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Capreolus capreolus

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Data: 08/09/2026

Il capriolo (Capreolus capreolus) è il più piccolo cervide presente sulle Alpi, diffuso dal fondovalle alla fascia montana in ambienti di margine bosco-radura. Si distingue da cervo e daino per la taglia ridotta, i palchi corti a tre punte e l'assenza di coda visibile.

Il capriolo appartiene alla stessa famiglia di cervo e daino ma se ne distingue nettamente per le dimensioni: altezza al garrese di 55-77cm, lunghezza testa-coda di 90-130cm, peso tra 15kg e 35kg a seconda di sesso, stagione e condizione dell'individuo. Il corpo è slanciato, con groppa più alta del garrese, testa corta e triangolare, occhi e orecchie grandi, coda ridotta a un mozzicone non visibile — nella femmina un ciuffo di peli chiari (la "falsa coda") ne segna la posizione. Il mantello cambia due volte l'anno: rossiccio-fulvo in estate, grigio-brunastro in inverno, con muta primaverile (aprile-giugno) più vistosa di quella autunnale. I piccoli nascono con mantello bruno scuro maculato di bianco, perso entro i primi due mesi di vita. Solo il maschio porta i palchi: brevi, rugosi, generalmente a tre punte negli adulti, caduchi tra ottobre e dicembre e ricresciuti entro la primavera successiva. Nel mantello invernale il sesso si riconosce anche dalla forma dello "specchio anale" bianco: reniforme nel maschio, a cuore nella femmina per la presenza della falsa coda.

Curiosità documentata e distintiva della specie è la diapausa embrionale: l'accoppiamento avviene tra fine luglio e inizio agosto, ma lo sviluppo dell'embrione si arresta allo stadio di blastocisti fino a dicembre-gennaio, per poi riprendere e concludersi con il parto a maggio-giugno. Il meccanismo — impianto ritardato tramite segnalazione proteica (PAG) tra blastocisti e madre — è stato chiarito solo di recente e resta un caso raro tra gli ungulati; il vantaggio evolutivo è far coincidere sia l'accoppiamento sia la nascita dei piccoli con le stagioni più favorevoli, disaccoppiando i due eventi nonostante siano separati da circa dieci mesi di gestazione apparente (cinque reali).

Lo stato di conservazione globale è "Least Concern" (IUCN Red List, 2016); la valutazione nazionale della Lista Rossa dei Vertebrati Italiani (aggiornamento 2022) colloca la specie nella stessa categoria, in linea con l'espansione demografica registrata negli ultimi decenni per la grande fauna ungulata alpina in generale — nessuna divergenza tra i due livelli di valutazione.

Sul piano dell'habitat e della distribuzione, il capriolo frequenta l'intero arco alpino occupando prevalentemente le fasce di bosco misto e i margini forestali di fondovalle e mezza costa, a quote generalmente inferiori a quelle occupate da camoscio e stambecco. In Valle d'Aosta la specie rientra tra gli ungulati soggetti a piano di prelievo regionale insieme a camoscio e cervo: il piano 2025 assegnava una quota di 144 capi di capriolo, contro i 925 del camoscio — un dato utile come indicatore della minore diffusione relativa della specie rispetto agli altri ungulati regionali, non un censimento di popolazione in senso stretto.

Il riconoscimento sul campo si basa sulla taglia ridotta rispetto a cervo e daino, sull'assenza di coda visibile, sui palchi corti e poco ramificati del maschio e sulla colorazione stagionale del mantello. Negli individui giovani, la confusione più frequente è con i piccoli di cervo, di dimensioni simili ma con proporzioni diverse (testa più allungata, groppa meno rialzata nel cervo).

Sul piano del comportamento, il capriolo è animale poco sociale: vive isolato in estate, quando i maschi adulti diventano territoriali e difendono attivamente un'area di dimensioni proporzionali alla propria condizione fisica; in autunno-inverno si aggrega invece in piccoli gruppi familiari di 4-10 individui, composti da una femmina, la prole dell'anno e talvolta maschi subordinati. È attivo prevalentemente all'alba e al crepuscolo, periodi in cui l'osservazione diretta è più probabile lungo i margini di radure e coltivi limitrofi al bosco; nelle ore centrali della giornata tende a restare nel folto della vegetazione.

ITINERARI DOVE È STATO SEGNALATO

  • Rifugio Val Gravio, da Adret (escursionismo, Parco Naturale Orsiera-Rocciavrè, Piemonte) — la relazione pubblicata segnala esplicitamente l'incontro con il capriolo lungo il tratto boscato tra il torrente Gravio e Grangia.

Scheda informativa

Nome comune: Capriolo
Nome scientifico: Capreolus capreolus (Linnaeus, 1758)
Specie: mammifero placentato, ordine Artiodactyla
Famiglia: Cervidae
Distribuzione: Europa e parte dell'Asia occidentale, dalla penisola iberica al Caucaso
Habitat: boschi di latifoglie e conifere alternati a radure, margini forestali, aree agricole di collina e montagna
Alimentazione: brucatore selettivo — gemme, germogli, arbusti, erbe, frutti