Val Lesina - traversata bassa

Ritratto di Cai56
Cai56
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Data rilievo: 
1/04/2012
Quota di partenza: 
232 m
Dislivello: 
791 m

INTRODUZIONE
Gita introduttiva alle molteplici possibilità escursionistiche della trascurata e orograficamente complessa Val Lesina. Si tratta del più basso tragitto di collegamento fra i due rami principali della valle, percorsi ognuno da vecchie strade militari della Linea Cadorna. I tratti più ripidi di queste strade sono stati adattati - sagomandone la carreggiata a profilo concavo - al trascinamento a valle dei tronchi risultanti dagli abbattimenti forestali: queste strade ripidissime e acciottolate sono dette nel dialetto locale "ogal". Oltrepassato il livello altimetrico dei maggenghi (ora trasformati in case di vacanza) l'ambiente naturale si fa particolarmente isolato e selvaggio: non essendoci più praticamente alcuna presenza lavorativa umana, le foreste tendono a regredire ad un ciclo vitale spontaneo e la fauna selvatica si percepisce più attiva rispetto alle aree confinanti.

DESCRIZIONE
Dal parcheggio presso il cimitero di Andalo 232m si entra verso destra nell'abitato: dopo poche decine di metri, a lato di una moderna cappelletta votiva, si imbocca un ripido sentiero inizialmente cementato. La traccia, in salita costante, percorre il versante con alcuni tornanti finchè un traverso a est in piano raggiunge una carrozzabile: sull'altro lato, dapprima parallelo all'asfaltata, inizia l'ogal della Val Lesina. Lo si segue lungo i suoi ripidi rettilinei, trascurando gli attraversamenti della strada e le tracce secondarie laterali. Oltrepassato il bivio per Dosso Lungo 616m, la salita si addolcisce e quasi in piano si raggiungono le baite dell'Alpe Ravolido 883m; da qui un largo sentiero quasi sempre intagliato nella parete rocciosa e protetto a valle da cavi-corrimano raggiunge in piano il torrente del fondovalle orientale e lo varca con un bel ponte ad arco in pietra (Ponte di Stavello o "Punt de la Rasega"). Si prosegue sul greto alberato per poche decine di metri, fino a trovare sulla destra le indicazioni per il sentiero dei Dossi. E' una traccia esile nella ripida e fitta abetaia: tratti di salita moderata alternati a poche impennate conducono alla panoramica radura della Baita del Dosso 1023m; si prosegue in piano fino ad un bivio e - lasciato a sinistra il percorso per la Casera del Dosso e la casera di Luserna - si imbocca la mulattiera di destra, acciottolata e recentemente ben restaurata. Una lunga serie di saliscendi, che assecondano il profilo frastagliato della montagna, precede alcuni tornanti che scendono al torrente del fondovalle occidentale. Attraversatolo su di un oscillante ponte di corde, un lento e costante percorso fra i massi di un'antica frana sale a raggiungere la pista forestale della Val Lesina occidentale. La si segue verso destra fino a raggiungere le costruzioni di Canargo 920m: qui inizia l'altro ogal che scende ripidissimo verso Delebio. A circa metà percorso si affianca il piccolo bacino idroelettrico di Piazzo Minghino 532m; l'acciottolato dell'ogal termina alle case a monte di Delebio (contrada Torrazza): volgendo a destra tra vecchi edifici industriali dismessi, si attraversa il torrente Lesina e, sull'altra riva, fra le case si imbocca la Via Fanfulla da Lodi che in breve raggiunge il parcheggio di partenza.