Poeta e umanista nato ad Arezzo nel 1304, autore della lettera che racconta un'ascesa al Mont Ventoux datata 26 aprile 1336.
Dati anagrafici
nome: Francesco Petrarca
nascita: 20 luglio 1304 (data tradizionale) - Arezzo
morte: notte tra il 18 e il 19 luglio 1374 - Arquà, oggi Arquà Petrarca
nazionalità: italiana
professione: poeta, umanista, studioso dei classici
Biografia
Francesco Petrarca nacque ad Arezzo, tradizionalmente il 20 luglio 1304, da Pietro di ser Parenzo, detto Petracco, notaio fiorentino della parte dei guelfi bianchi bandito da Firenze nel 1302, e da Eletta Canigiani. La data di nascita, ricavata in larga parte dalle testimonianze autobiografiche dello stesso Petrarca, conserva un margine di incertezza. Dopo un periodo a Incisa e un soggiorno a Pisa, tra il 1311 e il 1312 la famiglia si trasferì nell'area di Avignone e si stabilì a Carpentras, dove Francesco studiò grammatica e lettere con Convenevole da Prato. Seguirono gli studi di diritto a Montpellier, dal 1316, e a Bologna, dal 1320 al 1326: li abbandonò alla morte del padre, senza particolare interesse per la professione giuridica.
Ricevuti gli ordini minori e alcuni benefici ecclesiastici, che gli consentirono di mantenersi senza intraprendere una vera carriera sacerdotale, nel 1330 entrò nell'ambiente dei Colonna, prima presso Giacomo Colonna a Lombez e poi come cappellano del cardinale Giovanni Colonna; nel 1335 ottenne un canonicato nella diocesi di Lombez. Nel 1333 compì un lungo viaggio attraverso la Francia settentrionale, le Fiandre, il Brabante e la Germania: a Liegi scoprì e copiò la Pro Archia di Cicerone e nello stesso periodo conobbe Dionigi da Borgo Sansepolcro, che gli donò un piccolo codice delle Confessioni di sant'Agostino. Nel 1337 si ritirò a Valchiusa, presso le sorgenti della Sorga, e l'8 aprile 1341 fu incoronato poeta in Campidoglio a Roma. Nel 1345 ritrovò a Verona le lettere di Cicerone Ad Atticum, nel 1350 incontrò Giovanni Boccaccio a Firenze e nel 1353 lasciò definitivamente la Provenza per Milano, presso i Visconti.
Alla storia culturale della montagna Petrarca è legato dalla lettera IV, 1 delle Familiares, indirizzata a Dionigi da Borgo Sansepolcro, che racconta la salita al Mont Ventoux, chiamato nel testo Mons Ventosus, e porta la data di Malaucène, 26 aprile 1336. Nel racconto Petrarca sale con il fratello Gherardo e due servitori, partendo da Malaucène, sul versante settentrionale della montagna, dove erano arrivati la sera precedente. Dichiara di essere mosso dal desiderio di vedere ciò che una simile altezza poteva offrire, spinto dalla lettura, il giorno prima, del racconto di Tito Livio sulla salita di Filippo V di Macedonia al monte Emo. Lungo il cammino un vecchio pastore tenta di dissuaderli, dicendo di essere salito in vetta circa cinquant'anni prima e di averne ricavato soltanto fatica, graffi e abiti strappati. Gherardo segue la via più diretta, mentre Francesco cerca sentieri apparentemente meno ripidi e a ogni deviazione perde quota o allunga il cammino: il narratore ne fa un'allegoria della vita spirituale. In vetta, dopo il panorama, apre il volume delle Confessioni ricevuto da Dionigi, che si apre al libro X, 8, 15, dove Agostino osserva che gli uomini ammirano montagne, mari, fiumi e astri e trascurano sé stessi. Petrarca interrompe allora la contemplazione del paesaggio e volge lo sguardo alla propria interiorità. Racconta di essere rientrato di notte alla locanda e di aver scritto subito a Dionigi.
Il testo conservato non può però essere letto come un resoconto scritto la sera dell'escursione. Dionigi morì a Napoli il 31 marzo 1342, e Petrarca ordinò e riscrisse le Familiares soltanto dopo la scoperta delle lettere ciceroniane a Verona, spostando e retrodatando i testi. Giuseppe Billanovich, in uno studio del 1966, ha collocato la redazione della lettera negli anni Cinquanta del Trecento, collegandola al lavoro sul Secretum, all'ingresso di Gherardo nella Certosa di Montrieux, nel 1343, e all'ordinamento della raccolta. La salita materiale del 1336 resta possibile, ma non è dimostrabile con la sola lettera. La critica è divisa sul peso da attribuire all'esperienza reale rispetto alla costruzione letteraria: Robert Durling (1977) ha discusso l'impianto allegorico e i rapporti con Agostino, Lyell Asher (1993) ha letto il testo come costruzione letteraria e autorappresentazione di Petrarca. La data del 26 aprile 1336 appartiene dunque all'evento narrato, non alla redazione della lettera.
Né il testo consente di attribuire a Petrarca una prima ascensione del Mont Ventoux: nel suo stesso racconto il pastore dichiara di esservi già salito circa cinquant'anni prima. La definizione di Petrarca come alpinista circolava già nell'Ottocento, quando Giosue Carducci intitolò un suo saggio Il Petrarca alpinista (1882), e quella di "primo alpinista" appartiene alla ricezione successiva, non a un dato documentabile. La lettura dell'episodio come momento di svolta nella percezione del paesaggio è stata sviluppata, tra gli altri, da Jacob Burckhardt e da Joachim Ritter, nella prolusione del 1962.
Petrarca morì ad Arquà nella notte tra il 18 e il 19 luglio 1374, alla vigilia del settantesimo compleanno secondo la cronologia tradizionale; le fonti antiche oscillano tra il 18 e il 23 luglio. I funerali si tennero il 24 luglio. Il corpo rimase dapprima nella chiesa parrocchiale e nel 1380 le spoglie furono trasferite nell'arca funeraria ancora visibile presso la chiesa.
Opere
Africa, poema epico latino sulla seconda guerra punica
De viris illustribus, raccolta di biografie di uomini illustri
Secretum, dialogo latino tra Francesco e sant'Agostino
De vita solitaria e De otio religioso, opere sulla solitudine e sullo studio
Rerum familiarium libri (Familiares), 24 libri di lettere latine, tra cui la IV, 1 sul Mont Ventoux
Rerum vulgarium fragmenta (Canzoniere), 366 componimenti in volgare
Triumphi, poema allegorico in terzine
Seniles, raccolta epistolare della vecchiaia
Bibliografia
In veste di scrittore
Francesco Petrarca, Le familiari, vol. I, introduzione e libri I-IV, edizione critica a cura di Vittorio Rossi, Sansoni, 1933
Giuseppe Billanovich, "Petrarca e il Ventoso", Italia medioevale e umanistica, IX, 1966
Bortolo Martinelli, Petrarca e il Ventoso, Minerva Italica, 1977
Robert M. Durling, "Il Petrarca, il Ventoso e la possibilità dell'allegoria", Revue des Études Augustiniennes, 23, 1977
Lyell Asher, "Petrarch at the Peak of Fame", PMLA, 108/5, 1993
Pétrarque, Lettres familières, t. II, livres IV-VII, sous la direction de Pierre Laurens, Les Belles Lettres, 2002
Francesco Petrarca, Le familiari, libri I-V, traduzione e cura di Ugo Dotti, Nino Aragno, 2004
Rodney Lokaj, Petrarch's Ascent of Mount Ventoux: The Familiaris IV, I, Edizioni dell'Ateneo, 2006
In veste di citazione importante
Francisco Rico, Luca Marcozzi, "Petrarca, Francesco", Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 82, 2015
Francisco Rico, I venerdì del Petrarca. Seguito da "Profilo biografico del Petrarca" in collaborazione con Luca Marcozzi, Adelphi, 2016