Passo Gallinera

Ritratto di francorino
francorino
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Quota di partenza: 
1 460 m
Quota di arrivo: 
2 319 m
Dislivello: 
859 m
Tempo di salita o complessivo*: 
3h00'
Tempo di discesa: 
2h30'

Introduzione

Escursione che si svolge in tre situazioni ambientali caratteristiche e nettamente distinte tra loro:

  1. 1 – il primo tratto, fino al rifugio, consiste nel superamento di un aspro gradone glaciale, attraverso un sentiero ripido che dopo aver attraversato un breve bosco da conifere si inerpica lungo “canaloni” umidi ricchi di ontani verdi.
  2. 2 – il secondo è l'attraversamento di due piane alluvionali, caratterizzate dalla particolare flora di area “umida” (torbiere) alpina. Da notare che la prima piana alluvionale che ora ospita il laghetto, fino al 1935, era anche essa una “torbiera”. Sono presenti, oltre ad abeti e larici sparsi, anche il pino mugo e diversi esemplari di pino cembro.
  3. 3 – il terzo è la salita sulla “costa” di sinistra orografica, caratterizzata da pochi arbusti di ontano verde e solo parzialmente inerbita. Da questa salita si gode lo spettacolo di avere di fronte (sulla nostra destra orografica) il ghiacciaio pensile dei corni di Baitone.

Dal punto di vista geologico, la conca dell'Aviolo è particolarmente interessante in quanto si trova in zona di contatto tra le rocce effusive (plutone dell'Adamello), rocce scistose metamorfosate e calcaree (calcefiri).

Descrizione

Si parte dal piazzale a lato della ex teleferica Enel, si sale un comodo sentiero ben individuato (è molto frequentato in estate in quanto la conca dell'Aviolo è bellissima ed a portata di mano: basta poco più di un'ora per essere in vista di un maestoso ghiacciaio pensile, permanente), dapprima fra gli abeti quindi nel bosco ceduo, fino alla base di un ripido canalone. Il sentiero ora si fa più ripido e, con frequenti tornanti sugli speroni rocciosi, alla sinistra del suddetto "canalone", si raggiunge il torrentello che lo percorre; attraversato quest'ultimo, si sale lungo un incavo, riparato da entrambi i lati da ripidi e scoscesi bastioni, fino ad una selletta. Da qui, se si vuole ammirare il panorama, basta inerpicarsi, (con attenzione!) sul promontorio che si trova alla nostra destra.
Si prosegue in leggera discesa per pochi metri - qui fare molta attenzione perché a valle del sentiero, che sembra innocuo, c'è un ripido pendio che sbocca in una altissima cascata! - quindi a ridosso della montagna, inizialmente con stillicidi di acqua anche consistenti, si sale lungo un "canale" con frequentissimi tornanti ravvicinati ora a sinistra ora a destra del ruscello che lo percorre. Alla fine si sbuca sulla destra all'esterno del "canale", si percorre un breve tratto a mezza costa da destra verso sinistra e si arriva ad un piazzale (quota circa 1780 m).

E' un piazzale artificiale ricavato in occasione dei lavori per la costruzione della galleria dell'impianto idroelettrico di generazione e pompaggio di Edolo: infatti si vedono ancora il fabbricato di arrivo della funivia per il trasporto del personale, ed anche l'arrivo della grande teleferica materiali per il trasporto degli inerti. Si segue ora la pista di cantiere, si attraversa il torrente che scende dal passo di Gole Larghe, e si raggiunge un nuovo piazzale, dove sbocca la "finestra n° 1” della galleria Avio-Edolo; per raggiungere il rifugio Aviolo, il sentiero "ufficiale" si diparte sulla sinistra in direzione della valle del passo di Gole Larghe; se si vuole invece raggiungere il lago senza passare direttamente davanti al rifugio, si prosegue lungo la ex pista di cantiere che raggiunge il lago Aviolo dalla sinistra orografica della valle. Il tempo necessario da qui al lago è di circa 15/20 minuti, indipendentemente dal percorso che si sceglie.
Giunti alla dighetta del lago Aviolo se si vuole raggiungere il rifugio “Sandro Occhi”, basta scendere a sinistra di un centinaio di metri; per dirigersi invece verso passo Gallinera, si prosegue lungo la mulattiera che costeggia il lago fino allo sbocco del torrente nel lago stesso, poi, stando sulla sinistra orografica (c'è un analogo sentiero anche sulla destra orografica) si segue il sentiero, che è ben segnalato.
Si raggiunge dapprima il fabbricato (sul lato della valle opposto al nostro) della ex malga, attualmente restaurato dal Parco dell'Adamello ed adibito ad osservatorio faunistico e/o aula per la didattica ambientale, quindi si prosegue, sempre stando al limite fra la zona pianeggiante e l'inizio del pendio; in corrispondenza del pendio inerbito con poca vegetazione arborea, sede delle ultime propaggini della morena laterale; si gira quindi a destra e si sale lungo un sentiero molto ripido e con tanti tornanti ravvicinati. Superata la parte più ripida, iniziano tratti con morena friabile e di piccola granulometria, senza vegetazione; si prosegue fino sotto il gradino della roccia, quindi in diagonale da sinistra verso destra (orografica) si imbocca la stretta e ripida gola; dopo meno di cento metri di salita molto ripida, si raggiunge il passo Gallinera, con la sua vista diretta sulla Valcamonica: zona Maonno – Sonico. Si prosegue sulla sinistra in un tracciolino a mezza costa (ripida) e in cinque minuti si è al bivacco Valerio Festa; in tutto l'intorno bisogna comunque prestare molta attenzione perché si è sopra un cucuzzolo con strapiombi in ogni direzione.