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Tour dei laghi di Frudière, dal parcheggio di Fénillettaz

maria grazia s

A cura di:

Ultimo rilievo: 05/06/2009
Aggiornato il: 02/06/2026
Difficoltà
T2
Lunghezza
0.00 Km
Quota di partenza
1871 m
Altezza di arrivo
2416 m
Periodo consigliato

Accesso

Navigazione stradale

Lasciare l'autostrada A5 al casello di Verrès. Alla rotatoria, prendere la seconda uscita e proseguire per 300m (0,3km), quindi svoltare a sinistra imboccando la SR45 in direzione Val d'Ayas. Percorrere la SR45 per 15,6km (15,9km), risalire il fondovalle e attraversare i borghi di Challand-Saint-Victor e Challand-Saint-Anselme, fino a raggiungere l'abitato di Brusson. Attraversare il paese e, poco prima del bivio per il Col de Joux, svoltare a destra seguendo le indicazioni per Estoul. Risalire la strada comunale per 6,5km (22,4km) fino al parcheggio di Fénillettaz, raggiungibile svoltando a sinistra nell'ultimo tratto.

Parcheggio

Al termine della salita si trova il parcheggio 🅿️ gratuito di Fénillettaz, punto di partenza dell'itinerario.

Accesso con mezzi pubblici

Per raggiungere il punto di partenza dell'itinerario è necessario un mezzo privato, poiché la località non è servita da trasporti pubblici.

Distanza e tempo di percorrenza

  • 🕒 tempo di percorrenza: 36 minuti

  • 📏 distanza: 22,5km

Navigazione GPS

Nota informativa

Le indicazioni fornite sono state verificate alla data del rilievo dell'itinerario. Prima della partenza si consiglia di verificare possibili variazioni del percorso o delle condizioni stradali. Per informazioni aggiornate si raccomanda di consultare Google Maps o Apple Maps.

Introduzione

Giro molto lungo, circa 15 km, a cavallo della val di Gressoney e della val d'Ayas, che regala scorci bellissimi sul Monte Rosa e sulle due vallate. Il lato Gressonaro è pochissimo frequentato. Partiamo dal Col Ranzola, aggiriamo a sinistra la Punta della Regina fino a Prà Bianco, scendiamo all'arrivo degli impianti del Wisomatto-Weissmatten, saliamo al colle del Taf, ridiscendiamo fino ai laghi di Frudiera, risaliamo al colletto sopra l'alpe della Garda e ritorniamo al col Ranzola. Il percorso è complessivamente faticoso per via delle numerose risalite, e dopo la bocchetta a sinistra del Monte Taf è protetto da ringhiera e attrezzato con catene per circa 20 m, poi scende attraversando a svolte pendii ripidissimi; largo, ma esposto. Questo tratto non è adatto a bambini, cani, e a chi soffre di vertigini. Sconsiglio assolutamente questo itinerario nel caso sia innevato o incominci a nevicare. Fino alle sorgenti di fianco al secondo lago Frudiere non c'è acqua.

Descrizione

Lasciata l'auto (a quota 1930), imboccare l'interpoderale che conduce all'alpe Finestra, tagliando i tornanti su tracce, e poi seguire il sentiero 7 fino al Col Ranzola (2170 m). Al colle c'è una cappellina, una lapide che ricorda il transito del poeta Leone Tolstoy, una madonnina e un muretto costruito per scopi militari; da questo valico passava la "via dei Milanesi", percorso che affrontavano i valsesiani dopo il colle di Valdobbia per scendere in val d'Ayas e andare nel Vallese. Passare sul lato gressonaro e proseguire a destra sul sentiero 3B , tra rododendri e larici, attraversando a saliscendi i pendii sotto la punta della Regina fino alla conca della Gombetta, dove si ignora il sentiero che sale a destra al colle della Garda, continuando a sinistra sul 3A . Il percorso è quasi pianeggiante, ma i pendii su cui è tracciato si fanno via via più ripidi, c'è anche un tratto attrezzato con un cavo di sicurezza, che serve forse più in caso di terreno innevato che d'estate. Si scende verso l'alpeggio Prà Bianco e poi fino all'arrivo della seggiovia del Weissmatten (2046 m, 1h30').

Proseguire in discesa lungo la pista di sci, trovando quasi subito a destra il sentiero 1A, dapprima poco visibile, poi più marcato; dopo l'attraversamento di una prima pietraia, si arriva ad una seconda di grossi massi, che si supera con percorso segnalato e una passerella di legno, quindi si sale ad ampi tornanti per poi portarsi verso il versante est del monte Taf, scendere su di un'altra pietraia che va attraversata, e risalire al colletto del Taf (2410 m, 2h00'). Qui la vista è spettacolare; il colletto è un balcone, protetto da una ringhiera, a picco sui laghi di Frudiere e di fronte al Mont Nery. scendiamo verso destra, sul 9 , ci sono una ventina di metri di catene, poi il sentiero svolta a sinistra e scende abbastanza ampio ma su pendii ripidissimi, quasi a picco sul lago sottostante. Nel percorrere questo tratto prestare molta attenzione. Il colle di Frudiere è segnalato da un grosso ometto; si scende al lago superiore e lo si costeggia in senso orario, divallando verso il lago inferiore tra rododentri e altri fiori; si passa davanti ad un alpeggio e si punta alle baite di fianco all'emissario del lago inferiore, in posizione stupenda; lungo il percorso ci sono delle sorgenti dove finalmente si puo' prendere acqua. A questo punto si continua a scendere fin verso quota 1920, poi per evitare di perdere ulteriore dislivello, imboccare un sentierino che in quota raggiunge un passaggio sotto una rupe, e tra larici e pietraie arriva ad una zona umida, dove la traccia si perde; tenere la sinistra e continuare a salire, passando di fianco all'alpe della Garda, seguendo il sentiero 9A (il Segnavia  9B porta al colle della Garda); si raggiunge un avvallamento sotto la punta della Regina, e di qui si scende fino all'alpe Fenetre, ormai visibile, dalla quale per sterrato si torna al punto di partenza (3h30' dal colle del Taf, 6h30' in totale).

Ci siamo stati