Pyramides Calcaires

Ritratto di giancarloberetta
giancarloberetta
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Data rilievo: 
3/09/2012
Quota di partenza: 
1 648 m
Quota di arrivo: 
2 579 m
Dislivello: 
927 m
Lunghezza*: 
17.07 km

Questa escursione parzialmente ad anello si svolge nella parte alta della Val Veny che,dalle pendici occidentali del Monte Bianco, si spinge sino al Col de la Seigne al confine francese; verso il fondo della valle si notano, isolate dal resto del massiccio, le Pyramides Calcaires: esse si ergono come guglie di roccia candida che spuntano dai rilievi erbosi a sud dell’Aiguille de la Lex Blanche. Il loro tour, effettuabile in entrambi i sensi, attraversa dapprima gli alti pascoli dei pianori percorsi dalla Dora della Val Veny e poi, salendo di quota, ci fa camminare in splendidi ambienti tipici dell’alta montagna tra pietraie e morene dove è facile avvistare esemplari di fauna alpina. I sentieri, ben segnalati e comunque evidenti, non presentano alcuna difficoltà e, soprattutto nella parte bassa, sono molto frequentati con il percorso che, oltre ad offrirci visuali dalle varie angolazioni delle Pyramides, ci fanno camminare ai piedi di grandi ghiacciai con begli scorci sulla cresta di Puterey, sugli alti ghiacciai del Miage e sulle Aiguilles di Trélatête e di la Lex Blanche.

Descrizione

Dalla sbarra si arriva alla prima curva da cui si prosegue diritto nel bosco per imboccare una breve scorciatoia che taglia un paio di tornanti e poi continuare sulla strada che prosegue sulla destra (sinistra orografica) della Dora della Val Veny; costeggiando una lunga morena e percorsi un paio di chilometri si arriva ad un bivio (1947 m) dove si ignora la stradina che prosegue diritto e, svoltando a sinistra, si oltrepassa un ponte e passare sul versante opposto della valle. Appena traversato si supera un bivio con un sentiero che si stacca sulla sinistra (1953 m) per continuare diritto alla sinistra del Lago Combal; con percorso pressoché pianeggiante e rettilineo si giunge ad un bivio con una traccia che parte alla sinistra (1985 m) e, dopo averla imboccata, ci si alza dolcemente sul pendio erboso arrivando ad un altro pianoro superiore dove, ignorato il sentiero che continua a sinistra (2146 m), si traversa subito un ponte sulla destra e poi, al vicino bivio (2150 m), si prende la larga mulattiera che prosegue alla destra (sinistra orografica) del vallone. Percorsi un centinaio di metri si prende una traccia sulla destra (2158 m) per andare ad intercettare quasi subito un sentiero che, proveniente dal basso, si imbocca dirigendosi a sinistra; questo prosegue a mezzacosta su terreno erboso, senza eccessiva pendenza, tra il pianoro e la base delle Pyramides e, con percorso ondulato, sale leggermente superando ora a destra ora a sinistra alcuni dossi. Tralasciando alcune tracce che sul percorso si dipartono alla destra e che raggiungono le pereti di arrampicata, si supera sulla sinistra un ultimo dosso arrivando ai ruderi di Tsa de la Lex Blanche (2293 m); qui si continua sul sentiero che sale più decisamente a destra e che, dopo un traverso in salita, si porta sotto le pareti rocciose delle Pyramides. Camminando per un breve tratto su terreno pietroso si arriva sotto le pareti rocciose ad una quota di 2364 m circa dove si svolta decisamente a sinistra (ometto) iniziando un traverso che porta a contornare le guglie risalendo poi un dosso erboso e portandosi sotto il loro versante ovest. Piegando poi alla sinistra, con traccia sempre ben visibile ed aiutati da numerosi ometti, si attraversa una grande pietraia raggiungendo una bassa crestina erbosa dopo la quale si rientra nella pietraia alla sommità della quale si giunge al Colle inferiore delle Pyramydes Calcaires (2579 m) quota massima dell’escursione e dove si trova un bollo giallo su una grossa pietra. Dall’ampia depressione si scende col sentiero dalla parte opposta seguendo i bolli gialli su terreno dapprima erboso ma che poi, avvicinandosi ad una lunga morena che però non si raggiunge, diventa pietroso perdendo quota con qualche tornante in un largo canale; scendendo nel lungo canale si arriva dove il terreno diventa più erboso e si supera un bivio (2384 m) dopo il quale, camminando su una crestina erbosa o nella conca alla destra, si giunge in vista del sottostante rifugio Elisabetta Soldini. Raggiunto il rifugio (2207 m) si scende da questo sulla sterrata o sul sentiero che la taglia in numerosi punti portandosi nel pianoro sottostante e ritrovando la strada che ci riporta al punto di partenza.