Ufficiale britannico, capo della spedizione all'Everest del 1953.
Dati anagrafici
nome: Henry Cecil John Hunt
nascita: 22 giugno 1910 - Shimla, India britannica
morte: 7 novembre 1998 - Henley-on-Thames, Regno Unito
nazionalità: britannica
professione: ufficiale dell'esercito britannico e alpinista
affiliazione: Alpine Club
John Hunt fu un ufficiale dell'esercito britannico e un alpinista, noto per aver diretto la spedizione britannica all'Everest del 1953, nella quale la vetta fu raggiunta da Edmund Hillary e Tenzing Norgay. Nacque a Shimla da Cecil Edwin Hunt, capitano dell'esercito indiano, caduto nella prima guerra mondiale. Trascorse le vacanze nelle Alpi fin da ragazzo: a 12 anni mise la corda per la prima volta e a 14 salì il Piz Palü con una guida.
Dopo il Marlborough College e il Royal Military College di Sandhurst fu nominato sottotenente del King's Royal Rifle Corps nel 1930. Con il reggimento in India dal 1931, prestò servizio anche nell'intelligence militare e nella polizia indiana, e negli ultimi anni prima della guerra fu di stanza in Bengala, dove Darjeeling distava una notte di treno: Hunt vi tornava appena possibile, anche nei fine settimana lunghi, per proseguire in Sikkim. Nel 1935, dopo un tentativo al Saltoro Kangri, fu eletto socio dell'Alpine Club. L'anno seguente fu tra i candidati all'Everest, ma venne escluso per un soffio al cuore riscontrato alla visita medica. Nel 1936 sposò Joy Mowbray-Green, che partecipò con lui a spedizioni in Himalaya e a salite nelle Alpi.
Tornato in Gran Bretagna nel 1940, divenne capo istruttore alla Commando Mountain and Snow Warfare School di Braemar, dove maturò l'interesse per l'addestramento in montagna e per il suo valore educativo. Nel 1943 assunse il comando dell'11th Battalion del King's Royal Rifle Corps e partecipò alla campagna d'Italia; nel 1944 ricevette il Distinguished Service Order per i combattimenti sul fiume Sangro. In ottobre il battaglione passò in Grecia, dove Hunt comandò a Patrasso l'11th Indian Infantry Brigade.
Nel 1952 era in servizio presso il comando alleato in Europa quando il Joint Himalayan Committee dell'Alpine Club e della Royal Geographical Society lo chiamò a guidare la spedizione del 1953 al posto di Eric Shipton, che l'anno prima aveva diretto il tentativo al Cho Oyu e da cui provenivano la maggior parte degli alpinisti. Hunt non aveva avuto parte nella decisione e cercò di coinvolgere lo stesso Shipton; il malcontento di una parte della squadra, Hillary compreso, rientrò presto. Il 26 maggio, mentre la prima cordata d'assalto saliva verso la cima sud, Hunt e lo sherpa Da Namgyal, con oltre 20kg di carico ciascuno e Hunt in difficoltà nel respiro, lasciarono sulla cresta sud-est tenda, viveri, petrolio e bombole di ossigeno. Il deposito fu ripreso il 28 maggio dalla seconda squadra di supporto e portato più in alto, dove fu montato l'ultimo campo prima della vetta. Per la spedizione Hunt ricevette il titolo di cavaliere nel 1953.
Nel 1954, al termine di una conferenza sull'Everest, incontrò per la prima volta un gruppo di alpinisti sovietici: da quei contatti derivarono la spedizione britannica nel Caucaso del 1958 e quella anglo-sovietica nel Pamir del 1962. Lasciato l'esercito nel 1956, fu il primo direttore del Duke of Edinburgh's Award, incarico che tenne per dieci anni, e dal 1955 al 1965 presiedette il comitato di Plas y Brenin. Fu rettore dell'Università di Aberdeen dal 1963 al 1966 e nel 1966 divenne pari a vita con il titolo di barone Hunt di Llanfair Waterdine. Presiedette l'Alpine Club, il Climbers' Club (1963-66), il British Mountaineering Council (1965-68) e la Royal Geographical Society. Fu il primo presidente del Parole Board per l'Inghilterra e il Galles, il rapporto del 1969 sulla polizia nordirlandese porta il suo nome e nel 1979 fu nominato cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera. Con Joy ebbe quattro figlie.
Imprese alpinistiche
Kolahoi, contrafforte sud - 1935 - prima salita con Rowland Brotherhood, Kashmir, India, Himalaya
Saltoro Kangri - 1935 - tentativo con il gruppo di James Waller, Karakorum, allora India britannica, oggi Pakistan
Nepal Peak, cima sud-occidentale (7.145m) - 1937 - salita in solitaria il 7 novembre, nella spedizione di C. R. Cooke con Joy Hunt, Sikkim, India, Himalaya; la cima era già stata salita nel 1936 da Güttner e Wien
Zemu Gap (5.875m) - 1937 - raggiunto da nord con un portatore sherpa, nella stessa spedizione, Sikkim, India, Himalaya
Everest - 1953 - capo della spedizione britannica dal versante nepalese, Himalaya; il 26 maggio sale con Da Namgyal fino a circa 8.336m per depositare il materiale usato dalla seconda squadra di supporto; la vetta è raggiunta il 29 maggio da Edmund Hillary e Tenzing Norgay
Caucaso - 1958 - capo della spedizione britannica, Unione Sovietica
Pamir - 1962 - direzione del contingente britannico della spedizione anglo-sovietica, Unione Sovietica, oggi Tagikistan; Hunt lascia la spedizione dopo la morte di Wilfrid Noyce e Robin Smith sul monte Garmo
Opere
The Ascent of Everest, London, Hodder and Stoughton, 1953
Our Everest Adventure. The Pictorial History from Kathmandu to the Summit, con Christopher Brasher, Leicester, Brockhampton Press, 1954
The Red Snows. An Account of the British Caucasus Expedition, 1958, con Christopher Brasher, London, Hutchinson, 1960
Life Is Meeting, London, Hodder and Stoughton, 1978
Bibliografia
In veste di scrittore
nessuno studio critico reperito sulla sua produzione scritta
In veste di citazione importante
Michael Westmacott e Stephen Venables, Henry Cecil John Hunt, Lord Hunt of Llanfair Waterdine, Himalayan Journal 55, 1999
George Band, Hunt, (Henry Cecil) John, Baron Hunt (1910-1998), Oxford Dictionary of National Biography, Oxford University Press, 2004
Mick Conefrey, Everest 1953: The Epic Story of the First Ascent, Oneworld, 2012