per la carrozzabile in salita si arriva in pochi minuti al Barco dei Montoni dove si trova un'area attrezzata per la sosta (ore 2.15 dalla partenza). Durante la salita frequente è l'avvistamento dei caprioli Dal Barco dei Montoni si ignorano le indicazioni che portano in vetta al Monte Generoso e si procede diritti per 200/300 metri lungo la palizzata di una fattoria. Arrivati alla colma non abbandonare la traccia più evidente andando a sinistra dove si trova di nuovo un cartellone del percorso delle trincee. "Scavalcato" il bordo del pascolo ci si ritrova su una stradina in mezzo ad un bosco di maggiociondoli (l'unico che io conosca in Lombardia!). Si prende a sinistra e si inizia la discesa su una comoda carrareccia che rientrando nella faggeta e attraversando nuovi scavi della Linea Cadorna ci riporta al trivio già incontrato all'andata (ore 3.30). Per il sentiero dell'andata si ritorna all'automobile.

Autore

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