Vita agricola e pastorale nel mondo

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Ritratto di maurizio
maurizio

Per gli utenti di inalto.com questo volume di grande formato, che conta più di 900 illustrazioni, può rappresentare un'estensione a 360° gradi, e su scala mondiale, di quella piccola ma curata finestra sul mondo agropastorale costituita dal caseo-museo virtuale:
(http://www.inalto.com/temi/sapori/formaggi/caseomuseo/index.shtml)

In questo libro troviamo, catalogati in 97 capitoletti, strumenti di lavoro agreste provenienti dai cinque continenti, messi a confronto fra loro e che risultano sovente simili, segno che l'ingegno contadino ha dovuto fronteggiare un po' ovunque le medesime difficoltà. Non a caso l'autore cita Claude Lévi-Strauss che disse: «Non sono le somiglianze, ma le differenze che si assomigliano». Naturalmente i problemi lasciati aperti sono innumerevoli: da dove proviene un determinato attrezzo, ad esempio; se esso sia di produzione ed ideazione autoctona o se sia stato "prestato" da un'altra cultura; se esso abbia viaggiato da solo o se abbia seguito un gruppo umano in uno spostamento? « La storia delle tecniche riguarda dunque direttamente gli uomini, tanto più che sono loro che la fanno. Gli animali e le piante che, invece, non la fanno, ne sono i fortunati o sfortunati "beneficiari"». (M. Delamarre, Vita agricola e pastorale nel mondo, Pavone Canavese, 2001, p. 208). Ormai è assodato che la storia dell'uomo non è solo quella politica e militare che si apprende sui sussidiari, ma comprende anche la quotidianità, nella quale spesso le élite del tempo hanno trovato le ragioni per azioni di governo la cui logica, a distanza di secoli, ci sfuggirebbe totalmente.
Se il criterio adottato per la compilazione di questo catalogo (peraltro volutamente incompleto) non conosce confini geografici, ha invece dei precisi limiti temporali: la preferenza va a quegli attrezzi databili tra il XIX ed il XX secolo, soprattutto se hanno resistito all'avvento della meccanizzazione sfrenata. «Ho fatto riferimento ad un periodo soltanto e ad una tappa dell'utilizzazione e delle trasformazioni dell' "attrezzo" agricolo, pastorale o di trasporto, evitando, come si constaterà facilmente, di considerare l'Europa centro del mondo». (M. Delamarre, op. cit., p.209).
Tornando al nostro punto di partenza in comune con questo lavoro:
(http://www.inalto.com/temi/sapori/formaggi/caseomuseo/index.shtml)
ci piace segnalare come la valdostanissima "brëla de l'arriaou" apra il capitolo dedicato alla mungitura (p. 184), anche se giustamente in questo caso non le viene riconosciuta nessuna "DOP": infatti il contadino dedito alla mungitura nella figura 4 della pagina seguente risulta essere dell'Auriac francese, ma chi non ha visto sulle nostre Alpi occidentali una scena analoga?
E così via: maggiore è la nostra conoscenza del mondo agricolo e del suo recente passato, più troveremo nelle pagine di "Vita agricola e pastorale nel mondo" degli spunti di riflessione e dei ricordi di un tempo che le macchine (e la logica del profitto) stanno cancellando.