Il lupo (Canis lupus) è un mammifero carnivoro della famiglia dei canidi, tornato a occupare naturalmente l'arco alpino occidentale a partire dagli anni Novanta dopo essere stato eliminato dal territorio nei primi decenni del Novecento. In Valle d'Aosta è oggi presente con diversi branchi distribuiti sull'intero territorio regionale, dove vive prevalentemente in foreste montane e praterie d'altitudine cacciando ungulati selvatici.
Scheda informativa
Nome comune: lupo grigio
Nome scientifico: Canis lupus
Specie: mammifero placentato
Famiglia: Canidi
Distribuzione: Un tempo diffuso in tutto l'emisfero boreale a nord del 15° parallelo. Fortemente ridotto in Nord America e in Europa nel corso del XX secolo, dagli anni Novanta è in fase di recupero naturale in diverse aree, incluse le Alpi occidentali.
Habitat: Aree di pianura, foreste montane e radure. In Europa frequenta anche zone di montagna prossime a insediamenti umani, comprese le Alpi occidentali.
Alimentazione: In branco, preda soprattutto grandi ungulati come alci, caribù e cervi; caccia anche roditori e prede di taglia minore.
Un tempo diffuso in gran parte dell'emisfero boreale, il lupo occupa oggi un areale frammentato che comprende porzioni dell'Europa, dell'Asia e del Nord America. In Italia era stato eliminato dall'arco alpino entro i primi decenni del Novecento, sopravvivendo solo in nuclei relitti dell'Appennino centro-meridionale, stimati in circa 100 esemplari negli anni Settanta. A partire dagli anni Novanta la specie ha ricolonizzato naturalmente le Alpi occidentali muovendo dall'Appennino, favorita dalla protezione legale e dall'espansione del bosco su terreni abbandonati dall'agricoltura di montagna. In Valle d'Aosta il primo esemplare stabile dopo l'assenza secolare è stato documentato nel 2005, nella zona del massiccio del Mont Fallère; un branco si è formato entro il 2007 nell'area del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Il territorio regionale ospita attualmente 7-8 branchi, distribuiti sull'insieme del territorio, con utilizzo di foreste montane, radure e praterie d'altitudine anche oltre i 2.000m in relazione alla disponibilità di prede.
A livello di specie, la IUCN Red List classifica Canis lupus come "Least Concern" (valutazione 2018). Il dato globale non riflette lo status delle singole popolazioni regionali: la popolazione alpina occidentale-centrale (Francia e Italia) è inserita nell'Allegato IV della Direttiva Habitat dell'Unione Europea, la popolazione della Penisola italiana negli Allegati II e IV della stessa direttiva; la specie è inoltre inclusa nell'Allegato II della Convenzione di Berna, che ne vieta la cattura, l'uccisione e il disturbo intenzionali. In Italia e sull'arco alpino il lupo è quindi specie particolarmente protetta, indipendentemente dalla categoria di rischio globale.
Lunghezza testa-corpo 105-160cm, altezza al garrese 60-85cm; peso medio attorno ai 40kg, con valori medi rilevati in Europa vicini ai 38,5kg. Il mantello varia da tonalità grigio-giallastre a bruno-rossicce, con variazioni individuali e stagionali. Rispetto al cane domestico si distingue per la coda diritta e pendente, mai arrotolata sul dorso, per le zampe proporzionalmente più lunghe e per l'andatura regolare e continua tipica degli spostamenti su lunghe distanze.
Specie fortemente sociale, organizzata in branchi di tipo familiare: la riproduzione è normalmente riservata alla sola coppia dominante, mentre gli altri componenti del branco collaborano alla cura e all'alimentazione dei cuccioli. La gestazione dura 62-75 giorni, con nascite concentrate in primavera. La dimensione dei branchi è variabile, da 2 a oltre 20 individui, con una media, su base europea, di circa otto esemplari. Gli individui in dispersione dal branco d'origine possono allontanarsi anche per lunghe distanze prima di stabilirsi in un nuovo territorio o di unirsi a un altro branco. L'alimentazione è basata prevalentemente su ungulati selvatici di taglia medio-grande - cervo, capriolo, camoscio, cinghiale - integrata da prede di dimensioni minori quando le prime scarseggiano.
In Valle d'Aosta la presenza è documentata su gran parte del territorio regionale, ma l'osservazione diretta resta rara data l'elusività della specie: più frequenti sono i segni indiretti, come impronte, escrementi, ululati e resti di predazione. La presenza di cani vaganti e di ibridi lupo-cane sull'arco alpino rende talvolta incerto il riconoscimento a distanza: gli elementi più affidabili restano la coda diritta e pendente, l'assenza di collare o altri segni di domesticità, l'andatura regolare e il comportamento elusivo verso l'uomo, in genere assente nei cani vaganti.
Riferimenti Bibliografici
- Il lupo: elementi di biologia, gestione, ricerca - Boitani Luigi - Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, 1998
- Wolves: Behavior, Ecology, and Conservation - Mech L.D., Boitani L. (a cura di) - - University of Chicago Press, 2003
- LIFE WolfAlps EU - Rapporto Lupo (report periodici regionali) - AA.VV. -