Lungo il Rio Tanarello

Ritratto di locontim
locontim
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Data rilievo: 
1/08/2009
Quota di partenza: 
1 263 m
Quota di arrivo: 
900 m
Dislivello: 
0 m

Introduzione

Tranquilla passeggiata e nulla più, visto il caldo e la quota bassa non si poteva pretendere di più. Da notare che, essendo in gran parte uno sterrato, sono passate alcune moto e fino al ponte Sciairante (o Case dell’Isola) è pure possibile incontrare qualche auto. Il tutto comunque, pur non essendo il massimo, non è affatto frequente (un paio di moto e alcune auto parcheggiate, nulla di più). Sicuramente di interesse, per un altra volta, la salita alla chiesetta di San Bernardo.

Descrizione

Ci sono alcuni cartelli che suggeriscono di scendere, sfiorando un artigianale campetto di calcio (il tracciato è saltuariamente segnato con due bolli rossi, ma, attenzione! in zona (provincia di Imperia) molti sentieri sono marcati in questo modo, quindi prestate cautela perché ciò potrebbe portare a confondersi facilmente...). Più avanti, si attraversa un bosco di faggi (brevemente) e si continua a perdere quota fino a superare un primo ruscello su un ponticello, poco dopo si incontra il ben più elegante Ponte sul Tanarello (1042m), testimonianza dell’antica importanza del luogo per gli spostamenti e il collegamento delle vie commerciali.
Si continua, ignorando le indicazioni per Valcona, e in breve si supera un ruscello fino a ritrovare il torrente Tanarello, che ci accompagnerà per tutta la passeggiata. Si trascurano alcune deviazioni a sinistra fino a incrociare una bella radura, in cui è sistemato un campo con molte tende. Si è arrivati alla località Case dell’Isola (950 m) da cui volendo una traccia si inerpica fino alla chiesetta di S.Bernando, posizionata a 1351 metri. Ma fa caldo, quindi si rinuncia alla deviazione, segnalata da un malconcio cartello giallo, che richiederebbe circa 2h (a/r). Si prosegue e, appena il torrente è più vicino alla via, si scende per fare la pausa pranzo in una delle tante spiaggette disponibile, tra rumorosi giochi d’acqua (più avanti si può scendere ancora più facilmente e infatti si noteranno alcune persone che si rilassano vicino all’acqua). Dopo la pausa, si procede fino al ponte Sciairante (937 m).
Qui si potrebbe rientrare (se si avesse una sola auto) in direzione della Colla del Fieno, in circa 60 minuti e un dislivello di 360 metri, lungo il rio della Fonda ( e poi su asfalto a destra, anche con i simboli dell’AV per altri circa 4,5 km – un'altra ora abbondante - fino a San Bernardo di Mendatica – prudenza in questo caso perché la carrozzabile è in alcuni tratti un po’ stretta e bisogna prestare la massima attenzione alle auto che passano…).
Oppure salire accanto all’edicola sacra ( con una serie di scalini approntati con tronchi di legno) rimontando un dislivello di circa 100 metri, in un fresco bosco di faggi fino a raggiungere l’Arma Cornarea, facile grotta che si può visitare, a patto di avere una fonte di illuminazione e stando attenti al fondo un po’ scivoloso.
Terminata la visita della cavità si ritorna sui propri passi e dal ponte si continua a scendere fino a trovare abbastanza velocemente il mezzo parcheggiato al mattino.

Sviluppo percorso: San Bernardo di Mendatica – Ponte sul Tanarello (45 minuti) / Ponte sul Tanarello – Case dell’Isola (60 minuti) / Case dell’Isola – Ponte Sciairante (40 minuti) / deviazione per Arma Cornarea (40 minuti A/R) / Ponte Sciairante – Arrivo Area Pic Nic (20 minuti);
2h15m - 2h45m per attraversata (con calma)
40 minuti A/R per deviazione grotta
2h per A/R Chiesa San Bernardo (ipotesi, visto che non si è fatta…).

Dislivello totale di circa -360 m (+ 100 metri per grotta e + 400 metri circa x S. Bernardo)

Informazioni
Al termine giro a Garessio con alcuni acquisti (tra cui la buonissima carne della macelleria Bertola, Via Federici, 14, tel. 0174 81047 ) e alla sera la buonissima polenta bianca degli Alpini….

Informazioni gastronomiche
La polenta saracena è un antico piatto tipico ed esclusivo di Garessio e zone limitrofe. Preparata con prodotti locali quali le patate, il grano saraceno - la cui farina originariamente era la sola usata -, farina di grano, il formaggio pecorino e\o parmigiano, burro, panna, porri, funghi secchi. . .

Bibliografia

  • “Sui sentieri della Liguria” di F. Chiaretta e A. Molino Ed. Cda Torino 1996

Cartografia

  • Carta Alpi Liguri (1:50.000) Provincia d’Imperia 1999 Blu Edizioni (Peveragno CN)

Galleria fotografica

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